VANESSA  LAFAYE.
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TEMPO D'ESTATE.
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Parte 2.
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Titolo originale: Summertime. 2015.
Traduzione di: Chiara Brovelli.
2015. Neri Pozza Editore, Vicenza
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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14.
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Avvicinandosi al campo, Henry not che stava succedendo qualcosa di strano. Si era trattenuto con Missy pi a lungo del previsto,  vero, ma era comunque troppo presto per vedere tanta agitazione. Qualche stella splendeva ancora debole sopra l'oceano, precedendo il sole che sorgeva rapidamente. Di solito a quell'ora era sveglio soltanto il cuoco, impegnato a preparare la miserabile sbobba che aveva il coraggio di chiamare colazione. Oltre il cancello era parcheggiato un furgone che non riconobbe. I veterani ancora sonnolenti e intontiti erano divisi in gruppi, fuori dalle baracche, e si grattavano e sbadigliavano quasi fossero stati tirati gi dal letto. Erano scalzi. Trent gli urlava in faccia degli ordini, con la cartella sotto il braccio.
Henry aggir il perimetro verso la zona paludosa della latrina, riflettendo sul modo migliore per unirsi ai suoi uomini. Aveva pensato di rientrare nella baracca per la stessa via da cui era uscito, ma adesso non sarebbe stato possibile. Riusc a incrociare lo sguardo di Jeb, mentre allungava il collo magro. Mim un attacco di crampi allo stomaco. Jeb batt le palpebre; poi afferr. Quindi, Henry aspett sulle tavole sopra il fango lurido, in attesa della sua occasione.
Il vicesceriffo pass di baracca in baracca, seguito da un ragazzo con i capelli rossi. A ogni fermata il Rosso sollevava gli scarponi degli uomini, un paio alla volta, cos che il vicesceriffo potesse esaminarli e confrontarli con un foglietto che teneva in mano. Henry non comprese il senso di quell'operazione, ma immagin che avesse qualcosa a che vedere con l'aggressione a Missis Kincaid.
Non lo sorprese il fatto che i sospetti fossero caduti sui veterani. Era assolutamente prevedibile, dal momento che erano forestieri, che una cittadina piccola come Heron Key serrasse le file. La gente chiudeva le porte sbattendole con forza, tirava le tende, i genitori nascondevano i bambini dietro le gambe, protettivi. Pure, la realt dei fatti lo rattrist. Se i veterani facevano poco per conquistarsi la benevolenza dei cittadini - e comprendevano individui da cui persino lui stava in guardia - non era da escludere che il responsabile fosse un abitante di Heron Key. Dal suo punto di vista, lui e i suoi meritavano lo stesso trattamento dei locali. Lo stesso, n migliore, n peggiore.
Il vice  sceriffo arriv alla baracca di Henry, l'ultima a venire ispezionata. Trent consult la cartella. La sua voce giunse fino a Henry, che aspettava accanto alle latrine.
Dov' Roberts? sbrait, gli occhi che percorrevano la piazza d'armi.
Al gabinetto, capo rispose Jeb. Sta male per via della merda che abbiamo avuto ieri sera per cena. Se mangi merda aggiunse alzando le spalle, caghi merda.
Lemuel ridacchi, ma fu subito zittito da un'occhiataccia di Trent.
 cos, capo fece Franklin, alzando la voce. In questo momento potrebbe cagare attraverso la cruna di un ago.
L'ilarit continu, mentre Henry andava a unirsi al gruppo, tirandosi su teatralmente i pantaloni e fngendosi esausto. Trent lo studi attentamente. Da quando tempo eri l dentro?
Da ore, credo gli rispose con un sospiro stanco. Questa notte sono stato svegliato da un rombo tremendo, e ho pensato che si fosse scatenato un terremoto nel mio stomaco.
Mormorii comprensivi si diffusero tra gli uomini riuniti.
Gli scarponi, Roberts disse il vicesceriffo. Levateli.
Henry pass le calzature puzzolenti al Rosso, che arricci il naso e li tenne il pi possibile lontani allungando il braccio, cos che il vicesceriffo potesse ispezionarli. Dwayne Campbell li studi a lungo, confrontandoli con il suo foglietto, e alla fine disse: A posto. C'era delusione nella sua voce.
Le mani sui fianchi, il vicesceriffo contempl la scena quasi gli fosse stato fatto un torto personale. I suoi occhi passarono in rassegna ogni faccia addormentata e non rasata, e ogni singola costruzione, mentre gli uomini aspettavano e la temperatura saliva. Presto il campo fu invaso dal sole del mattino, che riemp le ombre e and a colpire uno specchio per rasarsi posto accanto alla pompa dell'acqua, che proiett un dardo di luce sul lato della baracca di Henry.
Signor vicesceriffo, sir disse Two-Step, che al barbecue si era rivolto a Dwayne senza mostrare il minimo rispetto. Io credo che, se guardasse laggi...
Qualcuno ha chiesto la tua opinione? url Trent.
No, lascialo parlare.
Ecco riprese Two-Step, io ho visto Mr Roberts nascondere qualcosa laggi. Indic il lato della baracca. Aveva l'espressione di un ragno soddisfatto, che si stava divertendo troppo a guardare la mosca che lottava per liberarsi, per decidersi a morderla.
Henry incroci il suo sguardo, e pens: La gente vede quello che vuole vedere. Vendetta.
Il vicesceriffo raddrizz la schiena, all'erta come un cane da caccia che ha fiutato una pista, and alla baracca e diede uno strattone a una massa che sporgeva da sotto la parete. Quindi si tir su, e mostr una camicia coperta di macchie marroni. Era quella che Henry aveva indossato per fare a pezzi l'alligatore, prima del barbecue. L'animale non era mai esistito, a quanto si sapesse in citt, e dal canto suo era determinato a lasciare le cose cos, per non mettere Missy nei guai.
Questa di chi ? chiese il vicesceriffo.
Jeb lanci un'occhiata di avvertimento a Henry, che questi ignor.  mia, signore rispose. Appartiene a me.
A me sembrano macchie di sangue, queste.
Perch lo sono. Henry mantenne un tono pacato.
Proprio come le avevo detto, vicesceriffo intervenne Two-Step: Cerchi, e trover.
Adesso puoi chiudere la bocca.
Gli occhi di Jeb, ancora socchiusi, furono attraversati da un lampo d'allarme.
Il vicesceriffo si fece pi vicino. Ti dispiacerebbe dirmi, Mister Roberts, in quale attivit eri impegnato, quando ti sei sporcato di sangue?
Il suo sguardo, la sua voce erano estremamente taglienti. Trionfo: sentiva di aver dimostrato qualcosa. Aveva trovato quello che stava cercando, e adesso potevano dormire tutti sonni tranquilli. Nel paese dei dannati, per indicare il colpevole era sufficiente una camicia sporca. Ma Henry non poteva collaborare, soprattutto se cos facendo avrebbe coinvolto Missy. S, in effetti.
S cosa? chiese Trent, guardandolo torvo.
Nell'unico occhio di Franklin c'ra apprensione. Lemuel si morsic il labbro. Sei forse impazzito? sussurr Jeb.
S, mi dispiace, capo fece Henry, calmo. Non sono affari del vicesceriffo. Non ... il sangue sulla maglietta non appartiene a Missis Kincaid
Allora dicci gli ordin Trent, avvicinando il suo viso a quello di Henry al punto che quest'ultimo pot distinguere ogni singolo poro, e sentire l'odore di birra e tabacco stantio di chi  quel sangue?
No, Mr Watts. Con rispetto... mi rifiuto.
Ne ho abbastanza di questa commedia intervenne il vicesceriffo, mentre metteva le manette a Henry. Sei in arresto perch sospettato di lesioni aggravate ai danni di Hilda Kincaid.
Ma zio Dwayne disse il Rosso, spostando ansiosamente il peso da un piede all'altro, non abbiamo trovato una corrispondenza per l'impronta. Questo non significa che...
Sta zitto, Jimmy, e sali sul furgone.
Mamma arriv pi tardi quella mattina, e in sua assenza Doc aveva gi cominciato a cambiare le medicazioni a Hilda. Le rose di Lionel cominciavano ad avere un aspetto triste, cos vers dell'acqua fresca nel vaso che poi rimise sul comodino.
Ecco, Missis Kincaid disse. E poi chiese, a Doc: Pu sentirci?
Non lo so. Forse, in alcuni momenti. Ogni tanto mormora qualcosa, ma non riesco a decifrare le parole. Butt via le bende insanguinate e prese quelle pulite che Mamma gli stava porgendo. Lei, intanto, pul un brutto taglio sulla fronte della donna.
Come sta? Mamma non not cambiamenti, e non le parve che la poverina accennasse a svegliarsi.
Be' fece il dottore, la voce ridotta a uno stanco stridore, almeno non c' infezione.
Mamma gli dava una mano da quando era tornato dalla guerra. Si capivano al volo, dopo aver lavorato insieme per tanti anni. Avevano ingessato ossa fratturate, erano rimasti al capezzale di bimbi malati, e avevano accompagnato diverse persone in fin di vita nel loro ultimo viaggio. Sapeva che i lividi assumevano tinte stravaganti, gialle, rosse e viola; faceva parte del normale processo di guarigione. La cosa pi preoccupante era quel sonno ininterrotto. Le ferite erano pulite, e gi provavano a rimarginarsi. Ma il cervello tardava a riprendersi.
Non sono contento della pressione sanguigna osserv Doc.
In effetti, a Mamma gli occhi sembravano pi gonfi rispetto al giorno prima. Vuoi mandarla all'ospedale?
Doc si tolse gli occhiali, e pul le lenti con un lembo della camicia. Non ancora.  troppo debole. In queste condizioni, il viaggio potrebbe... potrebbe arrecarle altri danni. Aspetteremo ancora un giorno, dando tempo ai farmaci di fare effetto, e poi vedremo come va.
Mamma spi il lettino nella stanza sul retro. Doc aveva cominciato a dormire nel suo studio. Non era buon segno, come non lo era il rossore febbrile intorno agli occhi. Doc, stai mangiando?
La gente  stata molto gentile disse distrattamente, come puoi vedere.
La scrivania era ingombra di vassoi e piatti, quasi tutti pieni di cibo. Le mosche stavano banchettando con quella che aveva tutta l'aria di essere una triglia affumicata. Senza una ghiacciaia, quel cibo non era pi commestibile.
Devi prenderti pi cura di te stesso lo rimprover, severa, altrimenti come pensi di poterti occupare di lei?
Doc batt le palpebre dietro le lenti unte, quasi non avesse compreso le sue parole.
Mamma gli tolse le bende dalle mani. Adesso ascoltami disse. Ecco che cosa faremo: io finir di cambiare le medicazioni, mentre tu andrai a riposare un po'. Doc fece per protestare, ma lei sollev una mano. Quindi mi sbarazzer di questa roba andata a male, e ti porter qualcosa di fresco. E poi aggiunse, con un tono che non ammetteva sciocche repliche, mi sieder qui e ti guarder finch non avrai mangiato anche l'ultimo boccone. Era l'unico bianco a cui si sarebbe rivolta in quel modo.
Lui non oppose resistenza, quando lo port nella stanza sul retro. Ma qualcuno scelse proprio quel momento per bussare alla porta. Ehil? C' nessuno in casa? si ud attraverso la porta a zanzariera.
Dolores Mason era splendente, nel completino da tennis bianco. Entr con un vassoio sormontato da una cupola di vetro, che serviva a proteggere una magnifica torta all'ananas rovesciata. Mamma la riconobbe: era la specialit di Missy. Ho portato qualcosa per aiutarti a tenere insieme anima e corpo trill. Buongiorno, Mamma.
Buongiorno, Missis Mason. Mamma non aveva mai molto a che fare con i frequentatori del country club, ma sentiva dire spesso da Missy che Dolores Mason sembrava diventare ogni anno pi giovane. Aveva la pelle chiara, che il sole aveva tinto di un pallido color miele. Le braccia erano magre e muscolose. Missy diceva che mangiava pochissimo, perlopi verdura e un po' di pesce, ma fumava come una ciminiera. Dal canto suo, George Mason sembrava invecchiare pi in fretta del normale. Era un brav'uomo, quando era sobrio, ma quest'ultima era una circostanza piuttosto rara.
Dolores pass il vassoio a Mamma, e and a mettersi accanto al lettino. Oh, Hilda disse, chinandosi sopra il viso della donna. Povera cara. Che cosa ti hanno fatto? Hilda si mosse, gli occhi tremarono dietro le palpebre, le mani si contrassero lievemente. Come sta, Doc? Ha detto qualcosa?
Niente che sia riuscito a decifrare le rispose. Dobbiamo avere pazienza.
Mamma studi Dolores con attenzione. Non era amica di Hilda. Lo sapevano tutti, e sapevano anche il perch. Allora per quale motivo era venuta? Per sentirsi meglio riguardo alla storia con Mr Kincaid? Mamma sorrise tra s. In qualche modo, una volta tanto Hilda aveva avuto la meglio su quella giovane snella e chic che le aveva pubblicamente rubato il marito. Adesso, infatti, era al centro dell'attenzione, e solitamente quella posizione era riservata a Dolores.
Poverino disse quest'ultima, posando una mano perfettamente curata sul braccio di Doc, sembri sfinito. Devi riposare. Portalo a casa, Mamma. Resto io qui con Hilda, mentre siete via.
Io... cominci Doc.
Sul serio fece Dolores, non  un disturbo, per me. In un momento come questo, dobbiamo mettere da parte tutti i nostri... sentimenti personali, e stare uniti. Sorrise, mostrando i denti bianchi, piccoli e perfetti.
Io non vado da nessuna parte rispose Doc, ma grazie.
Nemmeno io disse Mamma.
Dolores spost lo sguardo dall'uno all'altra, il sorriso fsso. Poi alz le spalle, prese la borsetta a busta e disse: D'accordo, come volete, lo sono sempre qui aggiunse, stringendo la mano a Doc, per te.
La porta a zanzariera si richiuse alle sue spalle, sbattendo. Doc si lasci cadere su una sedia. Cos'... cos' successo qui dentro, un attimo fa?
Mamma scosse la testa. Sei appena stato investito dal Dolores Express.
Di ritorno in centrale, Dwayne aveva cominciato a compilare i moduli per formalizzare l'arresto di Henry. Erano entrati dalla porta sul retro, ma in diversi avevano visto Henry sul furgone del vicesceriffo, e adesso avrebbero tratto le loro conclusioni. Nel giro di poco la notizia si sarebbe diffusa. Aveva bisogno di approfittare di quel momento di calma per ottenere informazioni da Henry. Ti ho beccato, Roberts, e adesso pagherai per tutto quello che hai fatto. E con tutto intendo dire tutto.
Henry era seduto in un angolo della cella, con l'aria indifferente, quasi stesse aspettando un autobus. Non aveva detto niente durante il tragitto, il che aveva indotto Dwayne a stare in guardia. In base alla sua esperienza, le persone innocenti -e anche tante colpevoli - erano ansiose di raccontare quello che era successo. Il silenzio di Henry era inquietante. Non era normale. Jimmy, al contrario, aveva chiacchierato nervosamente durante tutto il viaggio, fino a quando lui non aveva minacciato di farlo tornare in citt a piedi.
Adesso, il ragazzo gli port Henry e lo fece sedere di fronte alla scrivania.
Mister Roberts cominci, formale, dandogli del lei sebbene non l'avesse mai fatto, comprende la natura delle accuse a suo carico?
S.
Di nuovo quello sguardo piatto, sicuro. Lo faceva innervosire. E cos'ha da dire in sua difesa?
Non sono stato io. Non ero l. Henry fece una pausa. E confido nella giustizia americana.
Dwayne lo studi un momento. Aveva un atteggiamento imperturbabile e controllato, quando avrebbe dovuto balbettare per la paura... Un nero accusato di aver pestato una donna bianca, in un luogo vicinissimo alla zona dei linciaggi, in Florida. Trovava quel comportamento imperscrutabile. E questo lo seccava. Dove si trovava alle due del mattino, dopo il barbecue?
Stavo dormendo sulla mia branda nella baracca al campo, circondato dai miei uomini che sono pronti a garantire per me. Henry si appoggi allo schienale e incroci le braccia, quasi fosse lui ad avere il controllo.
Naturale comment Dwayne, mentre scriveva qualcosa sul modulo. Sospetto collaborativo, ma pieno di s. Adesso deve dirmi della maglietta. Da dove viene quel sangue?
Non ha nulla a che vedere con Missis Kincaid rispose, ed  per questo motivo che, con tutto il rispetto, mi rifiuto di rispondere.
Chiunque abbia aggredito Hilda osserv Dwayne, chinandosi in avanti avr avuto i vestiti zuppi di sangue. Sollev la maglietta, e gliela mise sotto il naso. E i suoi indumenti avranno avuto esattamente questo aspetto.
Pu darsi, ma non  quello che  successo. Si chin anche lui verso Dwayne, al punto che i loro nasi quasi si toccarono. E, comunque, ho sentito dire che questa mattina lei  venuto al campo per cercare uno scarpone la cui suola corrispondesse a un'impronta, dico bene? Sollev un sopracciglio. La suola dei miei non corrisponde, e si pu dire lo stesso per le calzature di tutti gli altri, giusto? Quindi, adesso vuole tentare di incolpare me con questa. Lanci un'occhiata sprezzante alla camicia.
Dwayne sent salire la collera. Sono io che comando, qui. Le domande le faccio io. Si era concentrato a tal punto per trovare il possessore di quello scarpone... e, quando aveva fallito, quella camicia era giunta come un dono. Ma non c'era modo di dimostrare che il sangue appartenesse a Hilda e, se Henry si rifiutava di dare una spiegazione, la prova sarebbe rimasta indiretta. Forse il suo alibi era falso, ma smentirlo non sarebbe stato facile, se aveva gli uomini dalla sua. Qualunque giudice della contea avrebbe rifiutato il caso. Epure, Henry stava nascondendo qualcosa, di questo era sicuro. Forse stava proteggendo qualcuno. Ma chi?
Ecco come credo siano andate le cose disse il vicesceriffo, tornando ad appoggiarsi allo schienale, posando la penna e incrociando le braccia sul pancione. Dopo che Missis Kincaid ti si  gettata addosso, al barbecue, hai pensato di approfittarne disse, abbandonando il lei e ogni formalit. Cos l'hai seguita, quando se n' andata. Ma lei ti ha respinto, e ha opposto resistenza. Questo ti ha fatto infuriare, perch gli uomini come te sono abituati a prendersi tutte le donne bianche che vogliono, dico bene, Henry? Le hai avute in Francia, e... in altri posti. Vide Henry sopra Noreen, lei che rideva e lo incitava, e faceva con lui tutte quelle cose che non avrebbe mai fatto con suo marito. Vacill, e tent di riprendere il filo. Lei era ubriaca. Tu sei un ragazzo grande e grosso, e forte, e non hai avuto difficolt a trascinarla a un lato della strada e a massacrarla di botte.
Henry rimase un momento in silenzio, limitandosi a guardarlo senza scomporsi. Questa signora  stata... molestata?
No, ma...
Allora mi dica perch, se sono cos bramoso di avere quella donna, non la violento? Non  quello che fanno gli uomini come me? Lasci quest'ultima domanda sospesa nell'aria. E perch non la uccido? Perch la lascio in vita, cos che possa additarmi come colpevole? Perch, Mr Campbell? Non ha alcun senso. Niente ha senso, in questa storia.
Hanno visto tutti come ballavi con lei replic Dwayne. Come la palpavi. Sent il sangue salirgli al viso. Da dove sono uscite quelle parole? Aveva cominciato a parlare come Ronald. La maglietta macchiata aveva confermato in maniera molto chiara che l'istinto gli aveva suggerito bene riguardo a Roberts, ma adesso quella certezza cominciava a vacillare. Aveva bisogno di una base solida, di qualcosa che non si trasformasse in sabbia sotto i suoi piedi.
Hanno visto quello che volevano vedere rispose Henry, liquidando la questione con un'alzata di spalle. Poi fece una pausa, socchiudendo gli occhi. Perch mi sta guardando in quel modo?
Mentre Roberts parlava, la mente di Dwayne cercava delle prove diverse. Si sforz di riportare i lineamenti di Henry indietro nel tempo, a quando era bambino. Scompose il suo viso e prov a rimetterlo insieme creando quello di Roy. Il naso era diverso, e cos pure il mento. Forse c'era qualche somiglianza nella forma degli occhi, e forse gli zigomi avevano un'inclinazione simile... Ma non poteva averne la certezza, non era sicuro di niente. Chi poteva sapere come si sarebbero combinati i tratti di Henry e di Noreen? Ebbe la sensazione che le fondamenta della sua vita si fossero sgretolate, erose dal dubbio. Voleva che fosse vero. Aveva bisogno che fosse vero.
Pure, Roberts era l seduto davanti a lui, calmo, per nulla spaventato. Rilassato, addirittura. A quel punto se la sarebbe dovuta fare sotto, invece mostrava un'arroganza a cui era diffcile credere.
Rabbia e frustrazione ribollivano dentro di lui come acido, minacciando di perforarlo. Non poteva essere sicuro di niente. Gli tremavano i muscoli per lo sforzo di mantenere il controllo. Gli prudevano le mani, che morivano dalla voglia di prendere a pugni la faccia compiaciuta e imperturbabile di Roberts. Dwayne non disse nulla, continu semplicemente a fissarlo. Le risposte erano davanti a lui, lo sapeva, ma non era in grado di portarle in superficie.
Mi dispiace, vicesceriffo, ma da qualche parte deve aver imboccato la direzione sbagliata. Missis Kincaid  una signora gentile.  stata buona con me. Non avrei motivo di farle del male. Si alz. E lei non ha niente per trattenermi. Quindi... Si volt, pronto ad andarsene.
Dwayne si alz talmente in fretta che la sedia fin a terra con un gran fracasso. Con una mano afferr Henry per il colletto, mentre l'altra indietreggi preparandosi a colpire con tutta la sua considerevole forza. La verit era nascosta dentro di lui. E io te la far sputare, che Dio mi aiuti.
Zio Dwayne!
Sent Jimmy che lo strattonava per un braccio. Per una frazione di secondo pens di scaraventarlo da una parte, ma l'espressione scioccata del ragazzo, che lo guardava a bocca aperta, lo ferm.
Continu a stringere il colletto di Roberts, il respiro ansimante. Negli occhi di Henry vide apprensione, ma anche tristezza: come se avesse fallito a una prova cui non sapeva di essere sottoposto.
Ora fece Henry, calmo, vuole dirmi che altro pensa che abbia fatto?
Dwayne deglut a fatica e moll la presa. Com' che la faccenda mi  sfuggita di mano fino a questo punto? Solo pochi minuti prima stava conducendo un normale interrogatorio, come aveva gi fatto centinaia di volte in passato. Prov a ricomporsi. In qualche modo, Roberts l'aveva tratto in inganno: era l'unica spiegazione. Cerc di ritrovare la concentrazione. La sua testa era invasa da immagini di Henry e Noreen insieme. L'impulso di mollargli un pugno sulla bocca - la bocca con cui aveva baciato sua moglie - era forte quanto prima. Forse di pi. Stava raggiungendo il limite. Doveva sottrarsi a quello sguardo fermo, diretto.
Jimmy! sbrait. Rimettilo in cella.
E con ci se ne and, spingendo da un lato il nipote che lo guard sbigottito. Aveva un disperato bisogno di prendere una boccata d'aria.
Jenson Mitchell si era svegliato da un sonno agitato: non si sentiva affatto bene. Aveva un sapore metallico in bocca, e la pelle d'oca sulle braccia, nonostante il caldo opprimente di quella notte.
Si alz dal lettino angusto sul retro della casa di Trudy, la sua vecchia camera da letto. Non aveva senso tenere la casa che aveva costruito, ora che sua moglie non c'era pi. Non voleva passare ogni giorno della sua vita a evitare le cose che gliela ricordavano. Giovane e forte com'era, se l'era portata via la stessa influenza che aveva ucciso il padre di Jenson. E la casa di Trudy, grande e vuota senza Eldridge, era pi vicina al negozio. S'infil dei vestiti e si sedette sul bordo del letto. Pens al barometro, che continuava a ballare. Anche se aveva smesso di precipitare, cosa che in parte lo sollevava, aveva ancora un comportamento anomalo. Decise che era giunto il momento di richiamare Fred.
Al negozio, non si sent meglio. L'aria gli incollava addosso la camicia. Aveva i nervi a fior di pelle, quasi fosse attraversato da una lieve corrente elettrica. Avvertiva un formicolio alle orecchie e bruciore agli occhi, eppure il cielo era ancora sgombro. L'unico rumore che gli giungeva era il sospiro debole delle onde che si infrangevano lente sulla riva, unito alle grida di qualche uccello marino. E all'improvviso ud un altro suono: quello del telefono nel suo ufficio. Entr all'ultimo squillo.
Jenson. Era Fred e, dal modo in cui pronunci il suo nome, comprese che era successo qualcosa. Sembra che la nostra amica si stia muovendo. Direzione nordest. Ho ordinato di mettere fuori le lanterne, questa notte.
Le lanterne d'avvertimento, posizionate in corrispondenza dei fari costieri e delle stazioni meteorologiche, segnalavano ravvicinarsi di una tempesta violenta. Un uragano. A indicare l'avanzamento verso nordest ci sarebbero state due luci rosse, una sopra l'altra. Anche se questo significava che si sarebbe portata verso Heron Key, Jenson sapeva che gli uragani perdevano spesso vigore, una volta presa quella direzione. Se dovessi scommettere dove colpir, cosa diresti?
Jenson, sai che non gioco d'azzardo gli rispose Fred, smentito dai tanti weekend trascorsi nei casino di Nassau. Se avessi qualche soldo, per, lo punterei su Coquina Bay.
Coquina Bay era una ricca enclave tra Miami e Fort Pierce, localit amata dai golfisti su a nord. La vicinanza induceva a pensare che Heron Key avrebbe subito il colpo di coda al passaggio della bestia... ammesso che si fosse realmente spinta sin l.
Se non si esaurisce prima, naturalmente aggiunse Fred, il che  pi che probabile.
 assolutamente possibile conferm Jenson. Cerano ancora troppe incertezze, per i suoi gusti. Che cosa consigli?
A quanto possiamo vedere sta avanzando con estrema lentezza. Avremo tutto il tempo necessario per diramare un avvertimento, se dovesse puntare verso terra. Non allontanarti dal telefono.
Jenson riappese, mentre il suo cervello gi calcolava il da farsi. Fred non si era mai trovato alle prese con un uragano, e lui era solo un bambino quando si era scatenato quello che si era portato via sua nonna, ma aveva conservato un ricordo nitido di quel giorno. Una mano gigantesca aveva afferrato la loro casa scaraventandola cento metri pi in l, lungo la strada. Aveva udito lo stridore terrificante dello schianto, che aveva superato addirittura l'ululato del vento. Vedute della citt erano sfrecciate come lampi al di l dei buchi vuoti che poco prima erano stati occupati dalle finestre. Poi il tetto era stato strappato via, e la nonna era stata risucchiata su, in cielo. L'ultima immagine rimastagli di lei era quella delle suole delle sue scarpe.
Sapeva che le ventiquattrore successive sarebbero state critiche. Era giunto il momento di compilare una lista delle persone da chiamare.

...

15.
Seduto nell'abitacolo del furgone, con la testa tra le mani, Dwayne aspett che il suo cuore tornasse a un ritmo normale. Continuava a vedere una creatura grottesca e deformata, con la testa di Henry sopra il corpicino di Roy. L'ispezione al campo era stata un'imbarazzante perdita di tempo. Non poteva dirsi pi vicino a identificare l'aggressore di Hilda. Ronald e gli altri non avrebbero aspettato ancora a lungo. Aveva sentito che l'indomani sera ci sarebbe stato un incontro alla club house. Non sapendo assolutamente che cosa fare, si guard in giro alla ricerca di una sigaretta e, mentre rovistava qua e l, fece volare il foglietto con il disegno dell'impronta, che gli atterr sulle ginocchia.
Lo appallottol, pronto a gettarlo fuori dal finestrino, ma qualcosa gli blocc la mano. Si era ricordato di un particolare: qualche ora prima, durante l'ispezione, non si era preoccupato solo perch non aveva trovato nessuna corrispondenza. In effetti, aveva cominciato a dubitare che quel disegno appartenesse a uno scarpone militare. Anche se quelli degli uomini si differenziavano per marca o per numero, doveva pur esserci una somiglianza di base: doveva trattarsi di variazioni basate sul medesimo modello. E invece - e se ne rese conto soltanto ora - il disegno che aveva tra le mani non c'entrava assolutamente nulla.
Gli restava un'opzione: controllare le calzature di tutti i cittadini maschi di Heron Key, ma Dwayne cominciava ad avere idea che cos facendo avrebbe solo perso altro tempo. In preda all'eccitazione per aver trovato la camicia insanguinata di Roberts, aveva permesso alle emozioni di annebbiare la sua capacit di giudizio.
189
Ho cercato nel posto sbagliato.
Mise in moto e part, diretto allo studio di Doc.
Henry si appoggi alla parete di cemento grezzo della cella. Dal soffitto l'acqua gocciolava lentamente, finendo con un plink attutito nel secchio sistemato sotto. Ike russava fragorosamente nella cella accanto. Si era svegliato soltanto due volte, per pisciare sul pavimento e per chiedere un avvocato. Puzzava ancora del vomito che gli incrostava la camicia.
Henry incroci lo sguardo di Jimmy. Il ragazzo lo stava osservando gi da un po' da dietro il quotidiano del giorno prima.
Un sospetto lo fece tremare come una corrente fredda, nonostante l 'dentro si soffocasse. Il vicesceriffo l'aveva fissato come se avesse voluto vedere al di sotto della sua pelle. La collera che lo infiammava andava ben oltre l'aggressione ai danni di Hilda. C'era qualcosa di... di personale, in quello sguardo. Non si trattava solo del desiderio da parte di un difensore della legge di ottenere una confessione. Henry ne aveva visti tanti come lui, durante i suoi viaggi; era stato minacciato molte volte, quando non addirittura picchiato.  un brav'uomo. L'ha detto Doc. Prov a concentrarsi su quel pensiero, ma l'immagine dello sguardo fisso di Dwayne non voleva andarsene.
Si alz e cominci a misurare le dimensioni della cella. Fece otto passi, si gir e torn indietro.
Missy doveva aver saputo del suo arresto, oramai. Ripens al suo viso, come gli era apparso la sera prima, alla luce gialla della lampada. Prov una sensazione di calma. Pensare a lei gli faceva questo effetto. Sarebbe dovuto essere agitatissimo, data la situazione, ma non lo era.
Otto passi, e si volt.
Confido nella giustizia americana. Perch aveva detto una cosa del genere? Solo per far vedere a Dwayne che non aveva a che fare con un bifolco ignorante?
Otto passi, e si volt.
Ci credeva sul serio? Da quando era tornato dalla Francia, aveva assistito ad abusi di potere da parte di poliziotti di piccole citt, come Dwayne, o del governo federale. Aveva visto i suoi compagni calpestati da ex commilitoni, a seguito di ordini provenienti da Washington. Aveva visto cadaveri ancora fumanti di mezzadri il cui unico crimine era stato pretendere un giusto prezzo per i propri prodotti. Aveva letto sul giornale di un uomo trattenuto dalla folla per essere linciato. I giornalisti avevano avuto il tempo di raccontare la storia, ma le autorit si erano limitate a tirare gi il corpo, quando era gi tutto finito.
Otto passi, e si volt.
Nonostante le prove della brutalit degli uomini, erano Missy e la sua bont a consentirgli di credere ancora. Gli ridavano quella speranza che per tanto tempo era stata assente dalla sua vita. Era stata lei a riaccenderla, nel suo cuore, a fargli desiderare di pensare il meglio di ciascuna persona. Era come se un arto morto e incancrenito fosse stato curato, come se nelle vene avesse ripreso a scorrere sangue fresco, come se fosse nata nuova pelle sulle ossa.
Otto passi, e si volt.
Ma poi la sua mente torn alla sera del barbecue. Ebbe la sensazione che Dwayne ce l'avesse con lui gi da prima dell'aggressione ai danni di Missis Kincaid. Qualcosa non quadrava. Decisamente no.
Otto passi, e si volt.
A svegliare Doc furono le voci alte di qualcuno che stava discutendo. Una voce acuta, che d'un tratto suon ostinatamente irata, e che apparteneva chiaramente a Mamma. E una pi bassa, con una nota urgente che penetr attraverso il suo intontimento. Dwayne.
Deve lasciarlo in pace fece lei, sbarrando la porta con la sua mole massiccia. Ha bisogno di riposare, o non potr essere d'aiuto a nessuno.
Fammi passare, donna replic lui. Si tratta di una faccenda che non pu aspettare.
 tutto a posto, Mamma disse Doc, mentre lentamente si alzava dal lettino. Ebbe la sensazione di aver dormito per giorni, ma l'inclinazione del sole gli sugger che dovevano essere trascorse al massimo un paio d'ore. Un piatto del pollo fritto di Mamma gli aveva restituito in parte le forze. Pul le lenti degli occhiali, e strizz gli occhi guardando verso la sagoma di Dwayne, sulla soglia.
Mamma si fece da parte, lanciando un'occhiata torva a quest'ultimo. Prese il cappello, la borsetta e il piatto e se ne and. Per sottolineare tutta la sua disapprovazione, fece sbattere la porta /zanzariera.
Doc, devo dare un'occhiata a Hilda esord Dwayne.
Doc corrug la fronte. Che succede? chiese. Il vicesceriffo era chiaramente agitato. In mano stringeva un pezzetto di carta sporco e stropicciato. Cos' successo al campo, stamattina? Hai trovato qualche corrispondenza?
Dwayne scosse la testa. No, non con gli scarponi. Ho trovato una camicia sporca di sangue, appartenente a Henry Roberts, cos l'ho tratto in arresto perch sospettato.
Hai arrestato Henry? Adesso, Doc fu estremamente grato del fatto che Mamma fosse tornata a casa.
Ho dovuto, Doc. Dwayne allarg le mani. Si rifiuta di fornire chiarimenti al riguardo. Arrogante figlio di puttana. Prese a camminare per la stanzetta. Freddo come un cetriolo, con quella camicia interamente coperta di sangue. Dice che quel sangue non appartiene a Hilda, come se questo fosse sufficiente. Quale spiegazione innocente potrebbe esserci?
Un animale, forse? fece Doc, ma Dwayne non lo stava ascoltando. Allora perch sei qui, se pensi che sia lui il colpevole?
Sa pi di quanto dice, lo sento, Doc. Si lasci cadere pesantemente su uno sgabello di legno. Ma qualcosa non torna. Sollev il pezzetto di carta. Nessuno degli scarponi corrispondeva, e credo di sapere perch. Comincio a pensare... che non si tratti affatto dell'impronta di una suola.
Questo cambia le cose concord Doc. Che altro potrebbe essere?
Non ne ho idea. Perci devo esaminarla ancora.
Avevi qualche altro motivo per arrestarlo? Come tutti, Doc aveva sentito le voci riguardo alla possibile paternit di Roy. Non ci credeva, ma Dwayne aveva disperatamente bisogno di una risposta. Doc si era augurato che avrebbe resistito all'impulso di abusare della sua posizione, ma aveva anche immaginato che la tentazione dovesse essere schiacciante. Si domand fino a che punto i suoi stessi principi avrebbero retto, se sottoposti a una tensione simile.
Lo sguardo di Dwayne scivol sul pavimento. Le spalle si incurvarono. Per un lungo momento rimase in silenzio, poi alz gli occhi. Non posso negare che volevo restare da solo con lui. Non per picchiarlo, cerca di capire. Solo per chiederglielo. Ma, quando  successo, non ci sono riuscito. Non ce l'ho proprio fatta. Scrut il volto di Doc, in cerca di una risposta alla sua sofferenza. Sono una patetica scusa di uomo.
Doc gli mise una mano sulla spalla. No, invece. Forse  solo che... forse  diverso, quando te lo trovi davanti. Forse ti sei reso conto che, dopotutto, il fatto di sapere non ti aiuterebbe.
Forse... prima pensavo che in qualche modo sarebbe stato pi facile sopportare questa storia, se avessi saputo. Ma adesso... Scosse il capo. Adesso so soltanto che dobbiamo cercare di capire che cosa pu aver lasciato questo segno. Sollev il foglietto spiegazzato.  l'unica cosa su cui possiamo lavorare.
Il modo migliore per affrontare qualunque trauma -Doc lo sapeva per esperienza - era concentrarsi sul lavoro, soltanto sul lavoro. Quanto al resto... Be', poteva aspettare.
Faremo meglio a sbrigarci disse. Le ferite stanno guarendo rapidamente.
Si misero ai lati del letto, in silenzio. L'unico rumore era il lento respiro di Hilda, unito al sibilo sommesso del ventilatore nell'angolo. Dwayne aveva ben presente l'immagine della donna la notte dell'aggressione, ma rimase nuovamente scioccato vedendo i danni subiti dal viso. Sapeva che il processo di guarigione ne avrebbe peggiorato l'aspetto, ma non si era aspettato tanto. Tra il gonfiore, i punti e i lividi, sembrava un animale rinvenuto sul pavimento di un macello. Era stata una donna molto graziosa, qualcuno come Doc l'aveva considerata addirittura bella. Ma adesso non si poteva pi dire lo stesso.
Con delicatezza, Doc le scost una ciocca di capelli dalla fronte. Dwayne not il modo in cui il suo viso si addolciva, quando la guardava. Era solo da tanto tempo, ormai. Era chiaro che Leann e Cora non sarebbero mai tornate. Ed era risaputo che Nelson aveva trascurato la moglie, in passato, e che tale comportamento perdurava. Apparentemente trascorreva tutto il suo tempo con Ronald Lejeune. Forse, alla fine di questa storia verr fuori qualcosa di buono. Se lei ce la far.
Stavo ragionando osserv Doc su quanto debbano essere stati violenti i colpi, per causare danni simili. Se l'aggressore avesse usato i pugni, avrebbe le mani lacerate. Forse anche qualche dito fratturato. Sono abbastanza sicuro che avrebbe bisogno di farsi medicare, e che io verrei a saperlo. Quindi, deve aver usato...
Un oggetto contundente lo interruppe Dwayne. L'ha colpita con qualcosa... qualcosa che ha lasciato quel segno. Indic le linee rosse incrociate sul naso, che stavano sbiadendo. E l'oggetto, qualunque cosa fosse, potrebbe essersi rotto, a causa dell'impatto.
Si chinarono entrambi. I loro sguardi si incrociarono sopra il corpo immobile della donna.
Stai pensando quello che penso io? chiese Doc.
Credo di s, Doc. Credo di s.
Hilda galleggiava sui sogni. Sognava di cadere ai piedi della figura familiare che la sovrastava, e che stringeva qualcosa in una mano. La usava per colpirla alla testa, ancora e ancora, quasi fosse un gioco, fino a quando quell'oggetto non si rompeva con un rumore di legno che andava in pezzi. Attraverso la foschia le giungevano delle parole, a cui per non riusciva a dare un senso. Conosceva il significato di ciascuna, ma non riusciva a metterle insieme. Provava a richiamare il volto di quella figura, ma il dolore era troppo forte. L'unico modo per sfuggirvi era sprofondare ancora sotto la superficie, e dormire. Dormire, e basta.
Alla prigione, dalla sua cella, Henry osserv Jimmy rileggere la relazione degli agricoltori per la terza volta, mentre lanciava occhiate affascinate nella sua direzione. Dall'atteggiamento spavaldo, era chiaro che il ragazzo si credeva capace di cose ben pi importanti che spazzare i pavimenti o vuotare i secchi. Cos com'era chiaro che idolatrava lo zio, la cui disciplina per lo irritava.
Jimmy lo chiam, potrei avere dell'acqua fresca, per favore?
Il ragazzo riemp una scodella e gliela pass attraverso le sbarre, attento a evitare qualunque contatto.
Grazie, Jimmy. Henry la vuot e gliela riconsegn. Io mi chiamo Henry.
Lo so chi sei. Jimmy fece un passo indietro. Come te la sei fatta quella cicatrice? gli chiese. Una coltellata durante una rissa?
Henry si port la mano al collo. Gi. Gli rivolse un sorriso amichevole. E, tenendo la voce bassa e regolare, aggiunse: Non preoccuparti, non intendo fare niente. Il tuo capo deve fidarsi ciecamente di te, se ti lascia qui, responsabile di tutto.
Jimmy scroll le spalle, i pollici nei passanti come zio Dwayne.
Il tuo capo fece Henry  un brav'uomo, mi sembra.
Jimmy si schiar la voce e sput. Suppongo di s. Quasi sempre. Mamma dice... Si interruppe e arross fino all'attaccatura dei capelli.
Henry si appoggi alle sbarre, disinvolto, le mani molli di fronte a lui quasi stessero chiacchierando al di sopra di una recinzione.  tutto ok, Jimmy. A chi potrei dirlo, se sono chiuso qui dentro? Che cosa dice tua madre?
Dice... Esit, lanci un'occhiata cauta alla porta e si cal il berretto della John Deere sugli occhi. Dice che zia Noreen lo lascer, perch lui non fa che picchiarla.
Henry riflett un momento. Brutto affare, certo. Perch lo fa?
Perch lo sguardo di Jimmy super Henry, descrivendo un arco lento, calcolatore lei non vuole dirgli chi  il padre di quel negretto. Ma c' qualcuno che pensa di sapere chi sia.
Henry mantenne un tono leggero, anche se il cuore aveva preso a battergli pi velocemente. Alla gente piacciono le chiacchiere.
Non vuoi sapere che cosa si dice? Jimmy aveva le guance rosa sotto le lentiggini. Si chin in avanti, i piedi che quasi ballavano per l'eccitazione.
Dipende da te, Jimmy. Sei tu il capo, qui.
Giusto. Raddrizz la schiena. Dicono si avvicin alle sbarre, fissandolo intensamente che il padre di Roy sei... tu. L'ultima parola la sussurr. Che cos'hai da dire al riguardo?
 questo che pensa tuo zio?
Ah-ah gli rispose, con un sorriso soddisfatto. Lo pensa. Allora, sei tu o no?
Henry si gir per radunare i pensieri. Le paure che aveva spinto in fondo alla mente adesso si allargarono come uno stormo di avvoltoi. Dopo qualche istante, sent che Jimmy tornava a sedersi, stizzito e deluso, e dava una scrollata al giornale.
Henry aveva sempre creduto di essere bravo a pensare e a parlare davanti a un pubblico, ma adesso il suo cervello era pieno di melassa. La paura gli strizz le viscere, come una mano dalle dita gelide. Non aveva mai provato nulla del genere, non da quando aveva lasciato il campo di battaglia, sotto una furiosa tempesta di granate e di proiettili. L, in mezzo ai compagni morti o in fin di vita, aveva accettato la morte come un rischio del mestiere. Non l'aveva accolta a braccia aperte, ma l'aveva accettata.
Adesso era diverso.
Per sollevare il morale di una piccola citt non c'era niente di meglio di uno scandalo, e diffcilmente ne capitavano di pi piccanti. Era uno dei motivi per cui era rimasto lontano da Heron Key tutti quegli anni, cercando di trovare un posto in cui la gente desse peso alle idee e agli eventi del mondo, e non si accanisse per scoprire chi nel 1895 aveva rubato una mucca. O se si era divertito con la moglie di chi.
Pass al setaccio la sua memoria, per scovare una ragione valida per cui Dwayne dovesse ritenerlo responsabile di una cosa del genere. Non ricordava nemmeno di aver rivolto la parola a Missis Campbell. Era assurdo. E poi giunse la consapevolezza, che gli tolse il fiato come un pugno nello stomaco: la ragione non c'entrava niente. Se il vicesceriffo era convinto che Henry fosse il padre del bambino, era impossibile prevedere come si sarebbe conclusa quella vicenda. Un bianco avrebbe pagato a caro prezzo. Ma per un nero... non c'era limite a quello che avrebbe dovuto pagare.
D'un tratto, tutti i pezzi andarono a mettersi al proprio posto: gli occhi di Dwayne, in cui ardeva un fuoco sotto la cenere, quasi si controllasse a stento; la gioia sul suo viso, quando al campo aveva scoperto quella maledetta camicia insanguinata.
Henry si lasci cadere pesantemente sulla panchina. Non era mai stato cos scoraggiato, da quando era tornato. Fiss il pavimento di cemento macchiato. C'era una chiazza marrone a forma di aquila, con il becco aperto, gli artigli allungati per infilzare la preda. Sembr avere un significato orribile, brutale.
Non si tratta affatto dell'aggressione a Missis Kincaid.
Le suole dei suoi scarponi non corrispondevano all'impronta ritrovata. Non c'era niente che lo collegasse a quel fatto. La camicia insanguinata era stata solo una scusa per portarlo dentro, per restare solo con lui. E Henry era caduto in trappola come un ingenuo, felice dopo la notte trascorsa con Missy. Si sent come il topo, infilzato dagli artigli dell'aquila.
Doc si sbaglia. Il vicesceriffo e solo un altro sceriffo di provincia, che si serve del distintivo per regolare vecchi conti.
Lasci cadere la testa tra le mani. Aveva sbagliato completamente a valutare la situazione, abbassando le normali difese. Dwayne avrebbe avuto tutta la comprensione dei suoi concittadini, che gi biasimavano i veterani per qualunque problema. Henry aveva sentito che cosa facevano le folle di bianchi a quelli come lui, in Florida. Non c'era crimine peggiore, nel loro mondo. Gli spessi muri di cemento armato della prigione avrebbero impedito che i rumori arrivassero in strada. E questo sar solo l'inizio.
Niente di ci che avesse detto avrebbe fatto alcuna dannatissima differenza. Non aveva modo di provare la sua innocenza, non aveva prove decisive che Dwayne avrebbe potuto accettare. E aveva conosciuto tanti uomini per bene che in condizioni estreme si erano macchiati di azioni feroci. Li aveva visti strappare la carne dai corpi dei nemici con orribili urla di gioia. Brave persone che, a casa, avrebbero sollevato da terra una cavalletta perch non le accadesse niente di male. Le norme civili erano una vernice che in alcuni punti aveva lo spessore di un capello.
No, quell'idea aveva preso fuoco nella mente di Dwayne, e ormai le fiamme erano troppo alte perch Henry potesse sperare di estinguerle. L'unica possibilit era andare via, scappare, come aveva gi fatto tante volte in passato. Si sarebbe diretto a nord, e in pochi giorni avrebbe lasciato la Florida, se avesse viaggiato anche di notte.
Dalla cella accanto giunse una risata sommessa, maligna.
Ridi pure, Ike fece Henry, come se non fossi nella merda anche tu.
Ike infil tra le sbarre il mento coperto dalla barba brizzolata, e gli disse malizioso: Brucerai, bambino. Brucerai.
Henry pens a Missy, a quello che avrebbero potuto avere insieme, a quello che avrebbero potuto costruire. Immagin la sua espressione, quando avrebbe saputo che se n'era andato. Fuggire significava mettere fine a quel piano che aveva appena concepito. Era troppo: arrivare a un passo dalla felicit, per poi perderla a causa di un vicesceriffo dannatamente stupido con una moglie indocile... Era talmente deluso che prov un dolore al petto. Si rese conto che stava ansimando.
Ma... un istante dopo si rianim, allorch si rese conto che c'era una soluzione molto semplice. Lei verr via con me, e cominceremo una nuova vita insieme, da qualche parte lontano da qui. Ma certo. All'inizio per lei non sarebbe stato facile adattarsi a un posto nuovo, ma Henry contava sullo sguardo che aveva visto nei suoi occhi, la sera prima. E non aveva forse detto che voleva realizzare qualcosa, nella vita? Ecco, adesso aveva la possibilit di farlo, con lui. Le avrebbe mostrato le grandi citt del Nord, magari anche in Francia. Non gli importava dove sarebbero andati, purch fossero insieme. Una situazione che gli era sembrata tragica e irrimediabile fino a poco prima, d'un tratto fu accesa da una rosea speranza. Il suo respiro si fece pi regolare, la sua vista si schiar. Aveva ancora una possibilit, se fosse stato abbastanza scaltro. E se avesse avuto un briciolo di fortuna.
Prima, per, doveva pensare a cavarsi da quell'impiccio. Gli torn in mente quel che aveva imparato durante l'addestramento, e prese a studiare la struttura della prigione, a cercarne i punti deboli, a valutare le opzioni a sua disposizione. Jimmy lo guardava incuriosito, dall'altra parte della stanza.
E Henry cap che cosa doveva fare.
Pi tardi, Dwayne torn alla prigione. And alla cella di Henry, dove si ferm per un lungo momento, senza dire nulla. Il prigioniero aveva cambiato completamente atteggiamento in sua assenza. Aveva perso la sicurezza rilassata di poco prima, e adesso era cauto e diffidente. Con gli occhi socchiusi seguiva ogni movimento del vicesceriffo. Una vena gli pulsava, attraverso la fronte.
Dwayne si rivolse a Jimmy. Cos' successo, qui?
Niente, zio Dwayne.
Dwayne sollev un sopracciglio, e aspett.
Ecco fece poi Jimmy, volevo solo dimostrarti che anch'io so convincere le persone a parlare. Cos gli ho detto...
Gli hai detto cosa? La voce di Dwayne si fece profonda, tranquilla.
Il ragazzo raddrizz il berretto e deglut rumorosamente. Il pomo d'Adamo prominente rimbalz su e gi. Gli ho detto... che la gente dice... che la gente dice che  lui il padre di Roy.
A te penser dopo gli disse lo zio. Portalo nel mio ufficio, e poi va' a casa da tua madre. Quindi si rivolse a Henry. Tu e io ci faremo una chiacchierata in privato.
Si sedette alla scrivania, mescol delle carte per placare la collera e raccogliere i pensieri. Tornando dallo studio di Doc, aveva provato a dare un senso a quello che le prove gli stavano suggerendo: che il segno sul viso di Hilda non era stato lasciato da uno scarpone, e che Henry non era coinvolto. Restava ancora da spiegare la camicia sporca di sangue.
Quanto all'altra questione in sospeso tra lui e Henry... Adesso si sentiva stanco, stanco fin nelle ossa. Stanco del modo in cui Noreen sussultava quando lui le andava vicino, stanco dei mormorii e degli sguardi d'intesa della gente in citt, stanco della sensazione che ogni suo passo lo portasse ad addentrarsi in una palude, sempre pi in profondit. Aveva lottato per arrivare alla verit riguardo a ci che aveva fatto sua moglie. Adesso che era vicinissimo a scoprirlo, si domand perch se ne fosse preoccupato tanto. Che cosa avrebbe fatto, quando l'avesse saputo? Il fatto di sapere, come avrebbe migliorato la situazione?
Sentiva di avere il controllo di s, molto pi di prima. Vedeva le cose pi chiaramente. Roberts non gliel'avrebbe fatta una seconda volta.
Ud la porta pesante della cella che si apriva cigolando sui cardini arrugginiti, per poi richiudersi con violenza. Non mi sento troppo bene disse Henry.
Andiamo fece Jimmy. Lo port nell'ufficio, dove Henry sembr incespicare. In un lampo, afferr il punteruolo per la carta dall'angolo della scrivania e ne premette la punta pericolosa contro la gola del ragazzo.
Dwayne scatt in piedi all'istante, la mano sulla fondina. Idiota sibil, che cosa pensi di...
Metta la pistola sulla scrivania, vicesceriffo. Lentamente. Gli occhi erano sgranati, ma non tradivano alcuna agitazione, la voce era calma. Premette ancora, mentre con un braccio teneva Jimmy per il collo. Il ragazzo grid.
Dwayne obbed. Henry tent, ascolta, non ti conviene. So che non sei coinvolto nell'aggressione a Mrs Kin-caid. Allarg le mani. Possiamo sistemare tutto.
Certo, come hanno fatto a Tallahassee, e a Tampa? O a Greenwood? Cominci a indietreggiare verso la porta, strascicando i piedi, senza mollare Jimmy. Senza offesa, vicesceriffo, ma preferirei rischiare la vita in una palude popolata di alligatori. L'anello con le chiavi, per favore.
Henry, hai la mia parola. Lascia andare Jimmy. Nessuno ti far del male, ci dimenticheremo tutti di questa faccenda.
Dwayne ripens all'incontro precedente, e a come fosse arrivato a un passo dal picchiarlo fino a fargli perdere conoscenza, in preda a un desiderio paragonabile alla lussuria. E comprese che Henry gli leggeva nel pensiero. In quel momento, comprese di aver perso.
Avanti, Mr Campbell fece Henry, la voce sempre pacata, lo sappiamo entrambi che non andr cos. Si mise in tasca la pistola di Dwayne. Le chiavi. Subito. Le dia a Jimmy. E adesso vada a mettersi in quella cella laggi.
Dwayne obbed, e si sedette miseramente sulla panca.
Henry poi prosegu verso la porta d'ingresso. Quando saremo usciti, Jimmy, dovrai chiudere la porta a chiave, hai capito bene?
La gola del ragazzo si gonfi, premendo contro il punteruolo. S rispose con il fiato mozzo, e rovesciando gli occhi all'indietro per la paura.
Se gli fai del male intim Dwayne, afferrando le sbarre con entrambe le mani, giuro che...
Non gli accadr niente. Ho bisogno di lui solo per poco. Di lui e del suo furgone. Addio, Mr Campbell. E con ci rinchiuse Dwayne nella sua stessa prigione.
Poco dopo, il vicesceriffo sent il motore che sputacchiava, seguito dallo stridore dei pneumatici che si allontanavano. Poi, silenzio. Dwayne rimase solo con i suoi pensieri, e con la risata stridula e allegra di Ike.

...

16.
Era quel momento bizzarro della giornata in cui il tardo pomeriggio lasciava il posto alla sera. Ma non ci sarebbe stato nessun tramonto dai mille colori. Gi dal mattino si stavano radunando nuvoloni spessi e scuri. Un vento irritabile si era levato a tormentare il bucato steso ad asciugare. E alla fine era giunto anche qualche miserabile turbine, che aveva costretto Missy a portare Nathan dentro casa. Lo stava cullando, mentre gli cantava una canzone.
Signore adorato, prendimi per mano.
Conducimi, aiutami a non cadere 
Sono stanca, sono debole e sfinita 
Nella tempesta e nella notte 
Conducimi verso la luce
Prendimi per mano, Signore adorato, portami a casa.
Il bimbo sembrava affascinato dalla sua voce. Scalciava con le gambette, mentre fissava la sua bocca con gli occhi azzurri e tondi. Missy gli sfior il nasino con il suo elefantino di legno preferito. E lui glielo prese di mano, e si mise a masticare la proboscide con le gengive. Aveva cominciato a mettere i primi dentini, pertanto ultimamente si portava alla bocca qualunque cosa: conchiglie, pezzi di legno trasportato dalla corrente, e persino l'osso di Sam. Il cane, confuso e offeso, l'aveva guardato mentre lo masticava soddisfatto, finch Missy non gliel'aveva restituito.
Da ragazza, aveva sempre pensato che un giorno avrebbe avuto dei figli. Era quello che faceva la gente. Poi, con il passare degli anni, non avendo accanto un uomo, aveva tristemente abbandonato tale sicurezza. E la sua infelicit era parte di un sentimento pi grande: l'infelicit di essere sola. Con il tempo, era giunta ad accettare che ci sarebbero stati altri Nathan che avrebbero avuto bisogno di lei, e che quello sarebbe stato il suo posto.
Non  troppo tardi disse al bambino, togliendogli l'elefantino dalle mani. Era giunta l'ora del bagnetto, e poi della nanna. Speranze che aveva abbandonato da tanto tempo, eventi che aveva creduto impossibili erano tornati improvvisamente al centro della sua attenzione, da quando Henry era tornato a casa. Era come se negli ultimi anni avesse guardato attraverso una finestra sporca. E adesso il vetro era di nuovo pulito. E troppo tardi solo quando...
Mamma entr in cucina come una furia, il cappello storto, il labbro superiore imperlato di sudore. Hanno arrestato Henry disse, ansimando. Dwayne l'ha portato qui dal campo, per via di una camicia sporca di sangue che hanno trovato nella sua baracca. Dicono che sia stato lui a...
Ma certo che no, Mamma! Missy balz su dalla sedia. Dobbiamo andare l e chiarire questa faccenda. Ma subito sent un peso sul cuore. L'arresto sarebbe gi stato una prova sufficiente della sua colpevolezza, per chi gi lo credeva responsabile.
Porta con te Selma le disse Mamma, lasciandosi cadere sulla sedia da cui lei si era appena alzata. Io resto qui con il bambino. Oh, e... Missy aggiunse, fa' attenzione. Tira brutta aria, l fuori, e non mi riferisco soltanto al tempo.
Missy si trascinava a fatica, accanto a Selma. Il cielo rispecchiava i suoi pensieri: grigio cupo e carico di pioggia. Perch Dio avrebbe dovuto riportarle Henry, per poi strapparglielo via subito? Nonostante le parole coraggiose, aveva paura per lui. Mamma aveva ragione riguardo al clima in citt. Le persone agli angoli delle strade le fissavano, quando passavano loro accanto, e bisbigliavano coprendosi la bocca con la mano.
Strada facendo, il tempo peggior. Il vento strattonava le gonne di entrambe, sollevava sabbia contro le loro gambe nude. Missy osserv il profilo di Selma. Lo sapevano tutti che era una seguace dei metodi antichi, che praticava grazie alla conoscenza ereditata da Grace. Il solo fatto di parlare di certe cose avrebbe provocato a Mamma un colpo apoplettico. Per lei esisteva un'unica, vera Chiesa, tutto il resto era una bestemmia. Opera del Demonio. Pure, Missy non pot non chiederglielo: Selma, esiste un modo... qualcosa che tu possa fare... ecco... s, insomma, tu potresti...?
Selma non rispose, continu a camminare. Poi, sottovoce, disse: L'ho gi fatto tornare qui, e guarda com' andata a finire. Questa volta dovremo rispettare la legge dell'uomo.
Videro comparire un furgone con il cassone, che correva veloce nella loro direzione. Appena prima che si facessero da parte per non essere investite, il mezzo si ferm sgommando, sollevando una nuvola di polvere. Al volante c'era un ragazzo bianco che indossava un berretto con la scritta John Deere, e che aveva un'espressione sconvolta e atterrita, mentre dal lato del passeggero c'era Henry, il cui sguardo tradiva una cupa determinazione.
Missy! chiam. Tolse le chiavi dal blocchetto dell'accensione e salt gi. Solo allora Missy not la pistola che aveva in mano. Adesso sta' calmo, Jimmy disse Henry al giovane, e andr tutto bene.
Il ragazzo tenne lo sguardo fsso davanti a s, le mani strette intorno al volante. Missy credette di vedergli tremare il labbro.
Cos' successo? chiese Selma. Dove hai preso quella pistola?
Ti hanno lasciato andare? incalz Missy. Non sapeva che cosa pensare, divisa com'era tra speranza e paura.
Non esattamente rispose Henry, voltandosi a lanciare un'occhiata da sopra la spalla. Vibrava di tensione. Non ho tempo di spiegarvi. Devo andare. Subito. Missy aggiunse, pi serio di come l'avesse mai visto, ti fidi di me?
Gli occhi erano fissi in quelli di lei. Erano colmi di desiderio, di un desiderio disperato, profondo come il mare. Missy annu. S, ma...
Allora vieni con me. Ce ne andremo via insieme, ovunque tu voglia. Ricominceremo da capo. Tu potrai andare al college, o fare quello che...
Aspetta, non riesco a pensare... Per anni aveva sognato che le accadesse una cosa del genere, ma non sarebbe dovuta andare cos. L'eccitazione di Henry aveva il luccichio metallico della disperazione, proprio come l'arma che stringeva. Il ragazzo al volante sembrava pietrificato. Era tutto sbagliato, glielo diceva ogni singola parte del suo corpo. Eppure lui era l di fronte a lei... Henry... e le stava dicendo quelle cose. Gliel'aveva chiesto troppo in fretta, lei aveva bisogno di pi tempo.
Missy riprese, con maggiore urgenza, guardandosi ancora dietro le spalle, ti spiegher tutto quando saremo lontani di qui, ma dobbiamo andare via adesso. Vieni con me?
Per tutta la sua vita, le cose che aveva considerato concrete, e che l'avevano tenuta legata alla terra, erano state l, a Heron Key. Senza di esse, come sarebbe riuscita ad andare avanti? Non sarebbe volata in cielo, perdendosi per sempre? Ma sar con Henry, lui mi protegger. Strizz gli occhi, ma non riusc a visualizzare nulla. Non era reale. Questo era reale: la strada polverosa fiancheggiata da negozi familiari, la loro casetta, la spiaggia e... E cosa ne sar di Mamma? E di Selma? E di Nathan? Devo salutare delle persone, devo preparare una borsa...
Non lo capisci, Missy? Henry prov a sorridere, ma gli usc solo una smorfia orribile che lo trasform in un estraneo. Non c' tempo per questo. Devi venire via adesso, cos come sei. Missy, ti prego.
Lei non si mosse. Perch? Perch dobbiamo andarcene via cos?
Sai di che cosa mi accusano le disse, avvicinando le labbra al suo orecchio. Sai tutto. Non aspetter la loro cosiddetta giustizia. Non ho scelta, Missy. Devo scappare. Tu non hai idea... non immagini neanche che cosa mi faranno, se resto qui.
Avevano richiamato l'attenzione di un capannello di persone, negozianti e clienti, tutti attirati fuori da quel trambusto. Henry si mise la pistola in tasca. Missy non l'aveva mai visto cos spaventato. Il sudore acre della paura gli colava lungo il viso, gocciolando per terra. Ma questo a che cosa servir? Gli indic il furgone. Se scappi, diranno che te la sei filata perch sei colpevole. E con un ragazzo bianco, poi? Peggiorerai solo le cose. Non fai che ripetere che le cose non cambieranno, finch non saremo noi a cambiarle. Allora, resta. Resta e combatti.
 una battaglia che non posso vincere, Missy. Scosse la testa, sconftto.
Un gruppo di uomini lasciarono la bottega del barbiere e si mossero nella loro direzione, con gli sguardi accigliati. Dobbiamo andare... fece Henry. Io devo andare via, e subito. Vieni con me, ti prego.
Missy prov ad allungare la mano. Se solo fosse riuscita a toccarlo, forse gli avrebbe fatto vedere la situazione da un'altra prospettiva. Ma Selma le mise un braccio intorno alle spalle, un po' per trattenerla, un po' per farle coraggio. Ha ragione, Missy disse. Deve fuggire. Lasciamolo andare.
No, un momento. Non andartene, per favore. Stava succedendo tutto troppo velocemente. Un minuto prima la sua pi grande preoccupazione era saperlo in prigione. Adesso si rese conto che forse quella era l'ultima volta che lo vedeva. Le lacrime le bruciarono gli occhi. Lacrime di frustrazione, perch stava per perderlo di nuovo. Se te ne vai, se fuggi cos gli disse, mentre si opponeva alla stretta di Selma, la voce rotta dai singhiozzi, non potrai pi farti rivedere da queste parti. Mai.
Lo so le rispose, ma le stava gi voltando le spalle. Mi dispiace, Missy. Mi dispiace tanto.
E un attimo dopo se nera andato. Il furgone part proprio mentre le nuvole lasciavano cadere il loro fardello. Missy lo segu con lo sguardo fino a quando non scomparve dietro la pesante cortina di pioggia. Grosse gocce le caddero sul viso, ma non furono sufficienti a lavare via le lacrime. Proprio no.
Henry tenne il revolver di Dwayne puntato contro il fianco di Jimmy, mentre risalivano la strada costiera. Il motore sputacchi e rallent. Continua a guidare disse al ragazzo.
Che cosa intendi farmi? Il sudore gli aveva scurito il colletto. Aveva la voce rauca per la paura, e il berretto gli scendeva miseramente sul viso, che la luce del cruscotto illuminava debolmente.
Non parlare.
La pioggia schizzava il parabrezza, mescolandosi alla polvere. La strada costiera li port ai margini del campo. Henry non si sarebbe potuto fermare a salutare i suoi compagni, ma se non altro avrebbe visto quel posto un'ultima volta, immaginando i ragazzi nella tenda mensa, con la prima birra della serata. Lo credevano in prigione, il che era gi un brutto affare, ma mai quanto l'essere un fuggiasco. Stava abbandonando anche altre persone... pens ai loro volti familiari, che si sarebbero contratti in una smorfia, confusi e preoccupati, quando si fosse saputo quello che aveva fatto. Mentre il furgone superava il campo, il vento gli port le risate provenienti dalla tenda mensa.
Che cosa sto facendo? Sto lasciando tutto questo? Si chiese se Missy avesse ragione; forse, davvero sarebbe potuto restare, e battersi. Gli era sembrata cos sicura... Ma lei non aveva visto quel lampo omicida nello sguardo del vicesceriffo. Era un uomo capace a stento di controllarsi - Henry ne aveva incontrati tanti, a suo tempo, da saper riconoscere quello sguardo - e sarebbe bastata una minima scusa a farlo cedere. Se Jimmy non fosse intervenuto, forse a quell'ora Henry sarebbe stato solo una macchia sulla parete della cella.
Voleva credere che un giorno sarebbe riuscito a farsi perdonare, soprattutto da Missy. Ma in cuor suo sapeva che non avrebbe mai pi rivisto Heron Key. Possedeva una capacit infinita di accettare delusioni e dolori, costruita grazie alla sua lunga e amara esperienza, ma la speranza... la speranza gli aveva strappato il cuore dal petto. Per un breve momento, Missy gliel'aveva restituita.
Di tutti i viaggi che era stato costretto a compiere, questo era il pi duro. Aveva sempre avuto fretta di lasciare posti, di andare via, di stare sempre in movimento. Ma adesso avrebbe voluto soltanto una cosa. Restare. Non era passato molto tempo dal suo ritorno a Heron Key, in confronto a quello che aveva trascorso lontano, ma quel luogo aveva su di lui una presa d'acciaio. Se voleva liberarsi, non aveva scelta: doveva lasciarsi alle spalle la parte migliore di s. Era quello il luogo a cui apparteneva.
Dove vado? chiese Jimmy.
A nord gli rispose. Non si era mai sentito cos stanco in tutta la sua vita. A nord.
La giornata di Trent era cominciata bene. Roberts era stato arrestato, e gli altri avevano un atteggiamento sottomesso. Erano andati al lavoro, mansueti come agnellini, lasciandolo libero di rimettersi in pari con carte e documenti. La situazione era di nuovo sotto controllo, come piaceva a lui. Si era concesso un sospiro soddisfatto e un sigaro nuovo.
Poi il tempo era peggiorato. La pioggia aveva cominciato a cadere di traverso. Erano state issate le bandiere che segnalavano l'arrivo di un uragano, che durante il giorno sostituivano le lanterne e che crepitavano nel vento ostinato. E poi Jenson Mitchell aveva chiamato ancora, per avvisarlo che la tempesta era stata ufficialmente classificata come uragano, anche se ancora non era previsto che si abbattesse su Heron Key.
Mr Watts gli aveva detto, deve portare via da l i suoi uomini. Sono estremamente esposti. Se...
E lui l'aveva interrotto: Mr Mitchell, ha appena detto che non  diretto qui. Aveva fissato il tetto di tela ormai marcio. Un ragno aveva costruito il suo nido nel telaio. Da quella morbida palla bianca presto sarebbero usciti centinaia di ragnetti, che sarebbero corsi a infestare la sua attrezzatura e a camminargli sul viso mentre dormiva. Dio, odio questo posto. Questo non  il purgatorio,  l'inferno. Aveva accostato l'estremit del sigaro al nido, friggendolo. La voce calma e sommessa di Mitchell l'aveva quasi fatto uscire di senno.
Qualunque cosa dica il centro meteorologico, io punto sul barometro. Non l'ho mai visto crollare cos velocemente. Insisto affinch faccia evacuare il campo. Pensi solo a quelle che potrebbero essere le conseguenze.
Trent non aveva fatto molto altro, da met pomeriggio. Il cielo era incolore, slavato, come non aveva mai visto prima, una via di mezzo tra il grigio e il giallo. Il vento sembrava soffiare con forza da diverse direzioni contemporaneamente. Le onde erano una massa disorganizzata di marrone e bianco. Non posso ordinare un'evacuazione basandomi sul suo istinto, Mr Mitchell, ma mi consulter con i miei superiori. Le auguro una buona giornata.
La prima conversazione con Norbert Grimes, su a Jacksonville, non era andata bene, e non era ansioso di averne una seconda. Era vero, il cielo aveva un aspetto strano e infuriato, ma questo poteva significare semplicemente che era in arrivo l'acquazzone quotidiano. Ci aveva fatto l'abitudine, ormai. Nubi temporalesche di un viola scurissimo piombavano su Heron Key a tutta birra, li inondavano d'acqua per qualche minuto, e poi se ne andavano lasciando di nuovo il posto al sole umido. Poteva essere uno dei soliti temporali.
Prima della guerra, durante la quale aveva passato diverse settimane in una trincea gelida, Trent aveva sempre pensato di essere un amante del freddo. Da ragazzo si sentiva pi vivo durante l'inverno che in qualunque altra stagione, quasi fosse animato da un'energia che gli veniva da dentro. Lo scricchiolio del ghiaccio che si rompeva e cadeva, il sibilo della sua slitta, il silenzio profondo e totale della neve che cadeva, che non aveva pari... Erano quelli i suoni che preferiva.
Ma durante l'inverno in Francia era cambiato tutto. Per un periodo aveva dimenticato del tutto che cosa significasse avere caldo, o che potesse esistere una condizione del genere. Aveva perso tre dita dei piedi in seguito a congelamento, e ne avrebbe perse anche di pi se la sua missione non fosse terminata. Il contratto per la costruzione del ponte a Heron Key gli era parso la soluzione migliore per il suo corpo vecchio e pieno di cicatrici. Un soggiorno ai tropici era quello che gli serviva, con le palme, l'acqua cristallina, la sabbia bianca e le amichevoli donne del posto con i loro visi abbronzati.
Si gratt le punture di zanzara sul braccio. Apparentemente, gli insetti locali erano attratti da lui molto pi della popolazione femminile, che lo considerava alla stregua dei veterani, tutti criminali o ubriaconi pericolosi. Si rendeva conto che la testa pelata e le braccia coperte di tatuaggi non aiutavano, ma ciononostante provava irritazione all'idea di essere accomunato a quei folli figli di puttana che erano sotto la sua supervisione.
Il telefono era fermo sulla scrivania come la lampada di un genio. Come poteva sfruttarlo? Come poteva spiegare a Grimes, che viveva su nel mondo civilizzato, com era la vita a Heron Key? Come poteva fargli capire quant'era precaria l'esistenza su quella minuscola lingua di terra, che si levava appena al di sopra del mare? Dubitava che il suo superiore si fosse mai preso del tempo per pensarci, dalla sua vantaggiosa posizione nella metropoli igienica e sicura. E se Mitchell avesse avuto ragione, e l'uragano avesse devastato il campo? Quale nome sarebbe stato associato per sempre a quel disastro? Non quello di Norbert Grimes. Sollev il ricevitore. Il resto del pranzo gli si blocc nello stomaco.
Dal tono con cui gli rispose, fu subito chiaro che Grimes non era esattamente entusiasta di sentirlo, probabilmente perch si trovava gi sul campo di golf. Immagino comprenda la mia posizione gli disse. Mi prenderanno a uova in faccia, se dovesse rivelarsi un falso allarme. Come l'ultima volta. La voce gli giunse smorzata, quando Grimes copr il ricevitore. Sono subito da te, Bill!
Trent soffoc un gemito di frustrazione. Grimes era un amministratore, non era mai stato sul campo, ma si dava il caso che avesse sposato la figlia del governatore.
Trent sapeva molto bene cos'era successo l'ultima volta, e sapeva anche perch Grimes aveva menzionato quell'incidente passato. Era un'opportunit troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Era successo tutto qualche settimana dopo l'installazione del campo dei veterani. Molti di loro - incluso Trent - non erano mai stati ai tropici, ma sapevano di dover temere la mortale febbre gialla. Era impossibile evitare le zanzare, che al crepuscolo arrivavano in sciami talmente fitti da sembrare nuvole di pioggia dirette verso terra. Gli uomini sapevano di dover stare in guardia dai sintomi: Febbre come da influenza, vomito con chiazze di sangue, seguiti dal classico ingiallimento della pelle che indica insufficienza epatica. Era talmente contagiosa da potersi diffondere per tutto il campo nel giro di un paio di giorni.
Cos, quando Mo Hendricks - un soldato di fanteria originario di Chicago - aveva avuto un collasso ed era morto nel giro di pochi giorni con quegli stessi sintomi, Trent aveva chiamato immediatamente Grimes per chiedere il permesso di evacuare gli uomini. Grimes non era parso convinto, e aveva preteso un'autopsia, le cui conclusioni erano state che Hendricks era morto perch alcolizzato. Da allora, Trent si portava addosso la macchia delle insinuazioni di Grimes, che lo considerava incline a farsi prendere dal panico.
Essendo sopravvissuto a dodici mesi nelle trincee francesi, quella era l'ultima cosa che si potesse dire di lui. Riusc a malapena a impedire che il rancore filtrasse nella sua voce. Aveva vissuto nelle circostanze in assoluto pi estreme, e mai una volta aveva ceduto all'agitazione. Neanche quando, rimasto bloccato per tre giorni nella buca scavata da una granata, e inondata d'acqua, si era sfamato mangiando i ratti venuti a banchettare con i resti dei suoi compagni morti. Mi domando quanto sarebbe resistito Norbert, in quella situazione.
Il sospiro esasperato di Grimes gli entr goccia a goccia nell'orecchio. Immagin che stesse guardando con occhi colmi di desiderio il green, sotto il sole che tramontava, mentre gi pensava al primo cocktail della serata. Trent gli chiese, che cosa dicono le previsioni?
La tempesta  stata classificata come uragano, e pare che colpir la costa in un punto pi a nord, ma potrebbe ancora...
Allora, se colpir un'altra zona, perch farsi prendere dal panico? Trent conficc le unghie nel legno della scrivania per non mettersi a urlare. E Grimes continu: Provi a considerare la cosa dal mio punto di vista.
Cio, dalla quindicesima buca, suppongo... Trent prese un respiro profondo e decise di fare un ultimo tentativo - e di documentare quella conversazione nel registro. Era tutto quello che poteva fare. Mr Grimes, io non mi sto facendo prendere dal panico.  sufficiente una brezza ostinata per radere al suolo il campo, figurarsi se dovesse arrivare un uragano. Diamine, a volte con l'alta marea l'acqua arriva fino al perimetro. La gente del posto ha visto nuvole minacciose, e il barometro continua a crollare. Dobbiamo ordinare il treno adesso...
E, quando arriver, l'uragano potrebbe essersi esaurito, e cos non solo avremo sprecato il denaro dei contribuenti, ma faremo la figura degli idioti che si sono lasciati imbrogliare dal folklore locale. Mitenga informato, Trent. Mi  stato detto che possiamo evacuare i ragazzi in tre ore, in caso di bisogno.
 facile parlare cos, per voi che vi trovate a seicento chilometri di distanza. S, Mr Grimes.
Trent riagganci e per un attimo fiss davanti a s, lo sguardo perso nel vuoto. Non credeva praticamente in niente, n nel fato, n nel destino, n in Dio. Ma si sent stretto nella morsa di qualcosa di enorme, di una forza incredibile. Da ragazzo, una volta aveva perso il controllo dello slittino su una collina ghiacciata, e si era ritrovato a ruzzolare, impotente, completamente alla merc della forza di gravit. Apr il registro sulla scrivania, e controll l'orologio. 17,30, parlato con Mr Grimes al telefono, per informarlo del peggioramento delle condizioni meteorologiche...
Gi al capanno nelle mangrovie, Zeke era frenetico. Girava per la stanzetta, spasmodico, al punto che nemmeno Poncho riusciva a mantenere la presa. Il pennuto si appollai sullo schienale di una sedia di legno sottile, per pulirsi le penne.
Zeke sentiva l'alito del mostro, caldo sul suo collo. Ne udiva il ruggito. Non  lontano. Sarebbe rimasto nella sua postazione. E avrebbe difeso la citt fino a quando il suo cuore non avesse smesso di battere. Ma un guerriero aveva bisogno di un'arma.
L'aveva trovata nel canale di scolo dopo la pioggia violenta del giorno prima, coperta di erbacce e di fango. Anche se rotta e macchiata, aveva capito che aveva ancora potere dentro di s. Aveva visto il modo geloso in cui i ricchi custodivano armi simili.
Adesso l'afferr per l'impugnatura e prov a fendere l'aria qualche volta, come aveva visto fare ai bianchi. E l'aria emise un mormorio gratificante, passando attraverso le corde allentate.
Avrebbe avuto bisogno di tutta la forza rimasta in quell'arma. Mentre il cielo diventava scuro, le vide: due luci rosse sulla costa, pi a nord. Il mostro aveva aperto gli occhi.

...

17.
Jenson lasci cadere un pesante sacco di patate nella stanza sul retro del negozio, e allung i muscoli stanchi. In tutta la citt si udivano i rumori dei preparativi: la gente inchiodava tavole alle finestre, fissava le imposte, metteva al sicuro oggetti, mobili e animali, accumulava scorte nei rifugi. L'acqua era stata travasata dalle cisterne, poich sarebbe stata contaminata anche se queste ultime non fossero state portate via. In negozio, Jenson aveva esaurito le candele e i fiammiferi, e buona parte dei cibi in scatola. Se l'uragano si fosse rivelato particolarmente violento - fece una smorfia, pensando alla speranza racchiusa in quel se - sarebbero potuti passare giorni prima di poter avere cibi freschi. Le boe antiuragano della guardia costiera avevano cominciato a giungere a riva. Il porticciolo si era svuotato dalla sera alla mattina. I proprietari delle barche che avevano un briciolo di buon senso erano fuggiti verso ormeggi pi sicuri.
Lui e Trudy avevano quasi finito. Il negozio avrebbe svolto la funzione di rifugio, il principale della citt, com'era gi successo tante volte in passato. Avevano spostato quasi tutta la merce sul retro, per fare pi spazio possibile.
Mentre tirava fuori le vecchie lanterne, non riusciva a togliersi dalla testa l'ultima telefonata con Trent Watts. Aveva chiaramente fallito nell'impresa di persuadere il sovrintendente a non sottovalutare la minaccia. Come spiegare che cosa succedeva durante un uragano a un uomo che non ne aveva mai vissuto uno? Come fargli capire che poteva ridurre in pezzi la tua casa, e strapparti dalle braccia le persone che amavi? Che poteva far volare e turbinare automobili e alberi come fossero giocattoli?
Il barometro aveva ripreso a scendere, a una velocit mai vista. Ma in citt erano pronti, o almeno questa era la sua sensazione. L'interno ordinato del negozio lo rassicur. Era servito allo scopo, nelle occasioni precedenti. Non c'era motivo di credere che questa volta sarebbe stato diverso. Fred era ancora convinto che l'uragano non avesse alcuna fretta, e che si sarebbe abbattuto sulla costa ben pi a nord di Heron Key. Jenson aveva fatto il possibile per prepararsi. Allora perch, dentro di lui, aveva la sensazione che non fosse abbastanza? E che questa volta sarebbe stato molto, molto diverso?
Trudy port un'altra cassa di pere in scatola, si tir su, afferrandosi la parte bassa della schiena con le mani. Dici che siamo pronti? gli chiese.
S... L'immagine del campo dei veterani era sempre l, annidata nella sua mente: gli uomini alle prese con la normale routine, che non avevano la minima idea di quello che stava per abbattersi su di loro... per giunta presto, secondo il barometro.
Parla lo incit la madre, mentre si sedeva su un sacco di farina di mais.
Non riesco a non pensare a loro... ai veterani. Con gli occhi percorse di nuovo il negozio, mentre faceva qualche rapido calcolo. Credi che...?
No, qui non abbiamo posto per loro. In citt non c' spazio per un gruppo tanto numeroso, non con centinaia di residenti. E poi, figliolo aggiunse, addolcendo i toni, anche se potessimo ospitarli qui, non potresti tener chiusi uomini del genere con donne e bambini, magari per ore.
S, suppongo che tu abbia ragione le rispose con un sospiro.  solo che...
Ci sono diverse persone, funzionari pubblici, che sono responsabili di quegli uomini.  compito loro, non tuo, assicurarsi che stiano bene. E adesso andiamo concluse, alzandosi e allungando i muscoli, abbiamo gi abbastanza da fare, senza bisogno di dedicare il nostro tempo a pensare a quel branco di... esit, cercando il termine pi adatto ... di persone, che a rigor di logica non dovrebbero nemmeno trovarsi qui. Studi attentamente il suo volto. C' qualcos'altro, forse?
Tu ne hai vissuti molti di questi uragani. Senti... senti qualcosa di diverso, questa volta? Poteva liquidare quella sensazione ragionando che Fred aveva a disposizione le informazioni pi accurate che si potessero avere, grazie alla marina e agli aerei da ricognizione, e che in passato i preparativi avevano consentito a Heron Key di superare indenne eventi simili. Ma il suo istinto non era d'accordo. C'era qualcosa di diverso, e non avrebbe saputo dire perch. Era una sensazione indefinita, che girava sibilando per la sua testa come una goccia di mercurio, ogni volta che provava a determinarne la posizione. E gli stava dicendo, nella parte pi primitiva del suo essere, al di sotto del pensiero consapevole, che c'era una sola cosa da fare, e in fretta: mettersi a correre. Scappare.
Trudy alz le spalle. Non direi, no davvero. Gli uragani peggiori arrivano nel periodo pi caldo, e adesso le temperature sono elevatissime. Ma mi fido del tuo istinto, pi che di qualunque cosa dica Fred. Che cosa ti sta suggerendo?
Si prese un momento, per decidere come rispondere.
Il panico non sarebbe servito a nessuno. Sua madre non ne era mai stata incline. Cos, la guard senza battere ciglio, e le disse: Potrebbe rivelarsi peggiore di quello che pensiamo.
Al crepuscolo, Trent stava osservando il campo. Nonostante il vento soffiasse cos forte da increspare le pareti delle baracche, non faceva niente per rinfrescare l'aria. Aveva ordinato di zavorrare l'attrezzatura pesante, al ponte, con del pietrisco. Se la tempesta si fosse avvicinata anche di poco ai tornado della sua infanzia, non potevano sapere che cosa sarebbe volato via.
Aveva lasciato un altro messaggio a Norbert Grimes, per informarlo che a quel punto avevano urgente bisogno di un treno. Grimes non aveva richiamato. Il suo sguardo percorse le strutture fragili del campo. Le onde erano gi arrivate a bagnare le baracche pi vicine alla linea dei frangenti, che avanzava molto pi velocemente di una normale marea. Da parte sua, aveva fatto il possibile. In stazione era arrivata dell'acqua fresca, che aspettava di essere travasata nelle taniche di scorta. Ci avrebbe pensato pi tardi. Adesso la sua priorit era portare via i suoi uomini da Heron Key... dove forse non sarebbe tornato mai pi. Era stufo, era stanco del caldo, della pioggia, delle zanzare e dei Conch. Era stufo delle latrine fetide, del cibo schifoso, e delle piccole seccature che tenevano gli uomini in uno stato di agitazione costante. Era stanco di sentirsi dire che cosa fare. D'accordo, la paga era buona - e, nella situazione economica attuale, percepire un salario era gi una benedizione - ma immaginava che dovessero esistere modi meno miserabili di guadagnarsi da vivere. L'unica cosa che gli risollevasse lo spirito era sapere che Henry Roberts era in cella.
Le onde lasciavano una linea di schiuma sporca ai suoi piedi. La sabbia gli pungeva il viso. Eccolo qui il paradiso tropicale. La cosa che pi di tutte gli mancava erano le vaste, deserte pianure del Kansas, campi aperti che si allungavano fino al basso orizzonte blu. Dalle sue parti, un uomo poteva prevedere una perturbazione con largo anticipo. Adesso spense il sigaro nella sabbia umida, e torn nella sua baracca per scrivere le ultime annotazioni nel registro... e per fare un'altra telefonata.
Circa quindici chilometri a sud di Miami, Henry e Jimmy si fermarono per la notte. La fuga era stata lenta, attraverso stradine secondarie, e Henry aveva avuto tutta l'intenzione di proseguire con il buio. Ma dopo essersi addormentato e svegliato di soprassalto, per scoprire che Jimmy aveva accostato, si era reso conto che il bisogno di riposo non doveva essere ignorato.
Il furgone era parcheggiato sotto i lunghi rami di un'enorme e vecchia quercia. Le macchie grigie di muschio spagnolo le conferivano un aspetto abbandonato e trascurato, ma se non altro li nascondevano efficacemente dalla strada.
Zio Dwayne sar furioso con te disse Jimmy, mentre dava un morso a un panino. Ti sei messo in un grosso, grossissimo guaio. Appena prima dell'imbrunire avevano trovato un negozio di alimentari che serviva le persone di colore, e Henry aveva comprato dei sandwich con il pane secco e delle bottiglie di Pepsi-Cola calda.
S gli rispose, mentre prendeva un sorso, l'avevo intuito. Il liquido dolce e frizzante diede sollievo alla sua gola inaridita. Non si erano mai fermati, da quando erano partiti da Heron Key, nemmeno per vuotare la vescica. Henry aveva costretto Jimmy a proseguire fino a quando non era stato sicuro da non avere nessuno alle calcagna. Erano seduti al buio, per non consumare la batteria e per restare invisibili.
Quand' che mi lascerai andare? chiese Jimmy, forse per la quindicesima volta. La voce del ragazzo aveva un tono piagnucoloso, nervoso, che sui nervi di Henry aveva l'effetto di una grattugia.
In Georgia. Ti lascer andare quando saremo in Georgia. Gli lanci un'occhiata torva. Ma, se me lo chiedi ancora, ti risponder Kentucky.
Durante il pomeriggio, mentre viaggiavano verso nord, il cielo alle loro spalle era diventato sempre pi nero. Guardandosi indietro, Henry aveva visto soltanto una cortina di nubi viola scuro, che si allungavano fino al suolo. La pioggia li aveva seguiti fin l, e adesso batteva con le sue dita insistenti sul tetto del furgone. Il vento gemeva sommessamente attraverso i rami del vecchio albero, facendoli ondeggiare e cigolare. Henry non credeva di aver mai sentito un suono pi lugubre in vita sua.
Jimmy lo guard di traverso. Quindi, alla fine sei davvero tu il padre di Roy. Altrimenti non saresti fuggito.
No, Jimmy. Non sono io. Non c'era la luna. Attraverso la ftta chioma di foglie non si vedevano stelle. Erano immersi nell'oscurit pi completa. Henry si sent sospeso, nel tempo e nello spazio. Immagin che l'unico modo per mettere a tacere Jimmy fosse soddisfare la sua curiosit. Tanto, ormai che importanza aveva? Avrebbero dovuto sopportare l'uno la compagnia dell'altro per poche ore ancora.
Per sei stato tu ad aggredire Mrs Kincaid, vero?
No.
Allora perch stai fuggendo? Perch diavolo siamo qui? La voce del ragazzo era confusa, esasperata. Batt con i pugni sul cruscotto. Ahi.
Perch, Jimmy, il punto non  che cosa ho fatto. L'unica cosa che conta, per le persone,  quello che loro pensano che io abbia fatto.
Ma zio Dwayne non  cos! Lui  un brav'uomo, sul serio...
Tutti gli uomini sono animali, fondamentalmente. Sar meglio per te se impari presto la lezione. Alcuni hanno solo la pelle un po' pi dura. E, quando montano in collera, be'... sono capaci di tutto. E intendo dire di tutto. Cap che Jimmy lo stava ascoltando con attenzione. Da qualche parte, vicino al furgone, un pavone url. A Henry, quel verso ricordava sempre lo strillo di una donna. L'ho visto con i miei occhi, in guerra. Tante, tante volte. E poi, che cosa mi hai detto di tuo zio? Che picchia tua zia Noreen?
S, ma...
Hai visto che cos' successo in prigione, Jimmy. Dimmi la verit: al mio posto, saresti rimasto?
Jimmy non disse nulla, e fiss il buio oltre il parabrezza.
Henry riusciva quasi a sentire le ruote degli ingranaggi che giravano nella sua testa.
Non  pi lui, da quando  nato Roy. Ma non pu essere grave come dici. Tu stai cercando di farmi credere quello che vuoi. Zio Dwayne me l'aveva detto che sei un imbroglione.
Henry allung le membra rattrappite, e sbadigli. Avrebbe dovuto lasciar andare il ragazzo molto presto, per la sua sicurezza. La tentazione di far entrare un po' di buon senso in quella testa dura, a suon di botte, era forte, ma aveva promesso a Campbell che non gli avrebbe torto un capello. Adesso dormi. Probabilmente, domani riusciremo a raggiungere Jacksonville.
Non riesco a dormire. Non cos.
D'accordo, allora guarda dormire me. E, tanto per assicurarmi che non proverai a fare qualche sciocchezza... Ammanett il polso di Jimmy al suo, con le manette di Dwayne.
Oh, andiamo... non  necessario!
Buonanotte, Jimmy.
Pochi minuti dopo, il respiro profondo del ragazzo gli fece capire che aveva preso sonno. Henry pens a Missy, al sicuro nel rifugio allestito nel negozio di Mitchell, circondata dalla famiglia e dagli amici. Le avrebbero detto quello che aveva bisogno di sentirsi dire: che lui era dovuto andare via, che lei sarebbe stata meglio senza di lui, perch si sarebbe messo continuamente nei guai. Non era la vita adatta a una persona speciale come lei. Avrebbe trovato un uomo che l'avrebbe trattata bene, su cui avrebbe potuto contare. E si sarebbe dimenticata del suo vecchio amico Henry. Star meglio senza di me.
Pens ai suoi ragazzi, che si sistemavano sulle brande, per la notte. Dopo l'esperienza della guerra, la natura non li spaventava... ma non avevano mai visto di che cosa era capace un uragano. Trent Watts sapeva essere sadico e crudele, a volte, ma non gli si poteva dare dello stupido. Doveva aver organizzato un'evacuazione. Non ci sarebbe stato posto, per loro, nel rifugio in citt, anche ammesso che gli abitanti di Heron Key fossero disposti a trascorrere ore a cos stretto contatto con loro. Considerate le condizioni meteorologiche, immagin che stesse gi per arrivare un treno, che li avrebbe portati via. Ancora qualche ora e se la sarebbero spassata a Miami. Buona fortuna, ragazzi. Ci rincontreremo, un giorno.
Quanto al suo futuro, l'unica opzione che aveva era mettere la maggior distanza possibile tra s e Heron Key. Al resto avrebbe pensato dopo. Gli apparve il volto di Missy, gli occhi lucidi per le lacrime.
All'improvviso fu sopraffatto dall'enormit di quello che stava perdendo, e dalla frustrazione per il modo inutile in cui aveva rovinato tutte le sue speranze: avrebbe voluto fare a pezzi il furgone, fino a ridurlo a un ammasso di lamiera contorta. Che cos'aveva detto a Jimmy? Tutti gli uomini sono animali, in fondo. Con quel pensiero, cadde in un sonno profondamente agitato...
... e sogn di essere di nuovo al cantiere, a lavorare con i ragazzi per conficcare nel terreno sabbioso gli enormi piloni. C'erano tutti, persino Lil' Joe, Sammy e Tyrone, morti da tanti anni.  Ridevano sotto il sole, gettando la testa all'in-dietro, e spostavano gli enormi blocchi di cemento armato quasi fossero scenografie di cartone su un palcoscenico. La loro forza non aveva limiti. Avrebbero potuto completare il ponte in poche ore, e poi si sarebbero messi in marcia verso il lavoro successivo, come Paul Bunyan, il leggendario taglialegna. Tutti eroi, proprio come avevano sperato.
Ma poi, tutt'intorno a loro, la terra collassava creando un inghiottitoio grande quanto il lago Okeechobee, che si spalancava e li risucchiava nell'oscurit, mentre le loro risate si trasformavano in urla di terrore. Erano come le grida che aveva spesso sentito in guerra, nate da un terrore cos puro da non avere quasi nulla di umano.
Si svegli di soprassalto. Il suono era nell'abitacolo, con lui. Si era accasciato contro il finestrino, Il sudore gli incollava il viso al vetro. Si volt verso Jimmy, che aveva la bocca aperta, gli occhi sgranati. Segu il suo sguardo. La luce tenue e obliqua del mattino illuminava un paio di gambe nude che penzolavano da uno dei rami che si incurvavano sopra il furgone. Dai piedi mancavano alcune dita. Il viso era nascosto nell'oscurit della quercia.
Cinque uomini bianchi, che venivano nella loro direzione, si fermarono sotto la carcassa e guardarono il furgone con particolare interesse.
Sta zitto, Jimmy! Zitto! ordin Henry. Jimmy smise di urlare, ma sembr sul punto di mettersi a piangere. Il cervello di Henry, ancora assonnato, tent di dare un senso alla situazione. Un attacco isterico da parte del ragazzo non gli sarebbe stato di nessun aiuto. Ecco che cosa dobbiamo fare, Jimmy. Ascoltami. Jimmy deglut, il pomo d'Adamo sussult. Gli tremavano le mani. Io sono un tuo prigioniero, Jimmy. Mi stai portando a Miami per ordine del vicesceriffo. Devi fare in modo che ti credano. Se farai come ti dico, ti lascer andare non appena ci saremo sbarazzati di loro.
Il ragazzo non gli rispose. Henry apr le manette. Jimmy, va tutto bene. Sei rimasto scioccato. Fa' s con la testa, se mi senti. E respira... respira.
Jimmy annu, ma le mani continuavano a tremargli, gli occhi fissi su quel corpo che il vento faceva girare delicatamente.
Puoi farlo, Jimmy? Devo saperlo adesso. Henry port la mano sulla pistola di Dwayne.
Jimmy butt fuori l'aria che aveva trattenuto. S, posso farlo. Respir sonoramente con la bocca. Posso. Farlo.
Henry consider un momento se fosse il caso di fidarsi, e poi decise che la risposta era irrilevante. Comunque, si prepar a spostarsi sul sedile del guidatore. Ecco, metti le manette in tasca, falla sembrare una cosa ufficiale. E prendi questa. Gli consegn la pistola.
Il ragazzo la guard a lungo. D'un tratto, la sua risolutezza sembr vacillare. Zio Dwayne non mi ha mai permesso di toccare la sua pistola. Ho usato solo il fucile di mio padre, per cacciare i cervi. Non ho mai fatto fuoco con questa. Sicuramente finir per spararmi un colpo.
Porti una pistola per non doverla usare. Ricorda quello che ti ho detto: non importa quello che fai, ma quello che la gente pensa che tu faccia. Devi solo dare l'impressione di poter far saltare i bottoni delle loro camicie. Aspetta. Gli tolse il berretto di John Deere. Cos va meglio.
Jimmy prese del tabacco da masticare dal cassetto portaoggetti, se lo mise in bocca, e salt gi dal furgone. Sembrava un ragazzino. Siamo morti. Non funzioner mai. Ma poi lo vide incamminarsi verso il gruppetto con l'andatura spavalda di zio Dwayne, con i pollici infilati nei passanti, e la pistola in tasca. Avrei dovuto togliere i proiettili. Si far saltare un piede.
Jimmy raggiunse gli sconosciuti sfoggiando un largo sorriso, e strinse la mano a tutti. Segu una lunga conversazione, della quale Henry non riusc a sentire nulla. Quei tizi lo osservavano, attenti, senza curarsi affatto dell'orrenda sagoma che penzolava sopra le loro teste. A Henry dedicarono a malapena uno sguardo. Sarebbe potuto essere parte del bagaglio. Lui sollev gli occhi verso il tetto del furgone, e tenne le spalle incurvate, assumendo un atteggiamento rassegnato. L'immagine di quei piedi mutilati non voleva andarsene dalla sua mente. Scie di sangue serpeggiavano attorno alle gambe come vermi neri.
Ancora parole sommesse. Henry lanci un'occhiata furtiva nella loro direzione. Jimmy teneva la testa ben diritta, le spalle indietro. Rise per qualcosa, e diede una pacca sulla spalla a uno di quegli uomini. Non sfidare la sorte. Sembrava un normale incontro tra persone. La mano del ragazzo era rilassata, appoggiata sulla pistola. Lo vide sputare a terra, senza esitazione.
Dopo altre pacche e strette di mano, Jimmy torn verso il furgone salutando il gruppetto con un caloroso gesto della mano. Sembrava che quel ghigno gli fosse stato intagliato nel viso. Salut ancora i suoi nuovi amici, mentre si allontanavano. Solo dopo diversi chilometri riusc a parlare. Ho bisogno di bere qualcosa di forte.
Non avendo alcuna speranza di trovare un negozio di superalcolici aperto, a quell'ora, dovette farsi bastare il caff forte di una tavola calda. Poich non potevano essere serviti nel medesimo locale, Jimmy port le tazze al furgone. La cameriera lo guard sospettosa dalla vetrina, le mani sui fianchi.
Ce l'hai fatta, Jimmy disse Henry, dopo aver preso un sorso della bevanda amara. Prov a non pensare al fatto che avesse il sapore della saliva di qualcun altro. Tuo zio sarebbe stato orgoglioso di te. Grazie. Il profumo confortevole del caff riemp l'abitacolo, e questo fece sembrare tutto pi irreale. L, a pochi chilometri dal luogo in cui si erano fermati a dormire, era una mattina normale, in cui la gente faceva cose normali. Beveva caff, faceva colazione, andava al lavoro. E intanto, non lontano da l, un vecchio albero costituiva lo scenario di una visione orrenda.
Jimmy non disse nulla, strinse soltanto la tazza come se avesse bisogno di assorbirne il calore, anche se le guance punteggiate di lentiggini brillavano per il sudore. Molto probabilmente era ancora sotto shock, immagin Henry, e non solo per via di quello che aveva visto, ma per il significato di quel macabro spettacolo. Henry conosceva bene la sensazione di vedersi strappare da sotto i piedi le propriecertezze, le cose in cui una persona credeva da sempre. Gli ci sarebbe voluto del tempo per riprendersi.
Quanto a lui, il battito del suo cuore era ancora irregolare. Quando aveva aperto gli occhi, per una frazione di secondo aveva pensato che le gambe di quel cadavere che girava lentamente fossero le sue, e che in qualche modo fosse diventato uno spettatore della sua stessa morte. Non sarebbe rimasto sorpreso: tante volte si era sentito sfiorare dalle morbide ali del fato. Ma questa volta aveva visto la fine da vicino, come non gli era mai successo prima. Se non fosse fuggito da Heron Key... Un brivido attravers il suo corpo, come una gelida scossa elettrica, mentre realizzava fino in fondo che cosa sarebbe potuto succedere. Il fuoco assassino negli occhi di Dwayne era ancora con lui. Quel ricordo era rimasto vivido, chilometro dopo chilometro.
Jimmy si schiar la gola. Hanno detto... che erano venuti l per il raccolto... che quel corpo era... maturo. Era l da cinque giorni. La sua voce era piatta, fiacca, aveva perso del tutto le tonalit stridule tipiche della sua et. Uno ha dichiarato... di volere un dito. Come souvenir. Per la sua nipotina. Bevve rumorosamente il suo caff. Quando mi hanno visto, con le manette e la pistola, hanno pensato che fossi l per... interferire. Ma ho spiegato loro che ero solo di passaggio, e che non avevo nessuna intenzione di immischiarmi in affari che non mi riguardano. Volevano sapere... che progetti avessi. Lanci un'occhiata obliqua a Henry. Con te. Mi hanno chiesto se avessi bisogno di... assistenza.
Henry era perfettamente consapevole del pericolo che avevano corso, durante quei lunghi minuti. Si rese conto che, probabilmente, in quel momento Jimmy era pi al sicuro con un detenuto nero in fuga, piuttosto che con la sua gente. Se quegli uomini avevano compiuto un omicidio cos sfacciatamente, non dovevano avere alcun timore della legge. Jimmy era stato molto, molto fortunato a spuntarla.
Henry lo studi. Il suo viso era diverso, non era tenero come prima. Pensi davvero che se la siano bevuta?
Quando si volt, not che gli occhi del ragazzo erano invecchiati, da un giorno all'altro. C'era una nuova, triste seriet nelle linee intorno alla bocca. S. Penso di s.
E quell'uomo... di che cosa l'avevano accusato?
Di aver stuprato una ragazza bianca. Jimmy guard attraverso il parabrezza, come se lo vedesse ancora, appeso all'albero. Forse. Non sono stati molto chiari, al riguardo. Henry aggiunse poi, gettando i fondi di caff dal finestrino avevi ragione tu. Andiamocene di qui.
Raggiunsero i sobborghi di Miami a mezzogiorno, seguendo i binari della ferrovia, e a quell'ora dovettero fare un'altra tappa per la fame. C'era un negozio vicino alla stazione, dove degli uomini di colore erano in fila allo sportello per acquistare del cibo. Jimmy fece inversione, e Henry si mise in coda. Il ragazzo non aveva pi chiesto quando l'avrebbe lasciato andare; sembrava contento di guidare, e basta.
In testa alla fila c'erano due uomini in tuta da lavoro. Uno dei due lo salut con un cenno. Come va?
Henry ricambi. Un'anziana infastidita era impegnata a distribuire cibo nei loro portavivande, attraverso lo sportello aperto. Siete insieme? chiese Henry.
S gli rispose lo sconosciuto. Ma non preoccuparti, te ne lasceremo un po'. Scrut il suo corpo scarno, sotto i vestiti sporchi. Ce n' ancora un bel po', vedi? Ehi, Moses disse poi al compagno, che ore pensi che siano?
L'altro guard il cielo, strizzando gli occhi. Nuvole scure e veloci oscuravano il sole. Sembrava sera, e non il primo pomeriggio. E ora di andare, Clarence. Dobbiamo arrivare alle Keys prima della tempesta.
Dove siete diretti? domand Henry.
Dobbiamo andare a prendere dei ragazzi dell'esercito. Clarence strascic uno scarpone nella terra. Sarei dovuto andare a trovare la mia ragazza, a Lakeland, ma mi hanno chiamato per questo lavoro.
Henry aveva bisogno di sapere di pi. Hai detto... dei ragazzi dell'esercito? Alle Keys? Dove, di preciso?
Dobbiamo fare qualche tappa. L'ultima  quella che ha il nome di un uccello, e che dimentico sempre. Raven? Pelican? Moses, tu te la ricordi...?
Heron? fece Henry.
Proprio quella rispose Moses. Qualche idiota su a Jacksonville pensa di poter fare arrivare laggi un treno sussidiario in tre ore. Ci vorranno tre ore solo per farlo correre. Avrebbero dovuto mandarlo ieri. Dobbiamo andare laggi e tornare indietro il prima possibile, e questo tempo di merda non ci aiuter. Richiuse il portavivande. Grazie, madam. Andiamo, Clarence.
Henry lanci un'occhiata al furgone, dove Jimmy aspettava, guardandolo con aria interrogativa. Indic l'orologio, chiaramente ansioso di ripartire. Avevano viaggiato bene, quella mattina. Durante la notte avrebbero potuto compiere quasi tutto il tragitto per la Georgia. E poi Henry sarebbe stato libero. Al sicuro, e libero. Avrebbe potuto ricominciare da capo, in un posto nuovo, dove nessuno sapeva nulla del suo passato, dei veterani o di Heron Key. Sarebbe potuto tornare in Francia. Sarebbe potuto andare ovunque. Era libero. Chiunque al suo posto avrebbe sentito l'impazienza di poter iniziare una nuova vita, da qualche parte. Invece, lui riusciva soltanto a guardarsi indietro, verso l'orizzonte nero.
Pens a loro. A Jeb, Franklin, Lemuel e Sonny, che aspettavano pazienti i soccorsi, mentre l'uragano si abbatteva su di loro. Pens a Missy, nel rifugio. L'aveva abbandonata, lasciandola sola ad affrontare la furia dell'uragano. Pens alla radura con la vecchia quercia e con quell'orribile frutto che penzolava da un ramo. E poi pens al volto di Dwayne, che mostrava i denti per la rabbia, il pugno sollevato e pronto a colpire.
E in quel momento la consapevolezza lo invest come un colpo violento: la consapevolezza che era germogliata in lui quando erano partiti da Heron Key. Pi si portavano a nord, meno libero si sentiva. Era come se fosse attaccato a quel luogo tramite un lungo elastico, che adesso era teso al massimo. Missy gli aveva rammentato che le cose sarebbero cambiate soltanto quando la gente avesse deciso di cambiarle. E aveva ragione. S, a Heron Key avrebbe corso dei rischi, per via dell'uragano e della legge, ma finalmente aveva capito. Fuggendo, aveva abbandonato la sua gente. Senza di loro, non sarebbe mai potuto essere veramente libero. I rischi non contavano, a questo punto. Contavano le scelte. E Henry aveva una sola scelta a disposizione.
C' per caso la possibilit chiese a Moses che accettiate un passeggero?

...

18.
A Heron Key, Dwayne si rec nel posto in cui amava sedersi a pensare, lungo la spiaggia. Si accomod al solito vecchio tavolo da picnic, tutto segnato. Non gli importava del tempo. Aveva bisogno di calmare i suoi pensieri, confusi come i relitti portati a riva dalle onde.
Restava poco tempo. Ronald e i suoi amici dovevano gi essere al country club, a organizzare la loro rappresaglia ai danni di Henry. Gli venne quasi da sorridere nell'immaginare le loro facce sorprese, quando avrebbero scoperto che era scappato da un pezzo. Lui aveva fatto il suo dovere, denunciando la fuga alla polizia a Nord, ma non aveva nessun obbligo di informare Ronald e quelli come lui.
C'era anche un altro motivo, pi segreto, per cui non ne aveva fatto parola con nessuno, in citt. In parte, l'orgoglio ferito gli faceva male pi della puntura di una medusa - sarebbe dovuto essere preparato a una mossa da parte di Henry - ma in parte voleva che questi riuscisse a fuggire, negando a Ronald di avere la sua vendetta. Niente di quello che aveva fatto avrebbe cambiato l'esito, comunque: era solo una questione di tempo. Un ragazzo bianco in compagnia di un nero di mezza et non sarebbe stato difficile da individuare.
Il suo umore si incup, adattandosi alle nuvole dall'aspetto nerissimo. Onde di un grigio lattiginoso si sollevavano infrangendosi sulla costa. Aveva sprecato tempo prezioso dando la caccia a un fantasma. Non aveva altre piste, e adesso un maledetto uragano stava per distruggere qualunque possibilit di trovare indizi. L'aggressore di Hilda sarebbe certamente stato lontano, una volta passata la tempesta, ammesso che se la cavasse. Il caos delle operazioni di ripulitura avrebbe offerto una copertura perfetta a una persona che avesse voluto far perdere le proprie tracce. E, a giudicare dall'aspetto del cielo, non avrebbero dovuto aspettare molto. La tempesta stava arrivando molto pi velocemente di quanto avesse predetto Jenson.
Aveva fallito, per la prima volta in tutta la sua carriera, e questo gli sarebbe potuto costare il posto. Di sicuro gli sarebbe costato il rispetto da parte della comunit. Gi immaginava il titolo dell'Heron Key Bugie. Irrisolto il peggior crimine degli ultimi anni. Ma non vedeva che altro fare. L'unica cosa era accettarlo, e assumersene la responsabilit e le conseguenze.
Invece era ancora l seduto, mentre le palme cominciavano a tremare e a cigolare sotto il vento sferzante, e la pioggia gli bagnava le spalle. La sabbia sollevata dalle folate gli pungeva il viso. Ma lui ne stava l, a riflettere. La risposta era nella sua testa, la sentiva, appena al di fuori della sua portata. Con il coltellino a serramanico incise l'impronta visibile sul naso di Hilda sul piano gi rovinato del tavolo. Il grattare della lama sul legno ricordava il rumore di un pulcino che becca l'interno dell'uovo. La risposta era l, vicinissima: doveva solo concentrarsi e pensare.
Ma a disturbarlo giunsero degli strani rumori dalla spiaggia. Era solo Zeke, che strillava come al solito. Era sempre molto turbato quando era in arrivo una tempesta. Dwayne socchiuse gli occhi, a causa della strana luce giallo pallido del tramonto. Di solito Zeke si limitava ad agitare i pugni, ma adesso aveva qualcosa in mano. Un grosso bastone... anzi, no. Aveva un'estremit ampia e arrotondata. Zeke menava fendenti in aria come se stesse giocando una partita contro un avversario invisibile.
D'un tratto, Dwayne cap di che cosa si trattava. Guard di nuovo i segni che aveva intagliato nel piano del tavolo, poi balz in piedi e cominci a correre verso quella figura che si muoveva nell'acqua.
Quando fu vicino alla baracca di Zeke, rallent.
Quest'ultimo si spaventava facilmente, soprattutto quando si sentiva in quello stato. Il vento portava le sue parole verso la palude di mangrovie, ma dai movimenti furibondi della racchetta da tennis era evidente che era sconvolto. Le onde sciabordavano contro le sue ginocchia coperte di croste. Indossava solo i suoi calzoncini sfilacciati, che avevano pi buchi che stoffa. Le costole sporgenti premevano contro la pelle sottile del torace, punteggiata di ciuffi di peli bianchi come la barba. Poncho era appollaiato su una catasta marcia l vicino, le penne arruffate, gli occhi socchiusi per il vento.
Zeke chiam Dwayne, posso vederla?
 la mia arma! Lo sto mettendo in fuga! grid, menando fendenti al cielo. Vattene, succhiacazzi, tornatene all'inferno da dove sei venuto!
Il telaio della testa era rotto. Un segmento ciondolava ogni volta che Zeke muoveva la racchetta, ma il disegno incrociato delle corde era inconfondibile.
 rotta, Zeke. Dalla a me. Posso ripararla, cos funzioner meglio.
Zeke fece una pausa. Aveva il respiro rotto, ansimava. Tu... tu sei capace?
Penso di s. Da' qui.
Zeke gli consegn la racchetta, un po' restio. Dwayne accost i lembi spezzati del telaio. C'erano delle macchie marroni, nelle venature del legno. E alla base dell'impugnatura spiccavano le iniziali DM, scritte con dello smalto per unghie fucsia. Dove l'hai trovata, Zeke?
L'uomo prov a strappargliela di mano. Fu sorprendentemente veloce, ma Dwayne lo fu ancora di pi. Ridammela pretese Zeke. Non lo vedi? Ormai ... qui. Lo disse in un sussurro rauco, che Dwayne ud a malapena al di sopra dell'ululato del vento. Zeke aveva gli occhi sporgenti, gli angoli della bocca imbiancati di saliva.
Dimmi dove l'hai trovata insiste Dwayne, sollevando la racchetta cos che non potesse arrivarci.
Avevi detto... Zeke tent ancora, senza successo. Avevi detto che me l'avresti riparata!
Dove l'hai presa? Dimmi dove! Adesso stava gridando, in parte per farsi sentire al di sopra del vento, in parte per la frustrazione.
Zeke smise di saltare e sembr sgonfiarsi. Gli occhi iniettati di sangue sfrecciarono verso l'orizzonte, spaventati, come se riuscissero a scorgere qualcosa, qualcosa di grande e di terribile. Nel canaletto di scolo rispose, dopo quella pioggia violenta.
S, era plausibile. Il canale riceveva acqua da un fossato che correva lungo la strada in cui era avvenuta l'aggressione. Tutti i pezzi combaciavano. Una donna... perch non ci aveva pensato? Una persona che aveva giocato a tennis tanto quanto Dolores Mason avrebbe potuto imprimere una forza considerevole a un oggetto del genere. E Dolores aveva i suoi buoni motivi per volere che Hilda uscisse di scena. In quel preciso momento, Dwayne avrebbe potuto baciare Zeke, tanto era contento. Ho bisogno di portarla in laboratorio, ma te la riporter presto.
No! grid Zeke, con tanta veemenza che Dwayne si volt. Dammela lo supplic, ti prego. Ne ho bisogno.
Era la frase pi coerente che gli avesse mai sentito pronunciare. Per un breve momento, i suoi occhi gli apparvero limpidi, cristallini. Dwayne pens all'uomo che doveva essere stato un tempo.
Ma adesso il peso insistente della racchetta pretendeva tutta la sua attenzione. S'incammin nell'acqua bassa, e torn a riva. Alle sue spalle, sent la voce di Zeke che ricominciava a strillare, a mani vuote, verso il mare.
Sulla strada per il country club, Dwayne premette sull'acceleratore del furgone di Doc, lottando per controllare il mezzo in balia delle violente raffiche di vento. I tergicristalli non tenevano il passo con le cortine d'acqua che cadevano di traverso sul parabrezza. Sarebbe dovuto essere a casa, dove Noreen lo stava aspettando perch portasse lei e Roy al rifugio nel negozio di Jenson. Ma era cos vicino alla soluzione che non poteva fermarsi ora. La deviazione non gli avrebbe portato via troppo tempo. Doveva vedere la faccia di Dolores, quando le avesse mostrato la prova che la inchiodava. Si sarebbe dovuto accontentare di metterla agli arresti domiciliari fino a quando l'uragano non fosse passato. Doveva farsi bastare quella soluzione. E gli bastava.
Arriv alla club house, la racchetta chiusa in una vecchia borsa che aveva trovato sul pavimento del furgone. Nella sala da pranzo principale, trov Ronald con una decina di uomini. Era buio, sulle finestre erano state inchiodate delle tavole, e c'erano soltanto delle lanterne a illuminare la stanza. La benda bianca sulla guancia di Ronald brillava alla luce tremula. Il fumo di sigaretta formava una spessa cappa che aleggiava sopra i presenti.
Dolores era accanto a Cynthia, un bicchiere in mano. Aveva un'aria annoiata e distratta, come se la sua mente fosse in tutt'altro posto. La pioggia batteva incessante contro le finestre, e dal rumore sembrava quasi che qualcuno stesse tirando manciate di biglie contro le tavole. La costruzione era solida, ed era sopravvissuta a diverse tempeste, ma dalla struttura di legno giungevano dei cigolii. Tentacoli di sabbia si infilavano sotto la porta, per essere subito spazzati fuori dalla scopa di Violet.
Sei stato gentile a farti vivo, vicesceriffo esord Ronald ma tra un attimo saremmo venuti noi da te.  ora che Mr Roberts affronti le conseguenze delle sue azioni.
Seguirono cenni e vaghi mormorii di approvazione, ma chiaramente era Ronald ad avere il controllo. Dwayne squadr tutti, uno per uno. Erano persone rispettabili, proprietari terrieri, agricoltori, uomini d'affari. E andavano tutti in chiesa. Si meravigli davanti alla facilit con cui la brava gente - o presunta tale - poteva trasformarsi. Bastava un sospetto permeato da antichi rancori, e infiammato dall'odio. Comprese che non tutti condividevano il fervore di Ronald, in particolare George Mason, che sembrava palesemente a disagio. Ma erano pronti a seguirlo.
Sbrighiamoci incalz Ed Henderson. Devo andare a controllare la Princess. Era risaputo che Ed amava la sua barca pi di qualunque altra cosa, inclusa la moglie, Marilee.
S fece Warren Hickson, non abbiamo tempo da perdere. L'uragano sta arrivando molto pi rapidamente di quanto annunciato dal bollettino meteo.
Non voglio trattenervi, signori rispose Dwayne. E non voglio trattenere neanche voi, signore. Henry Roberts  stato rilasciato, in considerazione del fatto che non  stato lui ad aggredire Hilda Kincaid. Non sent il bisogno di informarli della fuga del prigioniero.
Davvero? Ronald incroci le braccia sul ventre. Dovevi avere un'opinione diversa quando l'hai arrestato, questa mattina. Che cosa ti ha fatto cambiare idea?
Dwayne pos la borsa sporca sul tavolo che solitamente veniva apparecchiato per i banchetti. Si ud un sonoro thump, quando l'oggetto atterr sulla superfcie resa lucida e calda da decenni di cera d'api. Questa. Estrasse la racchetta. Dolores, suppongo che questa appartenga a te.
La donna sgran gli occhi e allung la mano. La mia racchetta! L'hai trovata!
George and verso di lei. E quella che ti avevo comprato a Boca Raton? Con l'impugnatura speciale che volevi tu?
Esatto. Dolores lasci cadere la mano lungo il fianco. L'avevo lasciata... cio... l'avevo persa qualche settimana fa. Era impossibile vedere la sua espressione, a quella luce cos fioca. Dove l'hai trovata?
Ronald si fece avanti, pronto a litigare. Ne ho abbastanza. Perch una vecchia racchetta dovrebbe essere cos importante?
Dwayne la impugn. Perch  con questa che Hilda  stata ridotta in fin di vita. L'intreccio delle corde corrisponde ai segni rinvenuti sul suo viso. Studi attentamente Dolores. Gli occhi erano in ombra, ma la schiena era perfettamente diritta. Cynthia, d'altro canto, spost lo sguardo da Dwayne all'amica, costernata, per poi riportarlo sul vicesceriffo, la bocca coperta dalla mano piena di anelli. Gli uomini si avvicinarono per guardare meglio la racchetta. Hai detto di averla lasciata da qualche parte ripet Dwayne, qualche settimana fa?
S, infatti... Dolores si interruppe, persa nei suoi pensieri. Era interamente concentrata su se stessa, come se la sua mente fosse andata altrove, lasciando l soltanto il corpo.
George and a mettersi al suo fianco. Dove l'avevi lasciata, tesoro? Diglielo, cos chiariremo questa faccenda e potremo andarcene da qui.
Il vento batteva contro i vetri. Da qualche parte, sul retro dell'edificio, ci fu un tonfo, seguito da uno schianto. Le lanterne tremarono.
Non mi ricordo disse Dolores, gli occhi fssi sul telaio di legno rotto e macchiato, e sulle corde intrecciate.
Ma certo che te lo ricordi, tesoro,  la tua racchetta preferita intervenne George. Digli che...
Dolores Mason, fece Dwayne ti dichiaro in arresto per...
Ehi, un momento. George mise un braccio intorno alle spalle della moglie. Non penserai davvero che...
Levami le mani di dosso! L'urlo stridulo di Dolores sconvolse la sala umida. Spinse via il marito, e indietreggi verso le finestre. Non toccarmi, non lo sopporto!
La sua voce riecheggi contro il pavimento di legno lucido. Nessuno fiat. I vetri tremarono nei telai. Cynthia tir su col naso, piano.
L'attenzione di tutti era concentrata su George, che in quell'istante lasci cadere le braccia e, lentamente, raggiunse il tavolo dei superalcolici, dove si riemp il bicchiere fino all'orlo.
Dwayne pens di non aver mai assistito a un gesto pi disperato. Dolores disse vuoi finire in prigione? Perch, se non vuoi, devi rispondermi adesso. La guard negli occhi, duro. Per l'ultima volta, dove avevi lasciato la racchetta?
La risposta fu portata via dal lamento del vento, ma Dwayne riusc a leggerla sulle sue labbra. Questo, pens, cambia tutto. Ripetilo.
Nella sua macchina disse lei, sprezzante. Nell'auto di Nelson.
Gli uomini presero a strascicare i piedi. Negli sguardi impacciati che si lanciarono di traverso, Dwayne colse un sollievo collettivo: Grazie a Dio...
George non disse nulla, lo sguardo fsso nel bicchiere, la schiena rivolta alla stanza. Gli altri sembravano in trance, ipnotizzati dal dramma che si stava svolgendo sotto i loro occhi. Persino Ronald era senza parole.
Il vento feroce sferzava la club house. Nella sua mente, Dwayne stava gi pensando a come trovare Nelson, prima che l'uragano lo costringesse a rinunciare e a cercare riparo. Qui abbiamo finito annunci, prendendo la racchetta. Ma tu, Dolores, non dovrai allontanarti...
Qualcosa infranse la grande finestra affacciata sulla spiaggia. L'intero edifcio trem. Si ud il crack del legno che finiva in schegge. Un angolo del tetto fu sollevato, e cominci a piovere dentro. Cynthia strill e si aggrapp a Dolores, che era coperta di schegge di vetro, e che spinse via l'amica con un urlo e corse fuori dalla porta, le braccia percorse da rivoli di sangue. Corsero tutti verso l'uscita, tranne una persona.
George chiam Dwayne, tu non vieni?
Ma l'altro non gli rispose. Fece turbinare il liquore nel bicchiere, lo sguardo fisso sul grande pesce vela appeso alla parete.
Dwayne corse verso il furgone. Noreen doveva essere fuori di s, ma prima di andare a prenderla doveva fare un'ultima tappa.
Devo trovare Nelson.
A casa Kincaid, Nelson fu lieto di aver pensato di tirare su il tettuccio della decappottabile prima dell'arrivo dell'uragano, perch con un vento simile sarebbe stato un bel problema. Gli unici beni a cui tenesse erano chiusi in due valigie di pelle, che aveva sistemato sul sedile posteriore. Sollev lo sguardo verso la grande casa bianca, che aveva sempre odiato. Le finestre sembrarono lanciargli un'occhiata torva, di disapprovazione... proprio come il padre di Hilda. Non c'era niente, l dentro, di cui avrebbe avuto nostalgia. Non aveva avuto difficolt nemmeno a lasciare Nathan. Quel bambino era solo un ricordo del modo in cui Hilda l'aveva messo in trappola.
Quando era arrivata Missy, qualche ora prima, ovviamente era rimasta sorpresa di vedergli fare le valigie. Mister Kincaid, sir... sta partendo per un viaggio? Con questo tempo?
S, Missy le aveva risposto. S.
Lei aveva cominciato a darsi da fare, tutta agitata, ad aprire cassetti e armadi. Allora le servir il lettino da viaggio di Nathan, e il suo biberon e...
Prendilo tu.
Lei l'aveva guardato con una strana espressione, triste e scioccata insieme. Mister Kincaid, io...
Star meglio con te. Io devo andare via. Le aveva allungato uno spesso rotolo di banconote. Ecco. Sono per te.
Ma lei quando torner? Missy si era messa Nathan sulla spalla, un fagottino avvolto in una coperta.
Nelson aveva notato che il piccolo si era aggrappato a lei come non aveva mai fatto con il suo pap. Non aveva provato nulla, assolutamente nulla. Non lo so. Potrei stare via... per un po'.
Erano rimasti immobili per un momento, mentre il vento sferzava gli alberi. Si era reso conto che Missy aveva capito perfettamente che cosa le stava dicendo, e le era stato grato per il fatto di non aver creato scompiglio.
Era ora di andare. Adesso, il vento si fece improvvisamente pi forte, e con esso arriv la pioggia. Una tegola del tetto gli sfrecci accanto. L'acqua sal sul prato, le onde spumose salirono fin sulla veranda. Sam prese a correre avanti e indietro, abbaiando freneticamente. Aveva sempre odiato l'acqua. Nelson non voleva nessun impaccio nella sua nuova vita: niente mogli, niente fidanzate, niente bambini, niente case. E niente cani.
Abbass la testa ed entr in macchina. Quando avvi il motore, prov una sensazione di pura euforia. Era libero. Libero! Finalmente. Per la prima volta da quando era diventato adulto, non c'era nessuna donna che si aggrappasse a lui supplicandolo di darle di pi, sempre di pi. Il corpo femminile, cos morbido e invitante, per lui si rivelava inevitabilmente una fossa di sabbie mobili. Era sempre stato cos. All'inizio, l'aveva considerato un dono: le donne non ne avevano mai abbastanza di lui. Nessuna. Con il tempo, si era specializzato in vedove ricche. Era la loro droga, e in cambio di quello sballo legale lo coprivano di regali: soldi, sigari cubani, la Cadillac. Non aveva mai dato molto peso al loro aspetto. Servirle era diventata una vocazione. Il suo lavoro.
Ma dopo alcune relazioni interrotte disastrosamente -tra cui un suicidio portato a termine e altri tentativi sventati - aveva imparato a capire quando cominciavano a diventare troppo possessive, e tagliava la corda. Avrei dovuto farlo tanto tempo fa.
Gir verso la strada costiera, ed evit per un soffio un ramo caduto. Hilda era stata un errore. L'aveva saputo fin dall'inizio, ma allora lei era cos dolce, cos bella, cos ingenua e fresca. E aveva risposto con una tale passione alle sue avance. . aveva avuto un potere elettrizzante su di lui. Era stato come incontrare una versione femminile di se stesso. E poi l'aveva incastrato, e lui si era ritrovato con un cappio attorno al collo. Dopo la gravidanza, durante la quale era diventata una balena, si era distratto con le signore del country club. Si concesse una risatina amara, mentre portava l'auto verso il centro della carreggiata, dove c'era meno acqua. Ma Dolores si era rivelata come tutte le altre. Anche lei lo aveva voluto tutto per s. L'avrebbe preso in trappola, se la storia fosse andata avanti. E questo che vogliono, tutte quante.
Ripens alla notte del barbecue. Era stata una delle rare occasioni in cui aveva perso il controllo che fortunatamente si era risolta per il meglio. Tornando a casa aveva trovato Hilda che camminava con la sua andatura ondeggiante, al buio. Si era rifiutata di salire in macchina, e aveva proseguito sui sassi a piedi nudi, con quelle ridicole scarpe in mano. I fari dell'auto avevano illuminato ogni protuberanza, ogni singola piega sudata del suo corpo avvolto in quel vestito fuori moda. Gli aveva fatto venire in mente una bestia da fattoria... e d'un tratto quel pensiero l'aveva colpito con la violenza di un pugno in pieno volto: quello era il suo futuro, lui e Hilda uniti per sempre, in una serie infinita di compromessi ed episodi imbarazzanti. E intanto il suo vero futuro, quello che meritava, se ne andava senza di lui. Aveva provato disgusto, per s e per lei, per aver lasciato che accadesse.
Non ricordava di aver afferrato la racchetta di Dolores. A un certo punto era apparsa nella sua mano. Era stata la sua unica opportunit, e l'aveva afferrata. Hilda aveva opposto resistenza, aveva lottato pi di quanto si fosse aspettato.
E lui aveva continuato a colpirla fino a quando la racchetta non si era rotta, e lei non era rimasta immobile, a terra.
Era tutto finito. Henry Roberts era stato arrestato, grazie a quello stupido del vicesceriffo, e alla pressione che aveva esercitato sapientemente su Ronald. Se mai Hilda avesse ripreso conoscenza, cosa poco probabile, diffcilmente avrebbe ricordato qualcosa. E, in ogni caso, quando fosse successo lui sarebbe stato gi lontano.
Nelson era destinato a storie migliori, a posti migliori, popolati da persone civilizzate e intelligenti. La sua vita nella palude fetida di Heron Key era quasi giunta al termine. Presto avrebbe chiuso con gli occhi di Hilda, colmi di rimprovero, con Dolores che gli si avvinghiava al collo. Era ancora un bell'uomo, abbastanza vigoroso da attrarre le signore con qualche anno di pi che da sempre lo trovavano irresistibile. Il Canada lo attirava parecchio. C'erano tante ricche vedove, lass. E fresche foreste di pini.
Fischiettando, gir il volante per evitare altre macerie. Il clima della Florida era un'altra delle cose che non gli sarebbero mancate. Gi sentiva il profumo balsamico dei pini canadesi.
Lungo la strada costiera, Dwayne lottava per mantenere il controllo del pesante pick-up. Il vento crebbe improvvisamente di intensit. Il furgone sband verso l'oceano, quasi spinto da un pugno gigantesco. A questo punto poteva solo aspettare che il veicolo si fermasse. L'acqua penetr attraverso i pedali sul pavimento. Il motore toss una, due volte, e poi mor. Prov a riavviarlo. Niente. Prov ancora, ma non sent nulla al di fuori del vento. Uno dei pesanti tavoli da picnic della spiaggia si capovolse, proprio accanto al furgone. Andiamo, parti. L'acqua gli arriv sopra le scarpe. Premette i pedali con forza, e maledisse Henry Roberts forse per la centesima volta. Il suo furgone avrebbe sopportato molto di pi. Gir di nuovo la chiave e il pesantissimo veicolo prese vita. Gir verso un punto in cui sperava di trovare asfalto, e sent i pneumatici aderire al terreno. Noreen gli sarebbe saltata in testa, quando fosse arrivato a casa. Odiava l'acqua, non aveva mai imparato a nuotare. Lui aveva provato per anni a persuaderla, senza successo. Roy, invece, adorava il momento del bagnetto, e in spiaggia sguazzava allegramente per ore nell'acqua bassa.
Spinse il motore al massimo. Di tutti i reati di cui si era dovuto occupare come vicesceriffo, l'aggressione ai danni di Hilda era quello che pi di tutti l'aveva turbato. Era abituato a furtarelli e ad altre violazioni di propriet. Le risse tra ubriachi erano frequenti e, durante il Proibizionismo, c'erano state zuffe che avevano coinvolto dei personaggi pericolosi che vivevano nelle vicinanze. E naturalmente c'erano tante coppie con problemi coniugali. Era stato chiamato in diverse occasioni per disturbo della quiete pubblica, soprattutto quando si era esagerato con l'alcol. Ma nessuno ne parlava. I problemi restavano dentro casa, perch quello era il loro posto. Il fatto che Nelson trattasse la moglie in quel modo... che l'avesse quasi ammazzata di botte, per giunta su una strada pubblica... Be', era una cosa che andava al di l della sua esperienza, e della sua comprensione.
Il parabrezza si appann. Lo strofin, e sul vetro gli apparve il volto di Noreen. Stava sempre attento a colpirla in punti non visibili. Senz'altro possedeva la forza fsica per ridurla come Nelson aveva ridotto Hilda, ma il solo pensiero lo rivoltava. L'idea che un uomo grande e grosso potesse usare tutta la sua potenza su una creatura cos indifesa, che la colpisse alla testa con una racchetta, ancora e ancora... gli diede la nausea. Voleva... anzi no, aveva bisogno di credere di essere diverso. Io non sono cos... o forse s? C'erano state delle volte - non molte, ma sufficienti - in cui il silenzio ostinato di Noreen l'aveva provocato a tal punto... che aveva avuto bisogno di tutta la sua forza di volont per trattenersi. Pens ai suoi occhi, pieni di rimprovero e spaventati, e al tempo stesso rassegnati e determinati. Quando i tergicristalli pulirono il vetro, rivide il viso di Hilda, rovinato e coperto di lividi.
Fuori si era fatto buio. Accese i fari. Tra un passaggio e l'altro dei tergicristalli riusciva a intravedere la carreggiata. Era coperta quasi interamente dall'acqua, bloccata da grossi rami. Stava per cambiare strada, quando vide le luci. Si avvicin, e not la sagoma caratteristica della Cadillac giallo crema, i cui fari illuminavano la pioggia che cadeva orizzontale. Grazie alla luce del cruscotto, vide Nelson al volante, che guardava dritto davanti a s. L'auto era ferma. Dwayne gli si affianc e gli fece segno di abbassare il finestrino. Nessuna risposta.
D'accordo, se  cos che vuoi giocare... disse, mentre afferrava manette e torcia e usciva sotto il diluvio. L'arresto ai domiciliari sarebbe stato sufficiente per Dolores ma, uragano o no, aveva tutta l'intenzione di portare dentro Nelson. Noreen ne sar felicissima.
Le gocce di pioggia erano come palline da golf, sulla sua testa. Alz una mano per ripararsi gli occhi. Nelson non parve notarlo.
Nelson! grid. Scendi dall'auto! Sei in arresto con l'accusa di... Non fin la frase. E si rese conto che le manette non sarebbero servite. Grazie alla torcia, vide finalmente perch l'uomo non gli rispondeva. Un grosso ramo di banyano aveva sfondato il tetto morbido dell'auto, trapassandogli il torso e inchiodandolo al sedile. Le mani erano ancora sul volante, la bocca aperta in un ultimo rantolo sorpreso.

...

19.
Nello studio di Doc era in corso una discussione.
E semplice stava spiegando a Mamma. Non possiamo spostarla, e io non intendo lasciarla qui da sola. Posso cavarmela. Tu vai, va' al rifugio. Staremo bene, qui. Questo edificio  sopravvissuto a diciassette uragani. Cosa vuoi che sia uno di pi?
Mamma era contrariata. Intendi fare quello che penso?
Avevano assistito al peggioramento di Hilda, durante le ultime ore: la pressione intracranica era aumentata. Un'ora prima aveva avuto un piccolo attacco. Se la pressione non fosse diminuita, il cervello si sarebbe spappolato contro le pareti della scatola ossea.
Dobbiamo abbassarla. E l'unica cosa da fare.
Mamma si leg un grembiule sopra il vestito. Sar meglio per tutti se ci sbrighiamo.
Doc conosceva la procedura, l'aveva eseguita pi di una volta sul campo di battaglia. Ma avrebbe preferito che ci fosse un altro modo. And nella stanza sul retro, dove conservava gli strumenti che usava di rado. Trov il trapano nella cassetta che aveva ereditato dal nonno, chirurgo nell'esercito dei Confederati. La lama circolare della sega faceva pensare alla dentatura di uno squalo. Lo strumento sembrava molto pi vecchio, un oggetto risalente al Medioevo.
Quando torn di l, Mamma aveva gi disposto su un panno pulito gli altri attrezzi di cui avrebbe avuto bisogno. Il vento sembrava voler rompere i vetri delle finestre, anche con le imposte pesanti. La luce and via, per tornare pochi secondi dopo.
Prendi la lanterna fece Doc, mentre iniettava della morfina nello scalpo di Hilda. Con il bisturi in mano, si posizion dietro la testa della donna.
Dobbiamo sterilizzarlo gli fece notare Mamma, mentre posava la lanterna vicino al suo gomito.
Dovremo farcelo andare bene cos. Doc lo immerse nel bourbon.
Con estrema cautela, incise un piccolo lembo quadrato nello scalpo, fino a vedere l'osso bianco. Hilda piagnucol e si dimen, nonostante la morfina. Ci volle tutto l'enorme peso di Mamma per tenerla gi. Il sangue gocciol sul pavimento, formando una pozza. Sembrava inchiostro, al bagliore della lanterna. Mamma tampon la ferita con della garza sterile. Doc vi vers altro bourbon. Tienila ferma, Mamma. Mi dispiace tanto, mia cara sussurr poi a Hilda. Non sai quanto.
La luce se ne and di nuovo, e questa volta non torn. Mamma avvicin la lanterna. Doc sollev il trapano. La sega circolare dentellata non veniva utilizzata da tanti anni, ma Doc aveva badato a tenerla pulita e affilata. Adesso avrebbe avuto bisogno ancora dei suoi servizi.
La appoggi delicatamente alla superficie esposta del cranio di Hilda, e cominci a girare la manovella. La lama affond nell'osso con uno stridore sabbioso, come carta vetrata su legno ruvido. L'osso sembrava emanare una luce propria, bianca e purissima.
Quand' stata l'ultima volta che l'hai fatto? gli domand Mamma.
Oh,  passato un po' di tempo le rispose, mentre affondava la lama nel cranio di Hilda. L'ultima volta era successo in guerra. Il fragore dell'uragano lo riport indietro. Se era riuscito a mantenere la mano ferma con le granate che gli esplodevano tutt'intorno, se la sarebbe cavata anche con un po' di vento.
Si raddrizz gli occhiali. Aveva trapanato parecchi soldati, e nessuno era morto in seguito a quell'intervento.
Qualcosa di grosso and a sbattere contro un lato dell'edifcio. Mamma urt la lanterna e prese a borbottare qualcosa che suonava come una preghiera mista a imprecazioni.
Fammi luce qui. Era cruciale non scendere oltre l'osso, se non voleva danneggiare il delicato tessuto cerebrale sottostante.
La stanza trem. La lama gli sfugg di mano. Dal tetto cadde una pioggia finissima di polvere e terra, che in un istante gli tinse i capelli di grigio. Mamma tent di ripararlo con il grembiule. Doc si volt a guardarla, e nei suoi occhi lesse una domanda. Ma non avevano scelta, n lui, n Hilda. L'unica cosa da fare era andare avanti.
Continu a girare la lama, fino a quando non incontr pi alcuna resistenza. Con un lieve pop il dischetto d'osso cadde sul pavimento, spinto da un fiotto di sangue e fluidi che gli inzaccherarono le scarpe.
Ci serve qualcosa per coprire il buco disse.
Ce l'ho. Mamma frug nella borsetta, e gli pass un quarto di dollaro. Doc lo immerse nel bourbon, prima di prenderne un sorso lui stesso.
Inser la moneta nello spazio creato dalla lama, e svelto ricuc il lembo di pelle. Benda disse, e poi te ne tornerai dalla tua famiglia. Insisto.
Mamma avvolse la benda attorno alla testa di Hilda, fissandola con mani esperte. Il vento batteva contro l'edificio come una bestia inferocita. Tu vieni con me disse a Doc. E non era una domanda.
No. Non credo. Tu raggiungi la tua famiglia. Ci vediamo quando la tempesta sar passata.
Mamma prese cappello e borsetta. La sua espressione diceva chiaramente che lo considerava fuori di senno. Abbi cura di te gli disse. Mi hai sentito?
Ce la farai a raggiungere il rifugio? Ti darei un passaggio, ma il vicesceriffo ha preso il mio furgone.
Non importa, non  lontano. Si sistem il cappello. Io star bene. Non preoccuparti.
Grazie, Mamma le disse. Grazie. Ma i suoi occhi erano fssi su Hilda.
Non appena Mamma se ne fu andata, Doc si mise accanto a Hilda, con la lanterna, e le prese la mano. Il gonfiore agli occhi era gi diminuito. Per la prima volta dalla notte dell'aggressione, riusc ad aprirli completamente. Erano ancora di un azzurro ghiaccio, ma iniettati di sangue, e impiegarono qualche momento a mettere a fuoco. La lingua emerse dalla bocca per leccare le labbra rotte e screpolate. Doc vi avvicin una scodella con dell'acqua.
Cosa...? Dove...? chiese. Mi fa male la testa.
Sei nel mio studio. Sei salva, adesso. Hai dormito per diversi giorni.
Cos' questo rumore? La voce aveva un tono nasale, per via del setto fratturato. E le parole uscivano storpiate a causa della bocca gonfia.
 soltanto una tempesta le rispose, accarezzandole la mano. Niente di cui tu debba preoccuparti. Era come se il mondo al di fuori del cerchio di luce proiettato dalla lanterna avesse cessato di esistere. Nonostante i colpi e gli schianti provenienti dall'esterno, c'erano solo lui e Hilda, insieme. Che il vento soffi pure, non m'importa. Era esattamente dove voleva essere, nel posto a cui sentiva di appartenere.
Dov Nathan? Devo trovare il mio bambino. Hilda prov ad alzarsi dal tavolo, ma ricadde immediatamente all'indietro, in preda alle vertigini.
Calma, hai un bernoccolo in testa. Nathan sar con Missy,. al rifugio. Si prender cura di lui.  una brava ragazza. Staranno bene. Tu hai bisogno di riposare.
Mi sento la faccia strana disse lei, e prov a sollevare una mano, ma Doc la ferm. La lingua trov il buco lasciato dal dente caduto. Hilda sgran gli occhi, atterrita. Oh, Doc... sono...? Sono ancora... bella?
Gli occhi di lui passarono in rassegna il reticolo di punti neri, contornati di rosso, gonfi perch in via di guarigione. Non era un chirurgo plastico. Non aveva fatto un lavoro di fino. Il viso era quasi completamente coperto da lividi gialli e verdi. Quando fossero sbiaditi, e le avesse tolto i punti, avrebbe potuto valutare la gravit dei danni permanenti. Bella la rassicur. Semplicemente meravigliosa.
Hilda prov a sorridere, ma le usc una smorfia poich i punti tiravano. Credo che per un po' sar costretta a rimanere seria. Nelson mi faceva ridere sempre... Un velo di dolore le offusc gli occhi. Oh, Doc, non credevo che... non avrei pensato che sarebbe stato capace... che avrebbe potuto fare... Grosse lacrime le scesero lentamente lungo i lati della testa fasciata.
Ecco fece lui, asciugandole con un fazzoletto. Non agitarti, adesso  tutto finito. Doc corrug la fronte, confuso. Dwayne era passato di l poco prima, agitando trionfante la racchetta da tennis rotta, ed era andato via di nuovo per arrestare Dolores.  stato Nelson a farti questo? Riesci... ricordi qualcosa?
S. S, ricordo tutto. Il suo tono era piatto, privo di qualunque emozione. Non piangeva pi, adesso. Ho lottato, all'inizio, ma poi sono rimasta l distesa e ho lasciato che mi picchiasse. Una parte di me era felice, finalmente
lo stava tirando fuori... L'odio che provava per me. Basta finzioni. Sono cos stanca di fngere. La racchetta ha fatto rumore, quando si  rotta, come un osso fratturato. Sai, Doc... io credo che abbia smesso solo perch si  rotta. Rimase in silenzio per qualche momento. Il vento sibilava attraverso le fessure nell'edificio, testandone la debolezza, cercando un modo per entrare. Posso avere ancora un po' d'acqua, per favore? Le avvicin di nuovo la scodella alle labbra. Ho creduto di morire, Doc. L, in mezzo alla strada. Si volt a guardarlo con gli occhi arrossati. E, a parte Nathan, non mi  venuto in mente nessun altro a cui sarebbe importato qualcosa.
Doc sent la rabbia crescere dentro di lui. Una rabbia cos intensa che dovette distogliere lo sguardo, per proteggerla dal calore assassino nei suoi occhi. Nelson aveva giurato di proteggere Hilda e di prendersi cura di lei per il resto della sua vita, e invece aveva devastato il suo viso arrivando quasi a ucciderla... Peggio ancora, le aveva fatto desiderare la morte. E perch? Per potersi divertire con Dolores e le sue amiche, una volta deciso che le responsabilit domestiche non facevano per lui? Poteva ben immaginare quanto doveva aver sofferto Hilda, distesa in mezzo alla terra, sotto quella pioggia di colpi... senza pi i genitori, senza amiche in citt. E con un marito che adesso la voleva morta. Nei momenti pi bui, dopo che Leann se n'era andata, anche lui avrebbe accolto volentieri il buio eterno. Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli. Un'overdose di barbiturici e bourbon, la morte scelta dai codardi. Ma adesso si rese conto di essere felice, per la prima volta dopo tanti anni. Hilda le disse, a me sarebbe importato. E molto. La guard dritto negli occhi, sperando che lei vi scorgesse quello che non riusciva a dirle, sperando di trovare almeno un po' di comprensione, se non di vedere contraccambiati i suoi sentimenti. Sarebbe gi stato sufficiente. Non permetter mai pi che qualcuno ti faccia del male le disse.  una promessa. E le diede un bacio delicato sulla mano.
Nei suoi occhi vide sorpresa. E anche dell'altro. La sua voce era dolce, quando gli disse: Doc, io... io non mi ero mai accorta...
Il vento strapp via una delle pesanti imposte antiu-ragano, quasi fosse un pezzetto di pittura staccatosi dalla parete. L'acqua cominci a filtrare da sotto la porta. Non dovremmo andare anche noi al rifugio? domand Hilda, che per continuava a guardarlo negli occhi.
Cos indebolita, e con un buco appena ricucito nel cranio, non sarebbe mai arrivata viva al negozio. Qualunque cosa succeda, siamo insieme.  meglio rimanere qui le disse, con una sicurezza che in realt non sentiva. Si sta bene, e poi il rifugio sar pieno di gente, e far un caldo infernale. Qui si sta molto meglio.
S, hai ragione gli rispose lei, e la fiducia nei suoi occhi gli spezz quasi il cuore. Stiamo molto meglio qui.
Missy sbirci fuori attraverso una fessura nel compensato sopra la finestra. Aveva impiegato l'intero pomeriggio per inchiodarlo tutt'intorno alla casa. Un'unica candela proiettava un bagliore tremulo sui contorni familiari della stanza. Tent ancora di decidere se fosse il caso di restare o di andare. Mamma aveva detto di aspettarla, ma erano passate ore da quando era uscita per andare ad aiutare Doc, e all'improvviso il tempo era peggiorato. Solo poco prima, dicevano tutti che l'uragano era ancora lontano. Che non c'era alcuna fretta. Selma era andata a prendere Jerome e alcuni beni di prima necessit.
Missy odiava le tempeste. Questo perch, secondo Mamma, era venuta al mondo mentre infuriava un uragano. Un uragano che se l'era quasi portata via. Una delle sue storie preferite, da bambina, era quella di come Grace, la madre di Henry, avesse ingaggiato una lotta con il vento che aveva tentato di strapparla ai suoi cari. Alle tempeste non piaceva perdere, sosteneva Mamma, e dopo quel fallimento avrebbero ritentato. Missy conosceva persone che, come Selma, trovavano eccitante quella furia selvaggia e pericolosa. Qualcuno, un po' folle, amava cavalcare le trombe d'aria sulla spiaggia. Lei odiava tutto quanto. Odiava il modo in cui la casetta di Mamma tremava come un cucciolo impaurito, sotto le raffiche di vento. Odiava l'acqua sporca che saliva attraverso il pavimento e inzuppava ogni cosa, lasciando un fetore che restava per mesi.
Rastrell la sua mente, alla ricerca della parola esatta per descrivere quella paura che da giorni le causava un formicolio inquietante. Personale. Ecco: era quello l'aggettivo. Se non fosse sembrata una cosa ridicola, avrebbe detto che quell'uragano aveva una connotazione personale, per lei, in un modo che non riusciva a definire n a comprendere.
Prov a immaginarsi Henry. A quell'ora doveva aver lasciato lo Stato. Lei aveva varcato i confini della contea in una sola occasione, per accompagnare i Kincaid al matrimonio di un parente, a St Augustine. Era stato un lungo viaggio, in Cadillac; era stato quasi come andare in Georgia. Avevano superato un'infinit di campi e di citt, pi di quanti ne avrebbe mai potuti immaginare. Si era domandata se negli altri Stati ci fosse la stessa aria che si respirava in Florida. Aveva un odore diverso? E lei si sarebbe sentita un'altra? Il suo corpo si sarebbe reso conto di aver varcato il confine? Non l'aveva mai saputo.
Da quando Henry era fuggito, continuava a ripetersi che lui era al sicuro. Era l'unica cosa che contasse. Non c'era spazio per gli altri sentimenti. Mand gi il groppo amaro che le si era fermato in gola, mentre osservava l'uragano che infuriava all'esterno. Aveva avuto ragione ad andarsene, di questo era sicura. Ma aveva conservato una minuscola speranza. La speranza che forse sarebbe tornato. Un giorno, in un futuro lontano.
Quando aveva provato a dirlo a Mamma, per, quest'ultima era stata molto chiara nell'invitarla ad abbandonare certe idee, e alla svelta. Davanti alle sue proteste, la donna si era messa il cappello e aveva detto: La gente ha la memoria lunga, Missy. Questo posto, per lui, non sar mai sicuro. E con ci era uscita per andare da Doc.
Adesso Missy guard dalla finestra per l'ultima volta. Di Mamma e Selma nessuna traccia. Fuori era sceso un buio innaturale, sembrava sera e non primo pomeriggio. E d'un tratto fu sopraffatta da una certezza: dovevano andare via di l, e subito.
 ora di andare disse a Nathan, che avvolse pi strettamente nella sua coperta. Probabilmente le incontreremo per strada.
Una volta fuori, si rese conto che il vento era molto pi forte di quanto avesse immaginato. La invest con una potenza tale che barcoll e per poco non cadde. La pioggia cadeva battente sul suo viso, sulle braccia Per un attimo si domand se non avesse aspettato troppo, se non fosse il caso di tornare dentro, ma la casetta di Mamma aveva cominciato a ondeggiare. Uno dei pali che sorreggevano la veranda cedette, e il tetto s'incurv. Il rifugio non era distante. Sarebbe andato tutto bene. Si trattava solo di fare un passo alla volta. Si strinse Nathan al petto. Il piccolo non emise nemmeno un verso, si limit a guardarla con quegli occhi azzurri colmi di fiducia. Non preoccuparti, Nathan. Andr tutto bene.
Piccoli missili la colpivano in ogni parte del corpo. A ogni passo, la forza delle raffiche sembrava aumentare. Dovette piegarsi in avanti, arrivando quasi a tenere la schiena parallela al suolo.
Prov ancora a visualizzare il viso di Henry, che quasi sempre aveva su di lei un effetto calmante, ma adesso riusc solo a rattristarla. Il vento crebbe d'intensit. Un gelido rivolo di paura le penetr gocciolando nel cuore. A ogni passo la situazione peggiorava, anche se oramai dovevano essersi avvicinati al negozio. Cos, fece quello che faceva sempre quando aveva paura. Cominci a cantare. Non lo sapete Dio pu tutto, pu tutto, pu tutto, pu tutto...
Serv. Si sent pi forte. Anche Nathan le parve pi tranquillo, come se le vibrazioni che uscivano dalla sua cassa toracica l'avessero calmato. Ti piace? Ci siamo quasi, tesoro, ci siamo quasi. Sapeva che di l a poco sarebbero volati in aria anche oggetti pi grandi. Il vento stava aumentando ancora. Schiv per un pelo uno sgabello da mungitura. Alz la voce, e riprese a cantare: Le nubi potranno radunarsi intorno a te, cos scure e fosche. Sai cosa significa fosche, Nathan? Significa cupe. Alz lo sguardo verso il cielo furibondo. Cupe come queste nuvole, che sono prugna, viola o... bordeaux. Quella parola poco familiare suon strana, pronunciata dalla sua bocca. Bordeaux  un colore, ed  anche una citt della Francia, un posto lontano in cui la gente non parla come noi, mangia cibi diversi, eccetera. Strinse pi forte le braccia attorno a quel corpicino. Henry c' stato, e dice... Quel nome le rimase bloccato in gola. Non voleva piangere. Invece, continu a cantare: Ma Lui ti far superare la tempesta.
Ma durante gli ultimi metri aveva cominciato a rendersi conto che non ce l'avrebbero fatta. Frammenti pi grossi di legno, corallo, vetro e pietra le volavano addosso. Aveva braccia e gambe coperte di tagli sanguinanti. Presto le raffiche avrebbero sollevato anche oggetti grandi abbastanza da farla cadere, o da schiacciare Nathan contro il suo petto. Doveva mettersi al riparo. Il vento le toglieva l'aria dai polmoni. Le sue scarpe sembravano fatte di ferro. Non doveva permettere che Nathan percepisse la sua paura. La sua voce maligna le diceva di mollare il bambino e scappare, se voleva salvarsi. Senza di lui, sarebbe riuscita a raggiungere il rifugio. Senza fiato, per lo sforzo di rimanere in piedi, disse: La vuoi sapere una cosa, piccolino? Adesso ci sediamo e ci riposiamo un po'.
Entr nel lurido canale di scarico, gi semiallagato, e si accovacci sopra Nathan, cercando di farsi piccola piccola. Nathan piagnucol. Ti tengo io, tesoro. Ti tengo io. Vide il sorriso di Henry, e si sent confortata.
Per l'ultima volta disse Selma a Jerome, dobbiamo andare. Era in piedi accanto alla porta, con una piccola borsa piena di beni di prima necessit, e con Elmer il gallo sotto il braccio. La gente portava i propri animali domestici, al rifugio, lei avrebbe portato Elmer.
Jerome si era preso una sbornia, la sera prima, con un gruppo di altri idioti che erano scesi alla spiaggia a guardare l'uragano, e aveva continuato a bere quando si era svegliato. Era il suo rimedio preferito, per scongiurare i postumi. Era spaparanzato sulla sua sedia, una bottiglia di rum tra le braccia. Vai tu. Io star benissimo qui.
Selma accarezz le piume rosso bruno di Elmer. E quel gesto sembr calmare entrambi. Aveva portato dentro gli altri pennuti, che adesso chiocciavano nervosamente attorno alle sue gambe. Avevano ridotto in condizioni pietose il tappeto a brandelli di Grace, ma non le importava. L'avrebbe pulito. Le piante di fagioli e pomodori sarebbero andate in malora ma, se l'acqua salata non fosse arrivata sin l, avrebbe potuto ripiantarle. Pensava sempre che la parte peggiore di un uragano fosse il caos che si lasciava alle spalle.
Sei impazzito? grid al marito. Hai visto che cosa c' l fuori? Accost l'occhio a una fessura tra le tavole che inchiodavano la finestra. Il vento aveva cominciato a fare a pezzi la citt. La strada si era trasformata in un canale.
Infatti, Selma. Qui saremo pi al sicuro. Adesso vieni via da quella finestra e fatti un bicchiere. L'unica lampadina nuda s'infiamm e si spense.
Se il vento lo sollevasse di trenta metri, non sentirebbe niente.
Jerome fece lei, con quel tono che solitamente non ammetteva risposte impertinenti, alzati da quella sedia. Ce ne andiamo. Adesso.
Jerome si strinse ancora di pi attorno alla bottiglia. Quindi, con un sorriso assonnato, disse: Terr d'occhio la casa, Selma. A pi tardi.
Qualcosa colp pesantemente la porta d'ingresso. Non era ansiosa di affrontare la breve camminata fino al negozio di Jenson, non con quel vento. Ma l'idea di rimanere la spaventa anche di pi. Sapeva esattamente fino a che punto la casa avrebbe retto... e sapeva quale immane distruzione seminassero gli uragani. Da bambina, si era messa al riparo tante volte, con Grace e Henry, con l'unica protezione del tavolo della cucina. Grace era sempre stata convinta che gli spiriti antichi li avrebbero salvati, e a quanto pareva aveva avuto ragione. Una volta erano usciti e avevano trovato le quattro mura ancora in piedi, ma il tetto era stato completamente rimosso, come da un gigantesco apriscatole. Un'altra volta ancora la casa era crollata intorno a loro, ma il tavolo della cucina era rimasto intatto.
Era lo stesso che usavano ancora adesso. Ci aveva preparato i pasti di Jerome per quindici anni. Sotto recava le iniziali sue e di Henry, che avevano intagliato durante un uragano particolarmente violento, nel caso fosse volato via, cos qualcuno avrebbe saputo che erano stati l.
Jerome si era addormentato sulla sedia, la bocca aperta. La casa tremava come un cane bagnato. Selma prese la sua decisione. Che Dio ti benedica gli disse, rivolgendogli un'ultima occhiata, e se ne and.

...

20.
In sala mensa, al campo dei veterani, gli uomini attendevano da parecchio istruzioni riguardo al da farsi; a parte bere birra, non avevano alcun compito. Aspettavano e bevevano. E aspettavano e bevevano ancora.
Un mio amico, Marvin raccont Lemuel ha vissuto un sacco di uragani, e ha visto uno squalo nuotare per la strada, all'Havana.
Sonny annu solennemente, quasi si trattasse di un bollettino del National Geographic.
Ho anch'io un amico fece Tee Brown che dice che i serpenti vanno nella stessa direzione dell'uragano, diversi giorni prima che questo colpisca.
Un mio amico intervenne Cari Bukowski, un meccanico del Wisconsin sostiene che bisogna lasciare una finestra aperta, altrimenti la casa imploder per il cambio di pressione. Cari era un giovane esile e nervoso, la cui nevrosi da guerra era talmente grave che qualunque rumore un po' forte - era sufficiente una scoreggia di Tee - lo riduceva a una donnicciola.
Un mio amico invece disse Stan Mulligan diceva che la cosa migliore da fare  mettere la testa tra le gambe e dire addio al tuo culo! Ridacchi e tocc la bottiglia di birra di Tee con la sua.
Mr Watts ha detto che dovremmo andare a prendere quel treno osserv Cari. L'avete sentito tutti. Perch ci sta mettendo tanto? Stacc l'etichetta dalla bottiglia.
E tu gli credi? chiese Two-Step. Perch finora  stato tanto premuroso con noi? Sput e incroci le braccia. Scommetto che non c' nessun treno. A nessuno importa un cazzo di noi, questo  certo. Ci hanno lasciato qui, a vedercela con il destino.
Dal viso di Cari scomparve anche il poco colore rimasto.
Non ascoltarlo gli disse Jeb. Il treno sta arrivando. E, anche se non arrivasse, Two-Step aggiunse, rivolto all'altro, non c' niente in natura che possa eguagliare l'orrore che abbiamo visto in Francia.
Ben detto, fratello intervenne Franklin. Potrei affrontare un uragano ogni singolo giorno della mia vita. Non c' pi niente che mi faccia paura.
D'un tratto il tetto url come un animale in agonia. Gli uomini buttarono gi le loro birre. Cari emise un verso che ricord un pallone che perdeva aria.
Two-Step si alz, con un sonoro rutto. Voi fichette farete meglio a prepararvi al giorno del giudizio disse, con cupa allegria. Soprattutto tu, Bukowski. Sissignore, farai meglio ad asciugarti il moccio al naso e a prepararti, perch  qui!" 
Una lanterna cadde da un tavolo e si spense. Cari url, spaventato, e si gett a terra coprendosi la testa con le mani. Two-Step si lasci andare a una lunga, fragorosa risata. Le pareti di legno della sala mensa si incresparono come fossero di tela.
Trent Watts entr con una raffica di vento che per poco non lo fece cadere. Era bagnato fradicio, la testa calva luccicava. Per un attimo aveva considerato di tagliare la birra, ma poi aveva deciso che un ammutinamento era l'ultima cosa di cui avesse bisogno. La sala vibrava di tensione, di paura, l'aria era resa pesante dall'odore del terrore, e del luppolo. Il treno sussidiario sarebbe dovuto arrivare entro breve, ormai, anche se sarebbe stato meglio mandarlo giorni prima. La velocit di quell'uragano non somigliava a nulla a cui avesse assistito in vita sua: in poche ore le piogge temporalesche avevano lasciato il posto a un vento dalla potenza distruttrice. Persino Jenson Mitchell gli era sembrato stupito, durante l'ultima telefonata che gli aveva fatto per esortarlo a evacuare il campo, prima che la linea fosse interrotta. E quella volta aveva predicato a un convertito: se non altro, i soccorsi stavano arrivando. Nell'attesa, si sarebbero rifugiati nella stazione. La fragile struttura della sala mensa sembrava gi pronta a crollare.
Signorine annunci, urlando, andiamo in stazione ad aspettare il treno. Non ci vorr molto, ? l saremo pi protetti che qui, sulla spiaggia. L'acqua entr da sotto le pareti, e scav delle lagune nella sabbia. Fate attenzione, l fuori, ci sono un sacco di detriti e macerie.
Uscirono sotto l'uragano, in fila. Le palme si inchinavano rispettose alla potenza del vento, i tronchi piegati fino al terreno. Volavano pezzi di legno e di metallo, e la sabbia che turbinava in aria rendeva quasi impossibile vedere. Non appena ebbe varcato la soglia, Cari fu colpito alla testa da una tavola strappata da una baracca. Si accasci senza nemmeno una parola. Un grosso lembo di pelle gli scese sull'occhio. Il sangue gli inzupp il davanti della camicia.
Portatelo alla stazione! grid Trent.
Stan e Franklin cominciarono a trascinarlo, ma dopo pochi passi Stan si gir da una parte con un urlo che super addirittura l'ululato del vento, le mani sull'addome. Il palo di una recinzione gli aveva trapassato il ventre. Lemuel prese in braccio quell'omone grande e grosso quasi fosse un bambino, e prese a correre verso la stazione. Gli altri si fermarono fuori dalla mensa, che offriva un po' di riparo dalle raffiche violentissime. L'acqua saliva intorno alle loro caviglie. Un angolo del tetto si stacc, quasi sollevato da una mano gigantesca.
Muovetevi, signorine! Subito!
Svelti, lasciarono il riparo e affrontarono il vento, con la testa bassa. E un attimo dopo l'intera parete rivolta verso l'oceano vol in cielo, leggera come una foglia.
Parecchi chilometri pi a nord, il treno sussidiario correva nella pioggia e nel buio, illuminando i binari bagnati disseminati di detriti. L'imponente cacciapietre nella parte anteriore della locomotiva era in grado di farsi strada attraverso la maggior parte degli ostacoli, ma si erano gi dovuti fermare due volte per rimuovere un grosso ramo e parte di una staccionata.
C'era voluto un po' per persuadere il macchinista capo, Ken Cramer, a far salire a bordo Henry e Jimmy. I due avevano aspettato nel cortile, mentre Moses aveva perorato la loro causa. Non avevano sentito niente della conversazione, a cui avevano assistito attraverso la finestra dell'ufficio. Si era urlato parecchio, l dentro. A un certo punto Cramer aveva incrociato le braccia e aveva sputato a terra, ma Moses non aveva mollato.
Clarence aveva osservato l'intera scena con loro. Ken non  cattivo, soltanto che detesta tutte le idee che non sono sue. Quindi, il trucco  fargli pensare che una tua idea sia venuta a lui, capite? E Moses  molto bravo.
Il locomotore era pronto: tutte le sue centosessanta tonnellate sbuffavano e fischiavano come un cavallo da corsa al cancello di partenza. I fianchi neri e lucidi sembravano sgonfiarsi e gonfiarsi, con enormi raffiche di vapore. Henry aveva pensato che era la cosa pi potente che avesse mai visto. E doveva esserlo. Il suo corpo vibrava di impazienza. Se il tempo era tanto brutto lass, a Miami, alle Keys doveva essere decisamente peggio. Andiamo... E dai... aveva detto, sottovoce.
 un buon segno, sapete? aveva fatto notare Clarence. Ken non ha le braccia incrociate. E chino in avanti. Aveva dato una pacca sulla spalla a Henry. Congratulazioni.  fatta.
In effetti il macchinista capo gli era parso pi rilassato, seppure ancora dubbioso. Moses stava sorridendo.
Be' aveva detto Henry, speriamo che faccia onore al suo nome. Poi si era voltato verso il ragazzo. Jimmy, non c' bisogno che venga anche tu. Non  la tua battaglia, questa. Puoi rimanere qui o proseguire verso Pensacola, e riunirti con i tuoi. Non voleva assumersi la responsabilit di metterlo di nuovo in pericolo.
Jimmy non si era mosso. Io vengo con te. Zio Dwayne  stato buono con me. Avr bisogno di aiuto. Torner poi  a prendere il furgone quando l'uragano sar passato.
Henry l'aveva guardato per un lungo momento. Devo smetterla di considerarlo un ragazzino.
A farlo accettare gli spieg Clarence  stato il fatto che tu fossi un eroe di guerra. Cramer ha combattuto in Francia. Ci ha quasi lasciato le penne. Vive con met stomaco, sai?
Erano seduti nella prima carrozza dietro la locomotiva. Moses aiutava Ken in sala macchine. Con la pioggia e il cielo cupo, che sembravano premere contro i finestrini, Henry pens che sarebbe potuto essere ovunque: in un altro stato, persino in un altro paese. L fuori poteva esserci la campagna francese butterata di crateri, invece di una palude della Florida. Rivelatrice era l'aria calda e opprimente.
Il movimento ondeggiante della carrozza gli fece capire quanto fosse stanco. Da quanto non si faceva un'intera notte di sonno? Non lo ricordava nemmeno. Non sono un eroe di guerra disse con uno sbadiglio.
Adesso s ridacchi Clarence. Com'era? Laggi, intendo.
Non l'hai chiesto a Ken? A Henry non andava di fare quella conversazione, non ora. Voleva chiudere gli occhi e riaprirli per scoprire che il treno stava entrando nella stazione di Heron Key. Tutta la sua concentrazione era fissa su quello che avrebbero dovuto fare al loro arrivo: trovare Missy e Selma, portare in salvo i suoi uomini.
Clarence alz le spalle, rivolto al conducente. Non ne vuole parlare, capisci? Abbiamo saputo dello stomaco quando l'abbiamo visto senza camicia, una volta. Dio, dovete aver visto un bel casino, l.
Henry mand gi una risposta sarcastica. Il viso di Clarence era aperto e curioso, senza traccia di malizia; e inoltre doveva essere grato a quell'uomo perch l'aveva fatto salire sul treno. Puoi dirlo forte. La notte: era quello il momento peggiore, in trincea. La mente compensava l'incapacit degli occhi, ma rendeva tutto peggiore, molto peggiore. A volte divampava una fiammata che illuminava il paesaggio devastato e innaturale di crateri scavati dalle granate, su cui aleggiava il tanfo di carne in putrefazione. Ma perlopi gli uomini se ne stavano seduti a fumare e ad aspettare il freddo conforto della luce del giorno.
Mentre il treno avanzava sferragliando sulle rotaie, Henry prov un miscuglio di paura e di eccitazione, simile a quello che aveva provato prima di una battaglia. Il tempo era peggiorato considerevolmente, durante il loro viaggio verso sud. Il vento spingeva la carrozza, senza tregua, la faceva tremare sui binari. La pioggia batteva contro i finestrini. Dovevano sbrigarsi a far salire tutti i ragazzi, e a ripartire. Probabilmente avevano bevuto tutto il pomeriggio, il che non li avrebbe resi facilmente gestibili. Forse Trent avr avuto il buon senso di tagliare la birra. Sperava di persuadere anche Missy e gli altri a lasciare Heron Key, ma sapeva che non l'avrebbero presa bene. I rifugi erano sempre serviti allo scopo, in passato. Non erano mai fuggiti da un uragano, prima, e non avrebbero avuto nessun motivo per farlo ora.
Ma... e le donne? Clarence si chin verso di lui. Henry not che Jimmy stava ascoltando con attenzione, mentre fingeva di dormire. Ti sarai fatto la tua bella dose di raffinate signore francesi, no?
 diverso, l. Neri, bianchi... non c' differenza. Pens a Thrse per la prima volta dopo... quanto tempo? In passato era il suo viso che evocava, per superare i momenti bui. Adesso aveva difficolt anche a ricordarla. La sua figura aveva assunto i confini sfocati di un sogno. I capelli rossi...
quelli non li aveva dimenticati. Erano fini come seta ramata. La pelle del colore del latte fresco, una spruzzata di lentiggini sulle braccia. Il profumo di pane appena sfornato che aveva sempre addosso, unito a quello della colonia alla rosa. Ma il resto era confuso. Adesso, era il viso di Missy che veniva da lui quando chiudeva gli occhi. Era la sua pelle morbida che le sue dita erano impazienti di toccare. Se la immagin, al sicuro e all'asciutto, nel rifugio di Jenson con tutti gli altri.
Andiamo, amico lo preg Clarence, il braccio che penzolava oltre lo schienale del sedile, vogliamo i dettagli riservati. Vogliamo...
Henry non scopr mai che cosa volesse, perch proprio in quell'istante giunse un grido lacerante dalla sala macchine.
Tenetevi forte! url Ken.
Ma era troppo tardi. Finirono tutti sul pavimento, quando il treno colp un oggetto abbastanza grande e duro da fermare diverse tonnellate di ferro lanciate a forte velocit. Henry sent la carrozza impennarsi, sotto i suoi piedi, e afferr Jimmy che era stato scaraventato in aria. In qualche modo il convoglio rimase sui binari. Henry si copr le orecchie, per non sentire lo stridore terribile del metallo sul metallo. Dopo, si udirono solo il vento e la pioggia.
Piombarono nella sala macchine, e trovarono Ken a terra con un taglio sanguinante sulla fronte. Moses era chino su di lui, e stava premendo uno straccio sulla ferita. Dammi una mano, Clarence!
Rimisero Ken al suo posto.  una gru disse, senza fiato. Una cazzo di gru. L'ho vista, ma non c'era modo di fermare in tempo il treno.
L'avr fatta volare il vento sugger Moses, prima di infilarsi un berretto e un impermeabile giallo. Clarence, vieni con me.
Tornarono dopo qualche minuto, gocciolanti e ansimanti.
Moses scroll il copricapo bagnato. Ai suoi piedi si form una pozza d'acqua. Non  stata la gru a fermarci. Non  sui binari. Sono stati i cavi. Si sono avvolti attorno alle ruote come fili di Natale.
Quanto ci vorr per rimuoverla? chiese Ken, il sangue che gli gocciolava dentro il colletto. Moses gli pass uno straccio pulito.
Difficile a dirsi rispose Clarence, con una scrollata di spalle che fece cadere una goccia di pioggia dalla giacca.  incastrata. Due ore, almeno. Forse tre.
Henry conosceva bene i cavi utilizzati sulle gru impiegate nell'edilizia. Erano spessi cordoni d'acciaio, studiati per sollevare carichi imponenti. Tagliarli era fuori questione, senza l'attrezzatura speciale che avrebbero trovato solo a Miami. No, l'unica opzione era districarli a mano. Una raffica di vento fece dondolare la carrozza. Non potevano permettersi di perdere due ore, figurarsi tre. Vengo anch'io disse. Faremo prima, con un paio di mani in pi.
S, contate anche su di me fece Jimmy, calandosi il berretto sugli occhi. Andiamo.
Non abbiamo impermeabili per tutti fece notare Moses.
Non importa rispose Henry. Ci bagneremmo comunque.
A Heron Key, nel negozio di Jenson ferveva l'attivit, mentre lui e Trudy correvano di qua e di l per fare altro spazio. C'erano quasi cinquecento persone stipate nell'edificio, e continuavano ad arrivarne. Genitori che portavano in braccio bambini in pigiama, con gli occhi sgranati, eccitati all'idea di restare alzati oltre il solito orario. Anziani che entravano strascicando i piedi, stancamente, fin troppo consapevoli delle noiosissime ore che li attendevano. Mabel Hickson aveva portato una grossa ciotola di insalata di patate, che nessuno tocc; la cassa di birra di suo marito, invece, si svuot rapidamente.
Un fagotto di pelo bagnato e arruffato varc la soglia incespicando, e cadde sul pavimento con un tonfo esausto.
Quello non  il cane di Nelson? chiese Cyril Anderson, che prese in braccio la bestiola. Sam gli lecc tutta la faccia. Adesso sei al sicuro, amico. Sei al sicuro. Gli accarezz le orecchie, ma il cane non si lasci confortare e continu a uggiolare tristemente.
Jenson si caric sulle spalle un altro sacco di farina, e and a metterlo fuori dalla porta sul retro. Il magazzino andava svuotato per far posto ad altre persone. Per quanto la cosa lo addolorasse, non aveva scelta: era costretto a sacrificare alla furia degli elementi quel ben di Dio.
Ansimando, controll di nuovo il barometro, e per un attimo pens che si fosse rotto. Stava precipitando da ore, come un sasso lanciato da un'altezza notevole, ma mai in vita sua aveva letto un valore cos basso. Era di molto inferiore a quello che aveva ricevuto da Fred, a Key West, il che
lo port a una terribile conclusione: l'uragano era molto pi potente di quanto chiunque - incluso Fred - avesse previsto. Ed era molto, molto pi vicino. Era letteralmente alle porte di Heron Key. Le linee telefoniche erano cadute, la corrente era saltata. Erano soli.
Diede un'occhiata alle facce delle persone intorno a lui, lucide per il sudore, illuminate dal bagliore giallo delle lanterne, e decise che non sarebbe stato un vantaggio per nessuno se avesse rivelato quello che sapeva. Non sarebbe servito a niente, e avrebbe potuto peggiorare la situazione, se si fosse scatenato il panico. Non esisteva un luogo pi sicuro. Il buonumore dei Conch aveva la meglio, nonostante il locale sempre pi affollato. Qualcuno si era messo a giocare a carte con i bambini pi grandi.
A poco a poco, l'aria calda e umida fece addormentare i pi piccoli, in spalla ai genitori. I Conch avevano superato tanti uragani, cos. Sembrava quasi una festa, un'occasione per socializzare e raccontarsi storie di uragani passati. Mentre girava per il negozio, Jenson coglieva frammenti di conversazioni, e l'argomento era sempre il medesimo: la caccia all'aggressore di Hilda. Scosse la testa, con un sorriso ironico. Niente aiutava a passare il tempo come un pettegolezzo succoso.
Io lo dico fin dall'inizio, dev'essere stato un reato passionale afferm Warren Hickson.  sensato: bisogna provare qualcosa di forte per accanirsi in quel modo sul viso di una persona.
Un comportamento svergognato come quello non porta mai a niente di buono osserv Mabel. Quel che si semina si raccoglie. Qualcuno vuole dell'insalata di patate?
Proprio in quell'istante l'edifcio fu scosso da una possente raffica di vento che fece entrare l'acqua attraverso le minuscole fessure nelle pareti.
Arriv altra gente. Fuori era buio, sembrava mezzanotte, anche se non erano nemmeno le diciotto. Il buonumore cominci a svanire. L'atmosfera festosa lasci il posto all'apprensione, con il negozio sempre pi affollato e il vento che continuava ad acquistare potenza.
Ronald spalanc la porta, ed entr portando Cynthia in braccio. La benda sulla guancia, da bianca, era diventata grigio sporco.
E stata colpita dal ramo di un albero disse, ansimante, mentre uscivamo dal country club. La cucina  saltata in aria. La parete posteriore non c' pi...
Cynthia emise un gemito sommesso, mentre il marito la adagiava sul pavimento. La gente si spost per farle un po' di spazio. Dolores dov'? chiese Ronald. Era proprio dietro di noi, ma l'ho persa quando Cynthia  stata colpita.
Non  ancora arrivata gli disse Warren.
Subito dopo entr Marilee Henderson, con il fglioletto Tim. Era bagnata fradicia, il vestito quasi completamente strappato. Il mascara le colava lungo le guance lasciando due spessi segni neri. Tim era pallido come un cencio. Guardava fsso la madre, quasi avesse paura di distogliere
lo sguardo da lei.
Dov' Ed? chiese lei, a gran voce, mentre scrutava quella massa di facce. Dov'?
Trudy strapp una tenda della finestra e la avvolse attorno alle spalle tremanti di Marilee. Qualcuno le trov una sedia. Non  ancora qui, tesoro le rispose Trudy, inginocchiandosi accanto a lei per asciugarle il viso bagnato di pioggia e di lacrime. Cos' successo?
Solo dopo un lungo momento Marilee trov la forza di parlare. L'ho supplicato di venire via, ma lui non voleva. Doveva... doveva andare da lei, un'ultima volta. Doveva essere sicuro che stesse bene. Gli ho detto che avremmo sempre potuto comprare un'altra barca. Mi ha guardata come se fossi pazza.
Trudy e Jenson si scambiarono un'occhiata. La Princess non era un'imbarcazione di grandi dimensioni. Altre, pi o meno della stessa grandezza, erano fuggite lungo la costa, verso porti pi sicuri, quando era stato dato l'allarme uragano. Siamo tutti degli stupidi, quando si tratta delle cose che amiamo, pens Jenson.
Marilee si copr la faccia. Il corpo era scosso dai singhiozzi. E con un filo di voce, che solo Jenson sent, disse: L'ho sempre detto... l'ho sempre detto che un giorno l'avrebbe ucciso.
L'acqua form una pozza sotto la porta. Jenson vi immerse un dito e la assaggi. E salata annunci. Vide comprensione sui volti tesi della gente. Il negozio distava quasi ottocento metri dalla spiaggia, ed era rialzato di un metro circa da terra.
Il mare stava venendo a prenderli.
Per la prima volta la sicurezza di quelle persone cominci a vacillare. Heron Key non aveva mai assistito a una tempesta come quella. Il lamento di Sam si fece pi acuto, e pi forte.
Cynthia riprese i sensi, e singhiozz: Ronnie, fallo smettere. I miei nervi non possono reggere ancora a lungo.
Fa' tacere quel cane intim Ronald a Cyril o giuro che lo butto fuori.
Tu prova a toccarlo gli rispose l'altro, calmo e io finir quello che Ike ha lasciato a met. La luce della lanterna illuminava l'artiglio di metallo della sua protesi.
Adesso calmatevi, tutti quanti fece Jenson. Se qualcuno ha voglia di scatenare una rissa  pregato di accomodarsi fuori. Fulmin Ronald e Cyril con un'occhiata. Nessuno? D'accordo, allora. Adesso comportiamoci da persone civili. Siamo tutti amici, qui.
Guard sua madre che cullava un bambino in lacrime. Allarmarla non sarebbe servito a niente, ma come sempre Trudy riusc a leggere la sua espressione. Che cosa c', figliolo?
Non c' pi spazio, ma mancano ancora delle persone. Esamin le facce. C'erano altri rifugi in citt, ad esempio nel magazzino in cui veniva inscatolata la frutta, ma la maggior parte dei suoi clienti regolari sarebbero venuti l, al negozio. E dovevano arrivarne ancora parecchi.
Lo spazio lo troveremo fece Trudy, in qualche modo. Come facciamo sempre. Riport la sua attenzione sul bambino, che cominciava a battere rapidamente le palpebre.
Ma Jenson sapeva che il pericolo peggiore non era rappresentato dal vento, per quanto spaventoso. Qualche ora prima, aveva visto delle onde enormi che come artigli si erano avventate sulla spiaggia, quasi volessero riportarla negli abissi. Se il vento aumentava, anche i frangenti sarebbero cresciuti. Sarebbe bastata una modesta tempesta di cavalloni per inondare una citt poco elevata come Heron Key. Questo uragano era tutt'altro che moderato. Il barometro era sceso all'ultimo valore della scala: ventisei pollici.
Jenson l'aveva ereditato da suo nonno, che aveva superato uragani terribili, uno dei quali era arrivato addirittura a ventotto pollici. Ventisei non si era mai sentito. Il barometro stesso, lo strumento su cui aveva basato ogni singolo giorno della sua vita, si era ridotto a un inutile oggetto di vetro e metallo.
Circondato da quella folla sudata, Jenson si rese conto di non essersi mai sentito tanto solo.
Lascia stare, Noreen disse Dwayne. Dobbiamo andare.
Lei stava ancora riempiendo una borsa con i giocattoli preferiti di Roy, e con vestiti e cibo, come se stessero andando a trascorrere una giornata in spiaggia. Di ritorno dal country club, Dwayne aveva sentito il boato delle onde che s'infrangevano sulla costa, e aveva visto l'ira con cui dilaniavano la spiaggia. Al porto turistico gli ormeggi reggevano ancora, ma le barche si prendevano a gomitate come grasse signore davanti a un buffet. La loro casa si muoveva scricchiolando sulle fondamenta. Sembrava quasi che il mondo intero si stesse spaccando. Pure, lei non voleva che le mettesse fretta. Era cos concentrata che non gli domand nemmeno perch fosse arrivato cos tardi, e di questo Dwayne le fu grato. Non le andava di raccontarle del country club,
o della morte di Nelson. Era troppo, date le circostanze: adesso avevano bisogno di concentrarsi. Aveva visto i danni gi provocati dal vento.
Sai che cosa ci aspetta gli disse Noreen, mentre ficcava la tigre di Roy nella borsa. Tutta quella gente sudata, i bambini irritabili perch non hanno niente da fare.
Noreen le disse, pi che mai esasperato. E un negozio, sar pieno di cibo e di bevande. Le tolse la borsa dalle mani, e si mise Roy in spalla. Andiamo.
Vorrei sapere che fine ha fatto Jimmy. Noreen si leg una sciarpa intorno ai capelli. C'erano disegnati dei rami di caprifoglio, era il regalo che le aveva fatto lui per il loro primo anniversario. Aveva impiegato ore a sceglierlo, in occasione di un raro viaggio a Miami, e decisamente l'aveva pagato troppo. Ma ne era valsa la pena, per vedere la sua espressione quando aveva aperto la scatola. Quando prenderanno quell'Henry Roberts aggiunse, gliene dir quattro.
Se Roberts ha un po' di sale in zucca, adesso Jimmy sar a Pensacola con la sua famiglia. Era certo che avesse scaricato il ragazzo in un posto sicuro, anche se scomodo. E puoi dire grazie a Roberts, per averlo portato lontano da questa tempesta. Ovunque sia, sta meglio di noi, qui. Adesso andiamo.
Finalmente aveva caricato famiglia e beni sul furgone. Noreen scivol lungo il sedile, con Roy sulle ginocchia, le borse sul pavimento attorno alle caviglie. I fari fendevano la pioggia orizzontale, talmente ftta che le gocce sembravano schegge di vetro.
Dwayne reggeva con forza il volante, che continuava a girare e a sfuggirgli dalle mani. Un paio di volte pens che si sarebbero cappottati, quando i due pneumatici sopravento si sollevarono dal terreno, ma il peso del furgone ripristin l'equilibrio. I loro piedi sguazzavano nell'acqua. Roy, le braccia strette al collo di Noreen, piagnucolava ogni volta che qualcosa colpiva il furgone. I missili sembravano spuntare dal nulla, pezzi di edifci e di alberi, recinzioni e strumenti si illuminavano all'improvviso, entrando nel raggio di luce dei fari. Dwayne non aveva il tempo di sterzare, poteva soltanto sperare che rimbalzassero contro la carrozzeria. Una noce di cocco colp il parabrezza con una violenza tale da crepare il vetro, che per non si ruppe.
Nella sua mente c'era posto solo per i due fasci di luce sulla strada inondata e intasata di detriti. Tutto il resto scomparve: tutte le emozioni che di recente l'avevano consumato: il bisogno di scovare l'aggressore di Hilda e il padre di Roy, il desiderio di assicurare Henry Roberts alla giustizia, sembrava far tutto parte di un'altra vita, della vita di qualcun altro. C'erano soltanto il piagnucolio del motore che girava basso, il fuoco di fila dei  missili, i fari che squarciavano il buio davanti a loro. Alla sua concezione del tempo accadde qualcosa di strano. Erano passati solo pochi minuti da quando avevano lasciato la loro casa, ma Dwayne era talmente concentrato da provare la sensazione che avessero trascorso tutta la vita nel furgone, che stessero cercando da sempre di raggiungere la sicurezza del negozio, senza mai riuscire ad arrivarci. Vedeva poco attraverso il parabrezza, e confidava nel fatto che gli pneumatici gli avrebbero detto se erano ancora sulla strada.
Non manca molto disse, con un tono leggero che suon forzato. Ci siamo quasi. La rapidit con cui l'uragano si era abbattuto sulla citt era sconcertante. E il vento soffiava sempre pi forte, e l'acqua continuava a salire. Dwayne bad a mantenere una velocit ridotta, per evitare di andare a sbattere contro qualcosa di grosso, o di ritrovarsi con il motore sott'acqua. E, quando arriveremo aggiunse, rivolto a Roy, mamma avr una borsa piena di dolcetti, per te. Il bambino accenn un pallido sorriso. Era gi goloso di dolciumi, e aveva una passione particolare per il cioccolato. Proprio come il suo pap, pens Dwayne... e poi fece una smorfia davanti all'assurdit della situazione... all'assurdit di tutto quanto. Da quando aveva fatto il suo scioccante ingresso nel mondo, Roy gli aveva stravolto la vita. Bravo il mio bambino coraggioso disse. E, a Noreen: Quando tutto questo sar finito, le cose tra noi cambieranno. Vedrai.
Dici sul serio? gli chiese, un braccio attorno alle spalle di Roy, l'altro appoggiato alla portiera. Le tremava la voce per l'ansia. Odiava l'acqua, e adesso erano completamente circondati.
S. Le aveva gi detto cose simili, in passato. Pi di una volta. La storia dell'aggressione a Hilda l'aveva cambiato, in modi che sfuggivano alla sua comprensione, e che non aveva avuto il tempo di esaminare. Ma adesso era sincero, forse per la prima volta. E vedere che lei aveva ancora la capacit di credergli gli scald il cuore.
In silenzio, incit il furgone a proseguire. Tieni duro, vecchio mio. Sarebbe bastato che l'acqua fosse salita ancora di poco, perch il motore finisse sotto, e a quel punto sarebbero rimasti bloccati. Alla merc della bestia. Che Dio aiuti le persone che sono l fuori a piedi.

...

21.
Selma dovette fare appello a tutta la sua forza per riuscire a mettere un piede davanti all'altro. Il vento le strappava i vestiti, come Jerome il giorno di paga. E la cosa pi spaventosa era il fatto che, incredibilmente, il vento continuava ad aumentare, e l'acqua sulla strada diventava sempre pi alta. In tanti anni a Heron Key, non aveva mai assistito a una tempesta cos potente. Che io sia dannata se intendo morire nuda, in pubblico.
Aveva perso Elmer, e anche la borsa con i beni di prima necessit. Arrancava con gli occhi socchiusi, una mano sollevata a proteggere il volto e l'altra impegnata a tenere insieme il vestito. Missy e Mamma dovevano gi essere al negozio, e probabilmente si stavano chiedendo che fine avesse fatto. Le gocce di pioggia erano come aghi sulla sua pelle. Non aveva mai visto nulla di simile. Pens a Jerome nella loro casetta accogliente, mentre dormiva con la sua bottiglia. Svelta, rimosse quell'immagine dalla sua mente. In cuor suo, sapeva che la casa se nera andata, e lui con essa. Sarebbe dovuta essere triste, ma nel suo cervello c'era posto per una sola cosa: piede sinistro, piede destro. Prima uno, poi l'altro. La tristezza era un lusso, che si sarebbe potuta concedere quando fosse stata in una stanza asciutta con le luci, e con una bella tazza di caff in mano. Allora avrebbe avuto il tempo per abbandonarvisi.
Aveva gi superato tante povere anime che si erano viste strappare di mano la vita. Una era seppellita sotto un serbatoio per l'acqua crollato, si vedevano soltanto le gambe. Un'altra aveva una trave di metallo al posto della faccia. Sono stata io. Ti ho invocato io, Agaou. Un nuovo inizio: era quello che volevo per questo posto. Come per tutto il resto, c' sempre un prezzo da pagare per un desiderio realizzato. E questa volta il prezzo sarebbe stato salatissimo e terribile.
Le arrivavano addosso sassi e frammenti di vetro. Un pezzo di corallo le sfrecci accanto, mancando la sua testa di un soffio. Avanzava strascicando i piedi, il torace parallelo all'acqua sempre pi alta. Vide galleggiare un coniglio di pezza, ancora stretto dalla mano di un bimbo, amputata di netto. Dentro l'urlo del vento sentiva altre urla, ma non c'era modo di trovare le persone a cui appartenevano, in quell'oscurit cos infida.
Oramai avrebbe dovuto vedere il negozio. Il poco che riusciva a scorgere attraverso le dita allargate non le era familiare. Tutti i punti di riferimento erano scomparsi. Forse aveva svoltato nel punto sbagliato?
Con un occhio guard il cielo maligno. Non aveva mai dato importanza agli uragani, in passato. Le piacevano lo splendore dei lampi, il boato feroce dei tuoni. Quando era bambina, Henry le aveva insegnato a calcolare la distanza di un fulmine contando i secondi che lo separavano dal tuono. Rannicchiati sotto il tavolo della cucina di Grace, avevano contato insieme: un cento, due cento, tre cento... E avevano strillato di gioia, ogni volta che un rombo aveva squassato l'aria.
Stai vedendo, Grace? Sua madre l'aveva sempre messa in guardia dai poteri pericolosi nascosti tra le pagine strappate del libro antico. Dopo averli assaporati, per, Selma era diventata audace. E adesso non restava che affrontare le conseguenze, per quanto spaventose. Aveva provato a cambiare forma a Heron Key, a prosciugare la palude di rancore, a spezzare i ceppi del passato. Be', stava succedendo, tutt'intorno a lei. Il vento stava facendo a pezzi la citt, riducendola ai materiali basilari. E in quella distruzione colse uno scopo, persino una personalit, quasi si trattasse di un bambino cattivo e gigantesco che rompeva
i suoi giocattoli in preda a un accesso d'ira. Certo, sei tu, Bade. Il loa del vento si divideva i compiti con Agaou. Significava che Sogbo, il loa del lampo, non era lontano.
E proprio quando pens di fermarsi e aspettare che le divinit se la prendessero con lei, un lampo squarci il cielo. Qualcosa di bianco attir la sua attenzione, in mezzo a quella distesa grigia, marrone e nera. Un'isola bianca. No, non un'isola. Perch da essa si levavano dei suoni sommessi, appena udibili per via dell'incessante ululato del vento. Sembrava quasi un canto.
Incespicando, si avvicin e si arrest di colpo. Conosco quella divisa. E rese grazie a Sogbo. Missy! url con tutto il fiato che aveva in corpo, che solitamente riusciva a fermare un uomo adulto a cinquanta passi di distanza.
Missy sollev la testa, a rivelare il fagottino che stava proteggendo. Selma avanz nell'acqua verso di lei, le braccia tese. Dallo a me. Coraggio, ragazza, ci siamo quasi!
Missy le consegn Nathan. Il piccolo cominci a piangere, e quel pianto rallegr il cuore di Selma, quasi come se in quel preciso istante il sole avesse illuminato il suo visetto. Bravo bambino disse, con voce dolce, mettendoselo su una spalla mentre tendeva una mano a Missy.
Quest'ultima riprese a camminare nell'acqua, la divisa incrostata di fango e di erbacce, puzzolente come una palude. Oh, Selma cominci, con gli occhi colmi di lacrime, quando il fosso si  allagato ho pensato che...
Non c' tempo per questo, adesso. Manca poco, coraggio. Le mise il braccio libero intorno alle spalle e la spinse avanti, in quella che preg fosse la direzione giusta.
E poi apparve, proprio di fronte a loro, come se stesse aspettando di essere scoperto: il profilo familiare del negozio di Jenson. Missy si abbandon ai singhiozzi, sollevata. Selma sal di corsa i gradini.
Ma qualcosa non andava.
Una quindicina di persone erano stipate nell'unico angolo rimasto della veranda anteriore. Si aggrappavano a qualunque cosa riuscissero a trovare, ringhiere, imposte, per non finire nell'acqua che continuava a salire. C'erano Violet e il suo bambino, Abe, che si era infilato tra il corpo di sua madre e il muro del negozio. Lionel era avvinghiato a Ike, le cui braccia grosse e muscolose erano avvolte attorno all'unico palo rimasto a sostenere il tetto.Dov Mamma? chiese Missy, alzando la voce.  dentro? Non le rispose nessuno.
Selma prov ad aprire la porta. Era chiusa a chiave. Fateci entrare! grid. Aprite! Ma il vento si portava via le parole che uscivano dalla sua bocca.
La porta si apr di una fessura, e Ike la spinse con la spalla. Ruzzolarono dentro, unendosi a quella massa di persone pi strette delle setole di una spazzola.
Ma che follia  questa? fece Selma. Perch la porta era chiusa a chiave? L'aria era resa densa dall'odore dei corpi, dal fumo di sigaretta e... da qualcos'altro. Scrut i volti per avere una spiegazione. Trudy Mitchell sembrava voler uccidere qualcuno, il che non era affatto da lei. Jenson evitava di guardarla negli occhi... cosa altrettanto insolita.
Ronald fece un passo avanti. Perch, come vedi, Selma, non c' pi posto.
C' sempre un po' di posto in pi ringhi Trudy.
Mamma... cominci Jenson.
Trudy fece Ronald, eravamo d'accordo di adeguarci alla volont della maggioranza.
Alla volont della... Selma studi le persone illuminate dalla luce fioca, i volti tesi, lucidi per la paura. C'erano solo bianchi. E li conosceva tutti, sapeva pi cose di loro delle loro stesse famiglie. Segreti. Li raccontavano a Selma. Dovevano, se volevano il suo aiuto. Nessun altro sapeva che Warren Hickson aveva un'altra moglie e un figlio a Fort Lauderdale, che andava a trovare ogni due settimane. Nessun altro sapeva che la madre di Cyril, dopo aver partorito l'undicesimo figlio, aveva cominciato a mettere del salnitro nel caff del marito. Nessun altro sapeva che Ed Henderson passava quasi tutto il suo tempo sulla Princess perch era attratto da un marinaio. Tutti quei segreti brillavano nei loro occhi, come piccole punture di luce. E quale sarebbe questa volont, Mr Lejeune?
Nathan cominci a piagnucolare, come se volesse rammentare a tutti loro che c'era anche lui. Missy lo calm. Shhh, piccolo mio. Siamo al sicuro, adesso.
Ma Marilee Henderson si offr di prenderlo. Dallo a me, Missy. Sei sfinita.
Lui sta bene replic Missy, sollevandolo un po' di pi sulla spalla. Le tremavano braccia e gambe, per la stanchezza, ma il bambino non pesava niente, per quel che la riguardava. L'avrebbe portato in braccio per sempre, se ce ne fosse stato bisogno. Siamo arrivati fin qui insieme. Stiamo bene disse, decisa.
Ronald si volt verso Selma. Sono certo che comprenderai. Il rifugio non  abbastanza grande da ospitare tutti, quindi dobbiamo fare una scelta. Si ferm, come se non sapesse che cosa dire. Mi dispiace, ma le cose stanno cos. Abbiamo deciso, tutti quanti. Con un gesto, indic la stanza intera. Nessuno parl. Si schiar la gola. I neri... voi... dovrete andare via.
Andare? E dove, Mr Lejeune? Sapete tutti che cosa c', l fuori. Ci mandereste ad affrontare quell'uragano scatenato da spiriti di morte?
Violet singhiozz. Abe si asciug il naso nella sua gonna. Lionel le circond le spalle con il braccio sottile come un ramoscello.
Ronnie intervenne Cynthia, non possiamo...
Sai che non  possibile le rispose, calmo.
Il vento sferz l'edificio, con la forza di un oggetto solido. L'acqua filtr attraverso le fessure nelle pareti. Le lanterne si spensero. I bambini, rimasti al buio, scoppiarono a piangere, le donne urlarono. Qualcuno accese una torcia.
Noi non ci comportiamo cos fece Jenson. Stiamo parlando dei nostri vicini di casa. Faremo spazio, riusciremo a...
Idiota, ci farai ammazzare tutti! esclam Ronald. Abbiamo preso una decisione, tutti insieme. La benda sulla guancia proiettava delle strane ombre sul suo viso, quasi fosse un'escrescenza di natura maligna. Il pianto si ridusse a dei singhiozzi sommessi. E deciso. Eravamo tutti d'accordo.
Ike si fece avanti, entrando nel cerchio di luce. Avrei dovuto finirti quando ne avevo la possibilit. Impossibile non cogliere il tono minaccioso della sua voce.
Un rumore metallico. Un altro passo, Ike fece Ronald. Soltanto uno. Il raggio debole della torcia si riflett pallidamente sul tamburo della rivoltella. Non voglio che vada a finire cos. Non deve. Non se ve ne andate via. Per favore. Andatevene aggiunse, rivolto a Selma e a Missy.
Selma si guard intorno, ma nessuno ebbe il coraggio di incrociare il suo sguardo. Il negozio tremava come un dado in un bicchiere. Avvert un formicolio alla pelle, il pizzicore elettrico di un attacco di panico imminente. Fiss tutti, uno per uno: voleva che ricordassero quel momento. Jenson fu l'ultimo: sembrava lacerato dall'interno.
Raddrizz le spalle. Ce ne andiamo. E, quando ce ne saremo andate, farete meglio a pensare a come spiegherete questa decisione al Creatore. Perch lo incontrerete presto,  una promessa. Molto presto. Mentre passava accanto a Jenson, mormor: Vergogna.
Dov' Mamma? chiese Missy, disperata. Qualcuno ha visto Mamma?
Le rispose Violet. L'ultima volta che l'ho vista stava andando da Doc.
Missy seppell il viso nel collo del piccolo Nathan. Marilee and verso di lei. Missy le disse, gentile, devi lasciarci il bambino. E questo il suo posto. Sar al sicuro, qui.
No! No, non potete farlo, io non ve lo permetter. Io...
Ma Selma glielo tolse dalle braccia e lo diede a Marilee. Nathan strill, agitato, allung le manine paffute verso Missy, prese a scalciare. Ha ragione lei, Missy. Devi lasciarlo qui. E questa la sua gente. E qui sar pi al sicuro.
E con ci Selma apr la porta, e ad aspettarla fuori trov... il silenzio.
Infide stelle brillavano all'interno di un cerchio di nubi turbinanti. La loro luce toccava acqua, soltanto acqua, fin dove poteva spingersi lo sguardo. Un'immensa distesa d'acqua punteggiata di alberi sradicati e pezzi di legno, dove ci sarebbe dovuta essere terra asciutta. Case, negozi. Al loro posto solo cumuli di legname e di cemento spaccato.
 finita! grid Abe. Adesso possiamo tornare a casa!
Non  finita fece Selma. Siamo sotto l'occhio. Studi rapidamente il cerchio di cielo sereno sopra le loro teste. Era diabolicamente piccolo, il che significava che la coda dell'uragano li avrebbe investiti molto presto. Calcol che potevano avere una ventina di minuti. Probabilmente meno. Le venne in mente un solo posto in cui forse avrebbero ancora potuto trovare rifugio. Correte. Tutti! url. Alla stazione! Entrate nei vagoni merci e restateci!
Ma... e Mamma? chiese Missy. Devo trovarla. Con le mani si strinse le braccia, ora vuote. Devo trovarla.
I piedi nudi si trascinavano barcollando, descrivendo un inutile cerchio.
Missy! Ma lei non sembr sentire. Selma l'afferr per le spalle e la scroll, violentemente. Missy aveva gli occhi sgranati, in preda a un dolore che le avvelenava la mente. Aveva perso troppo, troppo in fretta. Lo studio di Doc non era lontano. Finch la situazione era calma, aveva il tempo di andare e tornare. Quasi. Farsi sorprendere all'aperto quando l'occhio fosse passato sopra di loro era... be', adesso
non ce tempo per pensare a questo. Nonostante il caldo umido, trem. La trover, se  da Doc. Tu porta gli altri alla stazione. Mi hai sentito? Fa' entrare tutti nei vagoni merci, e non uscite per nessun motivo. Hai capito? Missy le rispose annuendo. Coraggio, ragazza la incit Selma. Muoviti!
Il rumore degli schizzi sollevati da Selma svan in lontananza. Missy guard i volti stanchi e spaventati delle persone che si erano viste rifiutare un posto nel negozio. Il vecchio Lionel sembrava sul punto di accasciarsi a terra, ma teneva un braccio intorno alle spalle di Violet, in lacrime. Ike aveva qualcosa che non andava. Sembrava discutere con una persona che non era l. E gli altri non erano messi meglio. In diversi erano rimasti feriti lungo il tragitto per raggiungere il negozio.
Missy non aveva pi voglia di correre. Voleva restare sola, con i ricordi di Nathan e di Henry, pregare per Mamma e aspettare Selma.
La triste folla aveva gli occhi puntati su di lei, e aspettava.
Una manina afferr la sua e la tir. Selma ha detto che devi portarci alla stazione. Era Abe.
Andate avanti. Io arrivo subito.
Ma Abe non volle lasciarla andare. Cominci a tirarla nella direzione sbagliata. La ferrovia non distava molto, era all'incirca a tre chilometri da l, ma sarebbe stato facile perdersi, al buio, senza pi punti di riferimento. Lei aveva sempre avuto la capacit infallibile di trovare la strada, ovunque dovesse andare. Al punto che da piccola veniva lasciata dagli altri bambini in mezzo alla palude, per vedere se sarebbe riuscita a tornare a casa, ed era sempre successo cos. Forse, l'unico insegnamento di Billy era stato quello di lasciarsi guidare dalle stelle. Soprattutto, per, Missy riusciva sempre a distinguere la strada giusta da quella sbagliata, basandosi sulle sensazioni che le trasmetteva.
Diede un'occhiata al cielo. L'occhio dell'uragano aveva cominciato a muoversi. Dietro, c'era soltanto buio.
Non da quella parte disse ad Abe. Di qui.
E un attimo dopo si misero in marcia.
Dwayne non riusciva pi a orientarsi. Un'ipotesi impossibile, pens, fino a qualche ora prima. Oramai sarebbero dovuti essere al negozio ma, non avendo punti di riferimento, forse avevano girato in circolo. Non poteva basarsi sulla posizione della spiaggia, perch una spiaggia non c'era pi. Ovunque guardasse c'era soltanto acqua, acqua sferzata dal vento.
Gli pneumatici investirono qualcosa di duro. Prov a fare retromarcia, ma si ud solo lo stridore del metallo contro altro metallo. E un attimo dopo un'onda sal sul cofano e si rivers nell'abitacolo. Si ritrovarono sommersi fino alla vita. Con un sibilo furioso, e con uno sbuffo di vapore, il motore si spense.
Gli occhi di Noreen gli dissero che capiva perfettamente che cosa questo significasse. Avrebbero dovuto proseguire a piedi. Lui avrebbe portato in braccio tutti e due. Noreen era troppo magra per riuscire a stare in piedi nella corrente che sbatteva violentemente contro la fiancata del furgone.
Stava appunto studiando il da farsi, quando tutto tacque. Si udirono i tonfi degli oggetti in aria che cadevano in acqua, quasi fossero burattini a cui erano stati tagliati i fili. Gli fischiavano le orecchie, per l'assenza totale di rumori. Niente vento. Niente di niente.
Si sporse dal finestrino e alz gli occhi: vide l'occhio maligno dell'uragano che girava lentamente in circolo sopra di loro. A ogni giro portava la distruzione pi vicina. La coda dell'uragano sarebbe stata l entro pochi minuti. E, quando fosse arrivata, non avrebbero avuto alcuna possibilit di salvarsi, all'aperto. Sarebbero dovuti rimanere nel furgone invaso dall'acqua.
Ma Noreen stava tentando di aprire la portiera. Andiamo disse, non possiamo rimanere qui. Non dovrebbe mancare molto al negozio.
Dwayne le tolse la mano dalla maniglia. Dobbiamo restare qui! Non  ancora finita. Il furgone  abbastanza grande e pesante da resistere all'uragano. Noreen,  l'unica possibilit che abbiamo.
Troppo stanco e spaventato anche per piangere, Roy era in silenzio gi da un po'. Gli occhi scuri erano ora sgranati per la paura, ora semichiusi per la stanchezza. Le cose che sua madre gli aveva preparato con tanta cura galleggiavano intorno a loro in una massa disordinata.
Dobbiamo portare Roy al negozio fece Noreen. Ha fame e sete.
Aspetta. Dwayne immerse la mano nell'acqua, e cominci a tastare vicino ai suoi piedi finch le dita non riconobbero i contorni di un biberon pieno di latte. Lo tir fuori dall'acqua nera, con un sorriso trionfante. Ecco, piccolo.
Roy vi si attacc, e succhi senza fermarsi fino a quando non ne ebbe bevuto la met.
Cos va meglio disse Noreen, asciugandogli le labbra, e dandogli un bacio sulla guancia. E diffcile credere che non sia ancora finita. Adesso sembra cos calmo l fuori.
In effetti, senza il vento e con l'acqua che livellava la distruzione seminata, alla luce delle stelle quel che restava di Heron Key aveva un'aria placida, serena, addirittura. Ma Dwayne sapeva che sotto quella superficie liquida giacevano i resti di edifici, case, vite. Molte vite, probabilmente.
Noreen... cominci. Da dove cominciare? Sentiva di avere troppe cose da dirle, e di non avere abbastanza parole per farlo. Mi dispiace... Ti chiedo scusa per tutto, per...
Lo so, Dwayne fece lei, stringendogli la mano. Era la prima volta che lo toccava dopo mesi, forse dalla nascita di Roy. Ti chiedo scusa anch'io.
Qualcosa urt la portiera del guidatore. Dwayne guard fuori dal finestrino, e i suoi occhi incrociarono quelli ormai ciechi di Dolores Mason, che galleggiava sulla schiena, il rossetto rosso che appariva nero in contrasto con il grigio pallore del volto. La corrente spinse il cadavere contro la fiancata con un sonoro tack.
Che cos'? volle sapere Noreen.
Niente le disse, spingendo via Dolores con forza. Soltanto un ramo.
I veterani arrivarono alla stazione e la trovarono buia e deserta. Trent sbirci lungo i binari, sperando di vedere il fanale anteriore della locomotiva, ma vide soltanto la pioggia e il vento che urlava nell'oscurit. Ormai dovrebbe essere qui. Qualcosa  andato storto. Al pallido raggio della torcia, vide le onde che sciabordavano contro l'argine, il punto pi elevato di Heron Key. Cari era privo di sensi, Stan stava per perdere conoscenza e gemeva di dolore. Non gli avevano rimosso il palo dal ventre, dietro istruzioni di Trent. Aveva visto troppi uomini morire dissanguati, quando proiettili simili venivano estratti dai compagni mossi dalle migliori intenzioni. L'unica possibilit era lasciare il palo di legno dov'era, fino a quando non avessero trovato un dottore... E probabilmente avrebbero dovuto aspettare parecchio.
Una raffica si port via met del tetto. Il resto della struttura cominci a tremare. In quel momento, Trent si rese conto che nemmeno la solida stazione li avrebbe protetti a lungo. Dovevano andare via. Con la torcia illumin lo scalo merci. C'era un treno vuoto, sul binario di raccordo. I pesanti vagoni merci avrebbero offerto loro un rifugio pi sicuro, mentre aspettavano. Purch non dovessero attendere a lungo. Dov quel dannato treno?
Ma sarebbe stato complicato far salire gli uomini, data la potenza del vento. Avrebbero dovuto formare una catena, per attraversare lo scalo. Illustr il piano a quelli
che gli stavano pi vicini, e sper che gli altri li avrebbero seguiti.
Big Sonny fu il primo a tentare. Scese dal marciapiede e fu investito in pieno del vento, che lo sollev da terra. Si tenne aggrappato a una rotaia. I suoi compagni esitarono: non volevano seguirlo, soprattutto quelli che non avevano il vantaggio della sua stazza.
La stazione, o quel che ne restava, cominci a disintegrarsi intorno a loro. Chiaramente, tutto questo era troppo per Two-Step, che si mise a urlare: Io qui non ci resto! Non arriver nessun treno a prenderci.
Ci hanno lasciati qui a morire! fece Milos Dubcek, un omone dalla costituzione sorprendentemente delicata, che gli era valso il soprannome di Infermeria. Dobbiamo pensare a metterci in salvo!
Un momento!
A gridare era stato Kraut. Trent si sforz di ricordare il suo vero nome. Mick? Mo? No, Max. Max Hoffman.
Mr Watts ha ragione disse Max. Era fra Two-Step e il margine della banchina, le mani allargate. Mantenete la calma. Qui saremo pi al sicuro. Dobbiamo rimanere uniti e... Un pezzo di costruzione in muratura lo colp a un lato della testa, abbattendolo come un albero. Atterr sulla schiena, gli occhi aperti senza pi vedere la pioggia che cadeva su di lui.
Trent fu circondato da un coro di voci infuriate. Volti bagnati, terrorizzati, che si urtavano, spettrali alla luce della torcia. Riconobbe l'odore delle trincee: la paura aveva avuto la meglio sulla vescica di qualcuno. Comprendeva perfettamente il punto di vista di Two-Step. L'impressione era che
li avesse guidati in una trappola mortale. No! grid. Non  vero, vi do la mia parola...
Un'altra bugia! fece Two-Step. Possiamo farcela, ragazzi! Guardate laggi. La stazione di servizio di Shannon! L'edificio di cemento era a un centinaio di metri di distanza. Parte del tetto era volata via, ma le pareti erano intatte. Chi  con me, ragazzi?
Trent valut che dovesse esserci spazio per venti persone, l dentro... se fossero riusciti a superare la zona completamente scoperta, cosa poco probabile. E l sulla banchina, stretti l'uno all'altro, c'erano forse duecento uomini. E quanto avrebbe retto quella struttura? No, doveva fermarli. Fece un ultimo tentativo. Aspettate, ho un piano...
Ma era troppo tardi. Un gruppetto salt gi con Two-Step, e cominci a correre verso la stazione di servizio. Avevano percorso quasi met del tragitto, quando una delle pompe di rifornimento fu sollevata in aria e li invest. Diversi corpi rimasero a terra, immobili, a faccia in gi nell'acqua sporca. Un altro raggiunse il palo del telefono e vi si aggrapp con le unghie e con i denti. Ma il vento sradic il palo e lo scagli in cielo. Two-Step si lasci andare a un grido acuto, quasi femminile, quando il frammento di vetro di una finestra gli tagli in due la coscia. Cadde, prov a rialzarsi ma il vento lo butt gi ancora. Afferr la gamba amputata e cominci a trascinarsi nel fango.
Trent gli lesse le labbra: Aiutatemi! url, ancora e ancora, ma nessuno si mosse.
Two-Step agitava convulsamente braccia e gambe, come un nuotatore impazzito, scivolando nella melma. E poi il vento lo sollev e lo port via nella notte. Qualcuno riusc a raggiungere la stazione di servizio. Quel che restava del gruppo si lanci dietro una gigantesca cisterna, che conteneva quasi trentottomila litri d'acqua.
Trent si volt a guardare chi era rimasto l ad aspettare, e cap che quegli uomini erano pronti a seguirlo ovunque.
"Qual  il piano? chiese Milos Dubcek.
Al di l dei binari, Sonny era riuscito a rialzarsi, e adesso raggiunse il vagone merci. Vi si aggrapp con una mano, e tese l'altra verso i compagni che aspettavano.
Trent mand avanti i pi grossi. Avrebbero dovuto trasportare i feriti. I morti li avrebbero lasciati dov'erano.
Infermeria, aggrappati a Sonny url Trent. Quello dopo si aggrappi a Infermeria, e avanti cos, fino a quando non avremo formato una solida catena umana. Gli altri se ne serviranno per attraversare il binario.  tutto chiaro?
Infermeria s'incammin verso Sonny. Fu atterrato dal vento per ben due volte, ma si rialz. Si lev un urr!, quando riusc ad afferrare la mano di Sonny. Altri lo seguirono subito dopo, e presto la catena fu completa. Gli uomini cominciarono ad attraversare, tenendosi ai compagni per avere un sostegno.
Jeb osserv la scena, gli occhi sgranati. Non era stato facile per nessuno arrivare dall'altra parte, e pesavano tutti
il doppio di lui. Credo che questa sia l'ultima fermata, per me disse nell'orecchio a Franklin.
Vieni qui fece quest'ultimo, saltami in groppa.
Jeb obbed, mettendogli le braccia intorno al collo. Tutti a bordo disse Franklin. E scese dalla banchina, mentre i compagni gli tendevano le mani.
Incespic. Jeb si tenne forte, gli occhi socchiusi. Il vento cercava di afferrarlo per la schiena, di fargli allentare la presa per portarlo via. Franklin tenne duro, le gambe divaricate per mantenere l'equilibrio. Fece un altro passo lungo la catena umana, che ondeggiava sotto la potenza delle raffiche. Chiaramente, il peso di Jeb lo ostacolava. Jeb cap che cosa fare. Moll la presa. Franklin fece roteare gli occhi, sorpreso, mentre le sue labbra formavano un No!
Jeb chiuse gli occhi e si lasci andare. Una grossa mano lo afferr per il colletto, sottraendolo alle grinfie del vento. Ebbe appena il tempo di vedere il ghigno di Lemuel, prima di essere scaraventato di peso nel vagone merci.

...

22.
A bordo del treno sussidiario, lontano ancora diversi chilometri, Ken Cramer guardava fisso davanti a s, nel diluvio. Spingeva avanti la locomotiva, tanto con il tatto quanto con la vista. Impossibile fare una stima della profondit dell'acqua che copriva le rotaie. Moses, Clarence e Henry si sporgevano dai finestrini, ma non avevano maggior successo. Non vedo un accidenti di niente si lament Moses.
Ragazzi disse Ken, la cosa si sta facendo davvero interessante.
Dopo aver liberato il treno dai cavi della gru, avevano viaggiato veloci verso sud per raccogliere i veterani di altri due campi di lavoro, sulla strada per Heron Key. Farli salire a bordo era stata un'operazione lenta e pericolosa, poich il vento li sollevava da terra. In mezzo a quella folla bagnata c'erano anche delle persone del posto, che con insolita alacrit avevano deciso di andarsene.
In sala macchine giunsero grida dalla carrozza passeggeri. Ken mand Henry a calmarli. Pensaci tu, Roberts. Sei uno di loro.
Mentre attraversava la carrozza ondeggiante, si sent afferrare per un braccio. Perch diavolo ci avete messo tanto? gli chiese un toro con i capelli biondi e la pelle bruciata dal sole, con la scritta USMC tatuata su un bicipite, e con uno straccio insanguinato avvolto intorno all'altro. Non avevamo nessuna possibilit, l fuori. Il viso era rosso per l'ira, oltre che per il sole. Eravamo indifesi. Dei fottuti bersagli per l'uragano. Rivolse un cenno a una donna bagnata fradicia, con un cane   dal pelo arruffato sulle ginocchia. Perdoni il linguaggio, signora. Si pass una mano sulla faccia. L'atmosfera l dentro era uno strano miscuglio di rancore e sollievo.
Jimmy si gir, senza alzarsi dal suo posto. Gocce d'acqua caddero dall'ala del suo berretto. Non  stata colpa nostra disse. L'equipaggio non avrebbe potuto fare di pi. La colpa  di quegli stronzi, su a Jacksonville. Hanno ordinato troppo tardi di mandare un treno. Anche lui rivolse un cenno alla signora. Mi scusi.
Henry riconobbe la cadenza di Clarence, nella voce del ragazzo. Era molto preso dal treno, e da quegli uomini che lo facevano viaggiare. Sembrava entusiasta dell'esperienza che stava vivendo. Henry l'aveva dimenticato... il brivido dell'avventura. E Jimmy era stato una risorsa fondamentale, per liberare il treno dai cavi. L'operazione si era conclusa molto pi velocemente, grazie alla sua energia e alla sua forza giovanile. In effetti, Henry pens che a quell'ora sarebbero potuti essere ancora lass, se non fosse stato per lui.  Aveva gridato e urlato, mentre loro trascinavano i cavi sotto la pioggia spietata e battente. Dopo un'ora, Henry, Clarence e Moses ansimavano, esausti, mentre Jimmy era ancora fresco come se si fosse appena messo al lavoro.
Rilassati, Marine fece Henry. Stiamo facendo del nostro meglio. Guard la fasciatura al braccio, gli occhi sgranati e colmi di una paura che riusciva a stento a tenere sotto controllo. Gli tremava una gamba, ma non sembrava rendersene conto. Henry non aveva mai visto un Marine cos spaventato. Sapeva che erano i figli di puttana pi duri in circolazione. Che cosa vi  successo?
Il gigante chin la testa enorme. Il campo ha ucciso i nostri compagni, quando il vento l'ha fatto volare via. Non avevamo un posto dove nasconderci. L'uragano ci ha fatto a pezzi. Cose del genere te le aspetti, in guerra. Eravamo addestrati per questo. Attacchi, ammazzi il tuo nemico. Ma non qui. Non avevamo modo di lottare, non potevamo fare niente. Niente. E non  giusto. Si asciug gli occhi, furioso. No, non  giusto.
No,  vero disse Henry a denti stretti. Qualcuno dovr pagare, quando tutto questo sar finito. Riusciva soltanto a pensare a Lemuel, Sonny, Jeb e Franklin, lasciati l fuori ad affrontare la stessa bestia. Perch il campo non era stato evacuato prima? Almeno la gente del posto aveva un rifugio. Ma i veterani no. Non me ne sarei mai dovuto andare.
Fiss il buio all'esterno, cercando di fare una stima della velocit del convoglio. La pioggia batteva contro il vetro. Impossibile a dirsi, ma l'impressione era che stessero avanzando con una lentezza agonizzante. Senza dubbio Ken voleva evitare un'altra collisione. Per poco non gli riboll il sangue per la rabbia. Anche se non poteva fare niente per fermare il massacro - non aveva potuto farlo in guerra, e non poteva farlo adesso, durante l'uragano - i suoi uomini continuavano a considerarlo una guida, dopo tutto quel tempo. E lui non era l. Se fosse stato per lui, sarebbe saltato sui binari e avrebbe spinto il treno fino a Heron Key.
Pensi che a qualcun altro importi qualcosa di noi, cazzo? gli chiese il Marine. La donna con il cane gli rivolse un gesto stanco della mano, per via del linguaggio. Diamine, scommetto che quei bastardi a Washington stanno dando una festa...
Henry si ritrov in ginocchio, a causa della brusca decelerazione del treno. Jimmy lo aiut a rialzarsi, e insieme guardarono fuori. Siamo arrivati... credo fece Henry.
Ken entr nella carrozza. Dobbiamo fermarci qui, non possiamo arrivare alla stazione. L'acqua  troppo profonda, l avanti, e sta salendo ancora. Mai vista una cosa del genere. Roberts, devi far salire a bordo la tua gente subito. Non abbiamo tempo da perdere.
Ascoltate disse il Marine.
Un silenzio assoluto rimbomb nelle orecchie di Henry. Non si udiva pi lo sferragliare del treno. Non si udiva pi nessun rumore.
Ehi, ascoltatemi tutti grid il Marine ai suoi compagni.
 finita! Coraggio, dobbiamo aiutare degli altri uomini a salire a bordo. E and verso la porta della carrozza.
Henry scrut il cielo, e gli sbarr subito la strada. Il Marine lo superava di una testa, e di venti chili abbondanti, ma Henry alz le mani per fermarlo. No, aspettate; voi dovete restare qui.
Ce la caveremo. Il nostro aiuto potrebbe farvi comodo. L'uragano  passato. Gli altri veterani strascicarono gli anfbi, lacerati tra il senso del dovere e il desiderio di rimanere sul treno ad asciugarsi.
Non  sicuro! lo avvert Henry. Non  sicuro. Se vuoi salvare la tua vita, e quella dei tuoi uomini, fa' restare tutti a bordo.
La gente del posto non si mosse. La donna con il cane disse: Ha ragione. Siamo sotto l'occhio dell'uragano. Solo uno stupido andrebbe l fuori, adesso.
Il peggio deve ancora venire. Sar molto peggio, tra qualche minuto. Per favore, restate tutti qui. E salt gi, nell'acqua nera.
E tu dove vai? gli url il Marine.
A prendere i miei uomini.
L'altro lo studi un momento. Allora veniamo anche noi. Avrai bisogno di aiuto, se i tuoi uomini somigliano un po' ai miei. Come disse una volta un famoso Marine: Chi  che vuole vivere per sempre? Andiamo, ragazzi. Abbiamo del lavoro da fare.
Con un ghigno, salt gi accanto a Henry, e in un istante fu inghiottito dall'oscurit.
Missy scrut nel buio davanti a s. Le stelle erano scomparse quasi del tutto, coperte da spire di nuvole, e il vento si era alzato di nuovo. Calcol che mancasse ancora un chilometro e mezzo, ma stavano avanzando molto lentamente.
Il terreno sotto i loro piedi nudi era un labirinto infido di macerie, e l'acqua che copriva la strada nascondeva pezzi di legno, di vetro e di cemento. Abe era gi caduto in una buca profonda, da cui era emerso con un taglio sul braccio. Sanguinava molto, e il sangue sembrava nero sulla sua pelle scura, ma lui non piangeva. Violet l'aveva bendato con un lembo di stoffa che aveva strappato dall'orlo del suo vestito, e si erano rimessi in cammino.
Missy aveva la sensazione che stessero camminando da ore, tanto era concentrata per cercare con le dita dei punti sicuri su cui appoggiare i piedi, uno davanti all'altro. Erano tagliati e graffiati, ma non badava al dolore.
La strada stessa era stata portata via in diversi punti, e al suo posto c'erano dei torrenti impetuosi, che riuscivano ad attraversare solo prendendosi a braccetto. Erano proprio al centro di uno di essi, immersi fino alla vita, quando Lionel lanci un urlo e fin sotto. Un istante dopo se nera andato, spazzato via nell'oscurit da una rapida. Gli altri rischiarono di perdere l'equilibrio, ma in qualche modo riuscirono a restare in piedi.
Rimasero l per qualche momento, stretti l'uno all'altro, e urlarono il nome di Lionel. Ma niente, non ricevettero risposta.
Missy disse Violet, la voce tremante, forse dovremmo tornare indietro.
Il vento prese a soffiare pi forte. In cielo, adesso era visibile solo un piccolo cerchio di stelle. Ike si era messo in spalla Abe, che sputava acqua, dopo che il torrente gli aveva strappato la benda dal braccio. Gli altri si prepararono come meglio poterono a fronteggiare la furia di quel fiume, ma era evidente che non sarebbero riusciti a mantenere quella posizione ancora a lungo.
Non potevano tornare indietro, non c'era un rifugio per loro. Non potevano rimanere dov'erano. L'unica possibilit era proseguire. Missy recit una preghiera per il vecchio Lionel, quell'uomo innocuo e gentile... Non meritava questo. Era tutto cos ingiusto. Non lo meritava nemmeno lei. Si era sempre comportata bene. Ogni volta che il destino l'aveva presa a schiaffi, era andata avanti senza lamentarsi. Un lampo squarci le nuvole sopra di loro, subito seguito dal rimbombo basso di un tuono... come se l'uragano stesse accordando gli strumenti, pronto a esibirsi nell'ultimo, grande pezzo.
E fu allora che lo sent. Qualcosa, dentro di lei, s'infranse sotto il peso del terrore e dell'impotenza. D'un tratto, fu completamente sopraffatta da una determinazione dura e limpida come vetro: sarebbero arrivati alla stazione. Dolore e paura si trasformarono in rabbia, davanti all'impossibilit di fronte alle forze che stavano facendo del male alle persone a lei care. Era stanca di essere sballottata come una foglia, senza poter dire la sua nelle questioni importanti. La collera le sal lungo la spina dorsale, come una colonna di acciaio fuso. Raddrizz la schiena. Era furiosa con l'uragano, che aveva distrutto la sua casa e devastato la sua citt. Era furiosa con le persone ottuse che avevano accusato Henry costringendolo a fuggire, e con quelle che li avevano lasciati fuori dal rifugio, in balia dell'uragano. Aveva fallito, non era riuscita a fermare nulla di tutto questo. Non aveva impedito a Henry di andare via. Non aveva protetto Nathan.
Per Dio, questa volta non fallir.
Non possiamo tornare indietro! grid, per farsi sentire al di sopra dell'acqua e del vento. Dobbiamo andare avanti! Non manca molto, ormai!
Hai sentito Missy! disse Abe. Non manca molto, ormai!
Fece appello a tutta la sua forza di volont, e mosse i piedi sfidando il peso dell'acqua, trascinando Violet per un braccio. E cos ripartirono. In alto, sopra di loro, le stelle sparirono.
In quel che restava della stazione, i veterani erano miseramente accovacciati nei vagoni merci. L'aria era resa rancida dal loro alito, dal sudore per lo sforzo di far entrare tutti, e dai vapori che esalavano dai vestiti zuppi e luridi. La pioggia cadeva obliqua, ed era cos violenta da nascondere i resti dell'edifcio. Erano circondati da un muro d'acqua che saliva fino al cielo. Trent si sentiva addosso molte paia di occhi ostili.
 tutta colpa sua disse Tee. Sapeva da giorni che sarebbe arrivato un uragano. Avrebbe potuto evacuare il campo prima. Two-Step aveva ragione. Non c' nessun treno. Siamo bloccati qui.
Trent si prese un momento per scegliere le parole. L'atmosfera era un miscuglio combustibile di terrore e rabbia, che avrebbe potuto prendere fuoco da un momento all'altro. Sebbene quell'accusa gli bruciasse, poteva capire il punto di vista di Tee. Difendersi non sarebbe servito a niente, probabilmente li avrebbe solo fatti infuriare di pi. E la situazione non sarebbe cambiata se avessero compreso chi era il vero responsabile. Tee aveva ragione, avrebbero dovuto farli evacuare prima, e adesso erano bloccati l.
Puntare il dito non serve, Tee fece Lemuel, mentre tirava fuori la Bibbia da sotto la camicia. Le pagine erano gocciolanti, ma la legatura teneva ancora. Come dice il buon libro...
Chiudi il becco, Lemuel lo interruppe Infermeria. Tee ha ragione. Visto che, a quanto pare, dovremo morire tutti,io voto che il primo sia tu, Trent aggiunse, abbandonando ogni forma di rispetto nei confronti del supervisore. Sei tu il capo, come ci ricordi in continuazione. Da sobrio, Infermeria era una persona solare, addirittura placida, ma da ubriaco diventava collerico, e a tratti aggressivo. E aveva cominciato a bere nel primo pomeriggio.
Trent si allontan dal gruppo, spostandosi in un angolo del vagone. Impossibile fraintendere le intenzioni di Tee: le facce degli altri raccontavano la stessa storia. Glielo leggeva negli occhi: per tutte quelle volte che aveva imposto loro la sua volont, spingendoli a spaccarsi la schiena e a sopportare le condizioni tremende del campo. Probabilmente era la loro unica possibilit di rivincita. E, nel caos dell uragano, nessuno sarebbe mai venuto a saperlo.
Un momento, ragazzi disse, le mani sollevate e pronte a placarli o a prenderli a pugni, avete tutti i diritti di essere arrabbiati. Ma lo sono anch'io. Ho cercato di...
Il pugno di Tee lo fece finire sul pavimento del vagone. E l lo trovarono gli anfibi pesanti. Il primo calcio lo prese ai reni, il secondo allo stomaco. Trent si raggomitol, le mani a proteggere il viso. Il prossimo calcio l'avrebbe raggiunto alla testa. A turbarlo non era tanto il dolore, poich aveva passato di peggio; e non era nemmeno l'ingiustizia di quella situazione. No, a turbarlo era soprattutto il fatto che tutte le volte in cui si era trovato vicino alla morte, tutte le volte in cui si era aspettato di morire, in Francia, lui stava servendo il suo paese, con dignit. Mentre adesso era rannicchiato sul pavimento di un fetido vagone merci, e i suoi stessi uomini lo stavano ammazzando schiacciandolo quasi fosse uno scarafaggio.
Alz lo sguardo e vide lo scarpone di Infermeria sollevato, pronto ad abbattersi sulla sua testa. In un lampo si rese conto di avere una sola possibilit, mentre l'altro era in equilibrio su una gamba sola. Si lanci su quest'ultima e la morsic con tutta la forza che aveva. La sua pelle sapeva di sale, e poco dopo sent il sapore metallico del sangue. Infermeria barcoll e cadde sulla schiena con un urlo, con Trent sopra, che gli mise le mani intorno alla gola. Era una bella sensazione, l'arteria che pulsava sotto le sue dita, la compattezza elastica della trachea tra i palmi. Delle braccia provarono a tirarlo via, ma lui mantenne la presa. Mesi e mesi di frustrazione si coagularono nelle sue mani, mentre stringeva pi forte. Il viso di Infermeria assunse una gratificante sfumatura rosso marrone, come una mela bacata.
Ragazzi, ascoltate! grid d'un tratto Sonny. Ascoltate!
Durante la zuffa, aveva smesso di piovere, come se qualcuno avesse chiuso un rubinetto. Il vento era cessato.
Gli uomini che avevano urlato per incitare Infermeria fecero silenzio. Trent, intento a strangolarlo, non si era accorto che fuori il rumore era cessato. Non avrebbe saputo dire da quanto tempo l'uragano era cessato. Aveva l'impressione che fossero chiusi l dentro gi da ore. Lasci andare Infermeria.
Ehi fece quest'ultimo, rauco, portandosi una mano alla gola. Si vedono le stelle!
Andiamo, ragazzi! esclam Tee, saltando sui binari.  finita!
Uscirono nell'aria immobile della notte, non pi preoccupati per l'assenza del treno: ormai l'uragano era passato. Erano al settimo cielo, sorridevano, si abbracciavano. Erano sopravvissuti alla notte peggiore della loro vita.
Tee aiut addirittura Trent a rialzarsi. Nessun rancore, eh?
Trent scosse semplicemente la testa, sbalordito, mentre il battito del suo cuore tornava alla normalit. Ma un momento dopo la massa di uomini che non smettevano di chiacchierare si divise e rivel un gruppo di persone di colore che veniva dalla citt. Alla testa c'era una donna, con una divisa sporca e strappata che forse un tempo era stata bianca.
Possiamo aiutarvi? chiese Trent.
Mi chiamo Missy Douglas. E abbiamo bisogno di un posto dove stare.
Riconobbe quel nome. Gli uomini di Roberts lo avevano preso in giro per via di una certa Missy. Perch non siete al negozio?
Non c'era posto gli rispose, la voce priva di emozione, per i... per quelli come noi.
Fu colpito dalla semplicit delle sue parole. Se si fosse visto negare l'accesso in un rifugio da un branco di negri, si sarebbe vendicato sul primo che avesse incontrato. E la vendetta sarebbe stata tremenda. Quella donna sembrava vicina al collasso, ma aveva il fuoco negli occhi. Con lei c'era un ragazzino, che teneva stretti i lembi di un brutto taglio su un braccio. Un uomo con gli occhi folli di paura trascinava la gamba destra come se fosse fratturata. Erano tutti fradici.
Venite, sedetevi le disse, aiutandola a entrare nel vagone. Gli altri la seguirono. I veterani si riunirono l intorno, curiosi, non sapendo che cosa pensare dei nuovi arrivati. Trent si volt per occuparsi di loro, ma Missy lo stratton per una manica.
Signore, lei deve farli tornare dentro gli disse, con un tono urgente. Non  finita. Questo  soltanto l'occhio.
Che cosa vuoi dire? le chiese. Gli uomini si erano riversati sul binario ad aspettare il treno, sparpagliandosi per cinquecento metri.
Che il peggio deve ancora venire.  dietro l'angolo. Li faccia rientrare, e in fretta.
Trent corse dietro ai suoi. Aveva poche speranze di persuaderli a tornare entro i confini fetidi del vagone, con il cielo sereno, ma doveva fare un tentativo. Sarebbe stato come dire al ketchup di rientrare nella bottiglia.
Missy si volt, e not un uomo con un occhio pigro che le sorrideva. Missy le disse, io mi chiamo Sonny. Sono uno dei ragazzi di Henry. Parla sempre di te.
S fece un ragazzo che dimostrava dodici anni, non fosse stato per lo sguardo stanco e vissuto, ma non ci ha mai detto quanto sei bella.
Tu devi essere Jeb gli disse. Henry parla sempre anche di te. Le bast pronunciare il suo nome per sentire una ftta al petto. La cosa che pi desiderava, in quel momento, era avere le sue braccia intorno a lei, sentire la sua voce che le diceva che sarebbe andato tutto bene. Ma lui era da un altra parte, lontano e al sicuro, in un posto in cui il vento non distruggeva le case, in cui non galleggiavano cadaveri lungo le strade allagate.
Io sono Franklin si present un uomo che al posto di un occhio aveva un buco circondato da pelle raggrinzita. Not che Missy stava guardando la ferita, e se la copr con la mano. Scusi, signora. Ho perso la mia benda durante l'uragano.
Franklin? chiese una vocina dal fondo del vagone. Sei tu? Violet venne avanti, strascicando i piedi. Il vestito era strappato e macchiato, i capelli erano una massa arruffata per via del vento e dell'acqua. Aveva un occhio gonfio e chiuso, perch colpito da un sasso.
Franklin l'abbracci, sollevandola da terra. Violet!
Lei si abbandon. Ma guardati le disse, adesso hai un occhio solo, come me. Non importa, insieme ne abbiamo due buoni. Di che altro ha bisogno una persona? Poi si volt verso Abe, che si era nascosto dietro le gambe della madre. E questo giovanotto chi ?
Mi chiamo Abe. Mi sono ferito a un braccio. Il taglio era lungo, profondo e rosa, come il morso di uno squalo.
Be', fammi dare un'occhiata. Non sono un dottore, ma ho visto tanti soldati con ferite peggiori di questa. Strapp la camicia dividendola in strisce, con cui fasci il taglio.
Eri un soldato? chiese Abe, gli occhi sgranati.
Gi. Lo eravamo tutti. E lo siamo ancora, a dire il vero. Ecco strinse la fasciatura, adesso sei uno di noi.
Un fischio. Udirono un fischio, forte e chiaro nell'aria ferma.
Missy alz lo sguardo e vide la testa dell'uomo calvo fare capolino dalla porta, gli occhi lucidi per l'eccitazione.  qui! Il treno  qui! esclam. Ve l'avevo detto. Andiamo, ragazzi, tutti a bordo.
Veniamo, Mr Watts fece Jeb.
Missy gli afferr la spalla. Non andate. Non  sicuro, l fuori. L'uragano sta per tornare, e...
Lemuel le diede una carezza, con la mano enorme. Non si preoccupi, madam, saremo a met strada per Miami, quando l'uragano sar qui.
Franklin disse Violet da' retta a Missy. Non andare. Non  sicuro. Resta qui, con noi. Mise un braccio intorno alle spalle strette di Abe.
Con voi? La domanda ne conteneva un'altra. Fece un passo esitante verso di loro. Intendi dire...?
Violet tir fuori qualcosa dalla tasca. Un piovanello, intagliato in un pezzo di legname trasportato dalla corrente. Guarda. Lo porto sempre con me. Mi fa sentire al sicuro. Tu... mi fai sentire al sicuro.
Jeb gli diede una pacca sulla spalla. S, farai meglio a restare. Non voglio avere intorno i tuoi modi goffi, quando saremo a Miami. Gli strizz l'occhio e usc, con Sonny e Lemuel.
Franklin grid loro: Adesso badate voi a Jeb. Mi avete sentito? Non ha l'et per bere.
Jeb, Sonny e Lemuel s'incamminarono lungo il binario allagato, in direzione del treno. Il faro della locomotiva illuminava un'immensa massa di uomini in movimento. Per quanto ansiosi di salire a bordo, non avevano fretta, si stavano godendo il momento di tregua fumando sotto quel cielo stellato e sereno.
Che cosa farai, una volta a Miami? chiese Jeb a Lemuel.
Ordiner una grossa bistecca e un secchio di birra. Jeb gli lanci un'occhiata sorpresa. Lemuel non beveva.
Tutto quello che voglio intervenne Sonny,  dormire in un letto vero, per una notte soltanto.
Merda fece Jeb, ma che avete tutti quanti? Siamo sopravvissuti a un uragano. Avete idea di quanto adoreranno la nostra storia le signore?
Mentre si avvicinavano al treno, Jeb ud una voce familiare, che squarci il rumore e la confusione. Cerc tra la folla, gli occhi che passavano svelti da un viso all'altro, finch non lo vide.
Ci ringrazierete dopo! gridava Henry, esasperato. Portate il culo a bordo. Subito! Era circondato da un gruppo indisciplinato di veterani che volevano stringergli la mano. Il ritardo del treno e gli orrori delle ultime ore avevano generato in loro una sorta di euforia, che li rendeva ancora pi difficili da gestire.
Capo! grid Jeb. Lui e gli altri si fecero largo tra la folla, e lo raggiunsero. Lemuel lo sollev di peso. Non puoi proprio stare lontano dai tuoi vecchi amici, eh? gli chiese Sonny.
Sul viso di Henry si allarg un sorriso enorme, che spar altrettanto velocemente. Adesso sbrigatevi, montate sul treno. L'uragano non ha ancora finito, con noi. Lanci un'occhiata cauta al cielo. Devo trovare Missy e Selma. Dov' Franklin?
Aspetter con la gente del posto in quel vagone merci laggi gli rispose Jeb. Con la sua bella.
A proposito di belle... fece Sonny.
Jeb diede una pacca sulla spalla a Henry. In quel vagone c' una persona che devi vedere.
Henry si mise a correre. Da sopra la spalla, disse loro: Salite su quel treno...  un ordine! Di voi mi occuper pi tardi.

...

23.
Selma aveva impiegato pi tempo del previsto a guadare l'acqua lurida fino allo studio di Doc, e a ogni passo si era pentita di aver preso quella decisione. Era un'impresa disperata, lo sapeva, l'aveva saputo sin dall'inizio. Sentiva che Mamma se nera andata. Naturalmente, non poteva dirlo a Missy. Eppure era l, all'aperto, sotto l'occhio di un uragano. E per che cosa? Per confermare quello che gi sapeva, quello che il tetto crollato dello studio le aveva detto quando finalmente era arrivata? Potevano esserci dei superstiti sotto quell'enorme mucchio di legname frastagliato, ma si era detta che le probabilit erano decisamente scarse.
Adesso si costrinse ad accelerare il passo, mentre tornava verso la stazione. Gli altri dovevano gi essere al riparo nei vagoni merci, il cui peso sarebbe dovuto essere una difesa sufficiente da qualunque oggetto il vento vi avesse scagliato contro. Sott'acqua, qualcosa le sfiorava le gambe. A volte erano cose morbide. Cercava di non pensare a cosa potessero essere. Un procione morto le pass accanto galleggiando, le zampe abili incurvate sul muso: l'acqua, l'elemento che tanto amava, aveva avuto la meglio su di lui. Dal nulla apparve un mocassino acquatico, pi vivo che mai, che andava veloce verso di lei, le mascelle bianche che brillavano nel buio, spalancate e pronte a mordere. Selma afferr il palo di una recinzione rotta, e lo us quasi fosse una mazza da baseball. Colp il serpente alla testa, e lo scaravent via, nell'oscurit. Vergogna, i mocassini sono buoni da mangiare. Quando finalmente l'uragano avesse finito con loro, non avrebbero avuto niente da mangiare e da bere, forse per giorni. Per Selma, era quello l'incubo peggiore. Con immensa tristezza pens alle mensole piene delle sue conserve riposte con cura, ai cibi in scatola allineati nel capanno, alla torta di limone che aveva sfornato proprio quella mattina. Niente. Non c'era pi niente.
Pens alle facce delle persone nel negozio di Jenson, persone che vivevano da sempre accanto a lei, persone che pensava di conoscere. Non avrebbe mai dimenticato le loro espressioni, un misto di vergogna, di paura di morire e di determinazione. Era tempo di accettare che niente avrebbe mai cambiato le cose a Heron Key, neanche la morte o la distruzione. E, se non le piaceva, le restava una sola cosa da fare. Se voglio ricominciare da capo, dovr farlo da un'altra parte.
Aveva trascorso la vita entro un raggio di trenta chilometri da Heron Key. Non aveva mai provato il desiderio di andare altrove. Missy le aveva mostrato immagini di altri luoghi, su giornali di Miami letti e abbandonati dai proprietari, e naturalmente sulla sua adorata enciclopedia. Forse sarebbe andata in Georgia. Dicevano che era bello, l. Ma perch non in un posto completamente diverso, lontano da tutti i ricordi? In Jamaica? Ad Aruba? Diavolo, perch non in Francia? A Henry  piaciuta. Henry: era lui il viaggiatore, in famiglia. Gi da bambino parlava del mondo. Disegnava i continenti nella sabbia, e poi li riempiva con conchiglie diverse. Cos come sentiva che Mamma se nera andata, sent anche che Henry non era lontano. Dove sei, fratello mio? Cose che ti ha fatto tornare qui?
No, si rese conto che non avrebbe mai lasciato Heron Key. Tra lei e quel luogo c'era un legame indissolubile. E, comunque, era convinta che le persone fossero uguali ovunque: la distanza non contava. L'unico modo per fuggire da esse era volare sulla luna.
L'occhio dell'uragano cominci ad annuvolarsi. La stazione non era proprio vicina. Il vento soffiava sull'acqua formando delle creste. Doveva accelerare il passo.
All'improvviso, il terreno divenne infido e irregolare.
Probabilmente ho lasciato la strada. Lo tastava con le dita nude, le scarpe le aveva perse. Prese una storta a una caviglia, mettendo un piede in un buco. Lo liber e cerc di aumentare la velocit nonostante il peso dell'acqua, spingendo pi forte con le gambe e chinandosi in avanti.
E poi inciamp.
Il piede destro s'infil in una buca e rimase incastrato. Qualcosa di pesante, dotato di denti aguzzi, le bloccava la caviglia, infilzandosi nella sua carne ogni volta che provava a liberarsi. Quando prov a tastare sott'acqua, le mani le rivelarono l'orrenda verit: il piede era impalato su un oggetto appuntito. Era stato trapassato da parte a parte. Il dolore e la rabbia le strapparono un grido. Prov a sollevarlo, ma la morsa si strinse. Una rapida occhiata al cielo e il suo orologio interno le dissero che le restava poco tempo. Adesso, sentiva su di s l'alito caldo di Agaou. D'un tratto, l'acqua si ritir. E allora cap: presto sarebbe arrivata l'onda. Non avrebbe avuto nessuna possibilit, l all'aperto. Di l a poco sarebbe tornato l'uragano in tutta la sua furia.
Non aveva altra scelta: doveva sacrificare il piede. Un sacco di gente viveva tranquillamente con uno solo. Tir e tir, con tutte le sue forze. I denti affondarono ancora di pi nella carne. Era bloccata, proprio come un orso caduto in trappola.
Con le mani tast tutt'intorno per cercare un oggetto che fosse abbastanza affilato da tagliare, ma trov soltanto inutili pezzi di legno. No, no, cos non va brontol nell'oscurit deserta. Aiuto! chiam. Qualcuno mi aiuti! Ma non ud alcun suono, a parte un rombo debole e distante che andava via via avvicinandosi.
Sollev gli occhi al cielo appena in tempo per veder scomparire le stelle.
Andiamo, Dwayne disse Noreen. Non possiamo passare la notte su questo furgone. Io ho bisogno di andare al bagno, e Roy ha il pannolino sporco. Guarda, l'acqua si  abbassata, dovremmo soltanto...
Fa' silenzio un minuto le disse lui. Lo senti? Dwayne percep un cambiamento nell'aria. Noreen aveva ragione, improvvisamente l'acqua si era ritirata, come se qualcuno avesse tolto il tappo da una vasca da bagno. Ma il vento aveva ripreso a soffiare, pi forte di prima. Udirono un suono, a cui inizialmente non diedero importanza. Un suono basso e stridente, che somigliava alla camminata pesante di qualche gigantesco animale. Dwayne la sent con l'istinto, pi che con le orecchie. La vibrazione di una cosa incredibilmente pesante che si avvicinava a grande velocit.
Noreen aveva aperto la portiera. Be', io vado...
No, non farlo! le url, ma era troppo tardi.
L'onda fu su di loro.
Era enorme. Invest il furgone e lo trascin via quasi fosse di legno di balsa, anzich di spesso acciaio. Tutti i finestrini cedettero, e l'acqua invase l'abitacolo.
Dwayne sent gridare Noreen, allung una mano verso di lei ma al suo posto trov Roy. Cerc di tenere la testa del piccolo al di sopra del torrente, che gli sal fino al mento e tent di entrargli nella bocca e nel naso. Attravers il furgone come un fiume impetuoso, e trascin fuori Noreen attraverso la portiera aperta. Dwayne riusc ad afferrare la sua mano appena in tempo.
Dwayne!
L'acqua lo colp con una forza tale che la sua presa su Roy si indebol. Aveva bisogno di entrambe le mani per tenerlo.
Resisti! grid, ma Noreen guard lui e poi Roy, e poi di nuovo lui. E prese la sua decisione: chiuse gli occhi e lasci andare la mano di Dwayne. Un attimo dopo, era svanita.
L'acqua si chiuse sopra il capo di Dwayne, che continu a tenere Roy al di sopra della superficie, spingendolo
verso il tetto del furgone. Il corpicino del bimbo era floscio, privo di energia. E intanto il furgone continuava a spostarsi lateralmente, spinto a gran velocit dal pugno liquido dell'onda. Da un momento all'altro Dwayne si aspettava un impatto violento, che gli avrebbe strappato via Roy. Gli bruciavano i polmoni per la mancanza d'aria. Riusc a sollevare la bocca al di fuori dell'acqua, inspir profondamente e torn sotto. Avrebbe fatto di tutto per salvare Roy, fino a quando non fosse pi riuscito a respirare. Era quella l'unica cosa che contava. Gli sembrava impossibile che l'oceano potesse contenere tanta acqua, eppure continuava ad arrivarne.
Il suo mondo si rimpicciol all'improvviso. C'erano solo quella sacca d'aria, il corpo di Roy tra le sue mani, la lotta per respirare. Le onde presero un ritmo, come la risacca, e Dwayne cominci ad adattare il suo respiro alla marea, inspirando quando l'acqua si abbassava. Le braccia gli facevano male. Cominciava a sentire le mani intorpidite. Gli sembrava di stare in quella posizione da ore, ma probabilmente erano passati solo una decina di minuti. Una murena morta attravers l'abitacolo. La coda setosa gli accarezz una guancia.
Non si sentiva pi le mani, ma il peso di Roy c'era ancora. A ogni boccata d'aria aveva appena il tempo di controllare che il bambino respirasse ancora.
Poi il furgone colp qualcosa di solido, che ferm la sua corsa laterale. Dwayne dovette fare uno sforzo per non mollare la presa. Le mani erano come due pezzi di carne morta.
I muscoli delle braccia erano in fiamme. L'acqua si ritir appena, consentendogli di tenere il viso fuori. Qualunque oggetto avesse arrestato il loro progresso aveva assorbito l'impatto con il furgone senza farlo a pezzi. Riusc a malapena a distinguere le linee dei rami aggraziati e arcuati al posto della portiera. Mangrovie. Ma certo. Erano in grado di resistere a tutto, persino ai venti di un uragano, e adesso stringevano il furgone in un abbraccio. Dwayne prese una serie di respiri, grato di avere intorno quel cuscino.
Roy, stai bene?
Roy apr gli occhi. Dwayne si rese conto che non erano soli. Diversi corpi nudi, anonimi nella morte, erano avvolti come amanti attorno alle radici delle mangrovie.
Dallo a me. Era Zeke.
Senza esitare nemmeno un istante, Dwayne gli pass il bambino. Le braccia gli caddero in acqua quasi gli fossero state amputate. Quando il sangue riprese a circolare nelle mani, prov un dolore lacerante. Non riusciva a muovere le dita. Il vento ricominci a sbattere l'acqua contro il furgone, e contro tutto quello che trovava. Un pezzo di cemento grande quanto una palla da bowling fin contro il telaio della portiera, accanto alla sua testa. Sembrava che gli elementi, non essendo riusciti ad affondare il furgone, volessero picchiarlo a morte.
Andiamo gli disse Zeke, vieni qui dentro.
Dwayne non vedeva nulla, oltre al profilo delle mangrovie. A poco a poco, le mani ripresero sensibilit. Si spinse avanti, seguendo la voce di Zeke. Una volta dentro gli alberi, vento e potenza dell'acqua diminuirono notevolmente. Riusciva a stare in piedi, e a respirare senza problemi. Mentre camminava, fu raggiunto dai rumori orribili del furgone che veniva raggiunto da altri missili. Quando ritrov Zeke e il bambino, era ormai nel folto della foresta di mangrovie. Di Poncho non c'era traccia. Zeke aveva messo Roy su una zattera realizzata con vecchie camere d'aria di pneumatici, che ondeggiava delicatamente per il movimento degli alberi. Il piccolo tese le braccia verso Dwayne. Dwayne lo prese in braccio, e se lo strinse al petto. In quel momento, pens che sarebbe stato felice di rimanere l per il resto della sua vita, in quel punto preciso.
Poi i suoi occhi furono attirati da qualcosa di chiaro, rimasto impigliato tra due rami. Era una sciarpa, con dei rami di caprifoglio stampati.
Al negozio di Mitchell, l'atmosfera era cupa da quando Selma e gli altri erano stati costretti ad andare via.
Jenson Mitchell era seduto sulla porta che dava sul retro, da solo. Sapeva che era da incauti, e da irresponsabili. Non era sicuro rimanere fuori, sotto l'occhio. Alz lo sguardo. Il cerchio di nubi era quasi scomparso. L'acqua sporca sciabordava contro i gradini. Non avevano ancora visto la parte peggiore di quell'uragano, se i venti di coda avessero provocato un'ondata. Non ci sarebbe voluto molto per sommergerli tutti. Adesso sarebbe dovuto essere dentro, a calmare quelle persone, a rassicurarle... i suoi amici, i suoi vicini, gente che conosceva da tutta la vita. Ma non poteva. Aveva bisogno di allontanarsi da tutti.
Qualcuno era uscito per sgranchirsi le gambe o per fare i propri bisogni, dal momento che il gabinetto era traboccato ore prima, ma i pi erano rimasti dentro, nonostante le condizioni terrificanti. Non avrebbe saputo dire se non uscissero per paura dell'uragano, o per timore di perdere il posto, o per entrambe le cose.
Studi quella gente quasi appartenesse a una specie sconosciuta. Se non fosse stato per Trudy, se ne sarebbe andato e li avrebbe abbandonati al loro destino. Si era sempre considerato un brav'uomo. Non un grand'uomo, quello mai, ma una persona onesta, che avrebbe cercato di fare del suo meglio per il prossimo in qualunque situazione. Aveva fallito, e quell'amara consapevolezza rischi di soffocarlo. Avrebbe potuto, dovuto fare qualcosa. Anche se non si poteva negare che Heron Key avesse i suoi problemi, era sempre stato felice, persino orgoglioso, di considerarla casa sua. Pens alle generazioni della sua famiglia, e a tutto quello che avevano investito in citt. Il negozio non era solo un posto in cui comprare provviste; era anche un luogo in cui si andava a portare e a ricevere notizie, a chiedere aiuto, o anche solo a parlare con qualcuno. La citt era andata distrutta, ma sapeva che poteva essere ricostruita, che sarebbe stata ricostruita. Tuttavia il danno peggiore, finora, non poteva essere riparato con nessuna somma di denaro, n tantomeno con il lavoro: l'uragano si era portato via quell'immagine della vita che aveva custodito gelosamente. Non c'era pi. Se nera andata per sempre.
Trudy lo raggiunse. Vieni dentro, figliolo. Non  sicuro, qui fuori. Il vento si era levato ancora. Gli scost i capelli dal viso. Il cielo era di nuovo una massa di nuvole indaco. Non avresti potuto fare niente.
Avrei potuto fermarlo disse lui, miseramente. Avrei potuto afferrare la pistola di Ronald e...
Non era l'unico a volere che se ne andassero sottoline lei. Altri avrebbero preso il suo posto. Alz le spalle.  cos che stanno le cose.
 cos che stanno le cose... Jenson scosse il capo. Forse hai ragione tu. Ma, senza Ronald al comando, forse sarebbero prevalse le norme del vivere civile. In fondo sono brave persone, lo sai.
S, ma le brave persone, quando temono per la propria vita, non sempre fanno la cosa giusta.
Jenson fiss il pavimento di legno consumato, inciso dai segni profondi lasciati dai passi di generazioni di Conch. Avrei dovuto fare qualcosa, prendere posizione. Forse avrei fallito, ma questo conterebbe qualcosa...
S, e magari ti saresti beccato una pallottola, e i neri se ne sarebbero dovuti andare comunque. E a che cosa sarebbe servito? Lanci un'occhiata allarmata al cielo. Vieni dentro. Subito.
Ebbero appena il tempo di chiudere la porta, e il vento si avvent sull'edificio. Era pi potente, pi furioso. Le raffiche di qualche ora prima erano riuscite a indebolire la struttura. Quelle di adesso colpivano il negozio, ancora e ancora, con una forza frenetica. Con un ringhio terribile e lacerante, le tavole cominciarono a separarsi. Si ud un forte gemito, seguito da un crack. Sbalordito, Jenson vide i perni d'ancoraggio di acciaio pesante che venivano tranciati. In tre si gettarono contro la porta per tenerla chiusa.
Il pavimento si sollev, si inclin da una parte e poi dall'altra, come una tavola da surf. L'intera costruzione era alla deriva. Le persone caddero una sull'altra, piangendo e urlando di terrore, mentre le pareti cominciavano a rompersi.
E poi il retro dell'edifcio si alz, come se una mano stesse tentando di farli cadere fuori. Cominciarono a scivolare verso la porta, e cercarono di aggrapparsi a qualunque oggetto solido, mentre il mondo si rovesciava. Cyril si avvinghi a Sam, che abbaiava isterico. Warren Hickson era abbracciato al generoso girovita di Mabel. Cynthia aveva le braccia intorno al collo di Ronald. Fa' qualcosa, Ronnie! url. Non voglio morire!
La porta scardinata fin addosso a Warren, il quale fu trascinato via prima che qualcuno avesse il tempo di aiutarlo.
Warren! grid Mabel, ma un attimo dopo anche lei perse l'appoggio e and sotto.
Marilee si teneva aggrappata a Tim con una mano, mentre con l'altra stringeva Nathan.
L'inclinazione del pavimento aument. In un istante, Jenson si rese conto che l'intero edificio stava per capovolgersi. Dovevano uscire di l, o il negozio sarebbe diventato una tomba di massa. Un vento del genere avrebbe portato con s il mare. L'onda stava arrivando, si sarebbe abbattuta su di loro di l a pochi momenti. Dovevano raggiungere una zona pi elevata, e l'unico posto che gli venisse in mente era l'argine della ferrovia.
Ascoltatemi, tutti quanti! grid, per farsi sentire al di sopra delle urla e del fischio del vento. Dobbiamo uscire di qui. Preparatevi a correre, dovete essere velocissimi! Andate alla ferrovia!
Il locale si inclin ancora, al punto che la gente cominci a scivolare fuori dalla porta aperta, per essere afferrata dal vento e dall'acqua.
Cyril cull Sam tra le braccia. Coraggio, bello! Usc, e un attimo dopo sparirono tutti e due. Altri seguirono, in preda a una fretta improvvisa. Il negozio non era pi un rifugio. Persino l'uragano faceva meno paura dell'idea di restare chiusi l dentro, mentre l'edificio veniva fatto a pezzi.
Jenson si volt per andare a prendere Trudy, ma non era pi accanto a lui. Quando l'ultima persona varc la porta, dal retro del negozio si ud uno schianto terribile, seguito da un urlo. Jenson si trascin in quella direzione, mettendo una mano davanti all'altra, fino a raggiungere il magazzino.
Mamma, dove sei? Vedeva solo acqua turbinante, scura.
Quaggi, Jenson! fece lei, e nella sua voce c'era panico puro. Quaggi!
Nell'angolo pi lontano, Trudy era intrappolata sotto il pesante frigorifero industriale. Il torace era libero, la testa appena al di sopra dell'acqua, ma il resto era nascosto, schiacciato sotto quintali di metallo.
Jenson, le mie gambe! Non le sento pi!
Le lacrime le scorrevano lungo le guance. Il viso era bianco per il dolore, gli occhi folli di paura. Non aveva mai visto sua madre farsi prendere dal panico. I suoi muscoli furono attraversati da una scossa elettrica. Si gett sulla macchina, prov a sollevarla con tutte le sue forze. Niente, non si mosse. And dall'altro lato e fece lo stesso, con il medesimo risultato. Si guard intorno, disperato, alla ricerca di qualcosa da usare come leva, ma l dentro non era rimasto pi niente. Erano soli all'interno di quella struttura che si stava impennando, e che a poco a poco si disintegrava, come l'attrazione di un lunapark dell'orrore.
Resisti! disse alla madre. Ti tirer fuori di qui! Andr tutto bene!
La costruzione si inclin ulteriormente rispetto all'asse. Jenson si aggrapp al telaio della porta. Trudy url. Si ud lo scricchiolio del legno che si spezzava. Una trave del tetto gli pass accanto alla testa. La finestra esplose verso l'esterno, mentre la pressione dell'aria precipitava ancora. Si lanci contro il frigorifero con tutto il peso del corpo, pi e pi volte, senza sortire alcun effetto. E poi uno snap: la sua clavicola che si fratturava. Non riusciva a sollevare il braccio. Si gir dall'altro lato, pronto a fratturarsi l'altra, ma Trudy gli url: Basta, fermati! Non puoi farcela, Jenson, non questa volta. Sta arrivando l'onda, lo sai. Aveva gli occhi asciutti, adesso. Parl svelta, quasi con calma, anche se il dolore le contorceva il viso in una smorfia orribile. Devi metterti in salvo. Devi cercarti un punto pi elevato. Esci di qui. ti supplico. Va' via. Ora.
L'edificio ululava e si dimenava, quasi fosse tra le fauci di un leone. Il tetto salt via, e la pioggia si rivers su di loro. Jenson diede un'occhiata a quel che era rimasto del luogo che aveva dato loro da vivere, che aveva permesso loro di mantenersi per tanto tempo. E poi si sedette accanto a lei, appoggiandosi al frigorifero immobile. Con il braccio sano, le accarezz i capelli. Sotto il fragore del vento, sent il pulsare inconfondibile dell'onda che si avvicinava. Non era lontana. Non avrebbero dovuto aspettare molto.
Aveva sentito da qualche parte che i morti conservano negli occhi l'immagine dell'ultima cosa che hanno visto. E Jenson si volt a guardare quel viso che amava tanto.
Mamma le disse, mi conosci. Sai che non lo farei mai.

...

24.
Missy era distesa sul pavimento del vagone, in attesa di quello che la notte avrebbe portato, ancora. Il suo cuore continuava a pompare sangue in un corpo che non le apparteneva. Era come se il vento l'avesse svuotata completamente. Restava solo un guscio vuoto, un guscio che continuava a respirare, ma che non sentiva pi niente. Era grata di quell'insensibilit, sperava che durasse. Trovarsi sotto l'occhio di un uragano, pens, era come stare sdraiata in mezzo alla strada, paralizzata, davanti a un rullo compressore. Non c'era modo di togliersi dalla sua traiettoria. Potevi solo prepararti alla meglio. E aspettare quello che sarebbe venuto.
Intorno a lei, gli altri si sistemarono sul pavimento duro, in preda a un'angoscia silenziosa. Franklin stacc un pezzo di porta per fare una stecca per la gamba fratturata di Ike. Il vagone era abbastanza grande e pesante da proteggerli, ma comunque non sarebbe stata una passeggiata.
Missy voleva soltanto dormire, magari per sempre. S, decise. Era questo che voleva: cadere in un sonno senza fine. E lasciare che il vento la portasse via. Il vento: ricominci a sibilare attraverso le fessure nelle pareti. La cortina di pioggia si allungava sotto la porta. Sarebbe stato cos facile alzarsi e uscire. Non c'era motivo di restare. Selma e Mamma sarebbero dovute essere l, ormai. Mamma non si era mai fidata dell'acqua, non dopo che Billy era morto annegato. Al pensiero di lei l fuori, spaventata e sola... E Henry, non c'era pi. Da quando era andato via, era stata torturata dal sogno che fosse tornato. Un sogno cos reale che ogni risveglio senza lui accanto era stato una pugnalata al cuore.
E le sue braccia sentivano la mancanza di Nathan. Razionalmente, sapeva che il negozio era il posto migliore per lui, il pi sicuro, ma desiderava ancora stringere al petto quel fagottino caldo dal profumo dolce. Si era presa cura di lui ogni giorno della sua vita. E adesso il vuoto era quasi troppo grande da sopportare. La loro casa, il giardino, le galline, tutto ci da cui dipendevano... se nera andato tutto. La sua vita... La rivoleva, rivoleva la vita che aveva avuto il giorno prima, in tutti i suoi dettagli pi banali. Voleva sedersi di nuovo sulla veranda accanto a Mamma, immersa nel chiocciare sommesso dei polli, a sbaccellare piselli e a parlare della giornata fino a quando le zanzare non diventavano insopportabili. Voleva rivedere quell'espressione di Henry, quel sorriso di stupore e di meraviglia, quasi non riuscisse a credere alla sua fortuna.
Niente. Non c'era pi niente.
Il senso di perdita le form un nodo in gola, un nodo tagliente ed enorme, che le rendeva difficile respirare. Chiuse gli occhi e prov a svuotare la mente. In verit, non le importava granch di quello che le sarebbe accaduto. S, aveva portato le persone al deposito dei vagoni merci. Ma quello che le era parso un grande successo adesso era una formica che morsicava il dito di un puma. Il puma non se ne sarebbe nemmeno accorto, e la formica sarebbe stata calpestata comunque. Non faceva differenza se affrontava quella notte impaurita, calma o in preda a un attacco di follia, come Ike, che era seduto in un angolo e borbottava tra le mani. Niente poteva fare la differenza.
Trambusto alla porta. Si volt, cercando di mettersi comoda e di immergersi nel nulla, coprendosi le orecchie con le mani. Ma poi un suono penetr nel suo torpore. La sent. La sua voce.  soltanto un altro sogno crudele.
Missy fece lui e, quando Missy apr gli occhi, lo vide, in piedi sopra di lei. Dal suo viso cadde una pioggia di gocce argentate.
Incapace di parlare, lei si limit a fissarlo. Henry la sollev dal pavimento. Lei gli si aggrapp quasi fosse tutta la sua vita, afferr la sua camicia, non sapendo se era reale. Affond il naso nel suo collo. Aveva un odore orribile. Non puzzava mai, nei sogni.
Tra le lacrime, gli chiese: Ti sei rotolato in un porcile?
La baci, un bacio ardente sulla bocca, altri baci dolci sulle guance, sulla fronte, sulle mani. Hmm, nemmeno tu profumi di rose.
Sei qui gli disse in un sussurro. Sei davvero qui. Gli pizzic le braccia, le spalle, per convincersi che c'era davvero, che non era un altro scherzo del suo cervello assopito.
Dovevo tornare. Non potevo lasciare che la mia ragazza preferita si godesse tutto questo divertimento da sola, no? La strinse a s. Sono stato un maledetto stupido a lasciarti le sussurr tra i capelli sporchi e ingarbugliati. D'ora in poi farai meglio ad abituarti ad avermi intorno, mi hai sentito?
Missy non riusc a controllarsi. Tutto il suo corpo cominci a tremare, dopo aver trattenuto tanto a lungo la tensione, quasi fosse scoppiato un terremoto dentro di lei. Lui la tenne abbracciata, e aspett. Quando si fu calmata, diede un'occhiata al vagone.
Un momento... perch voi non siete al rifugio? Dov' Selma? E Mamma?
Non lo sappiamo gli rispose, la voce strozzata dall'emozione. Il turbine di sentimenti, trattenuti per tante, lunghissime ore, le annebbi i sensi. Dovette costringersi a pronunciare quelle parole. Mamma non era al negozio. Selma  andata a cercarla da Doc, ma non  tornata... E... Henry, hanno preso Nathan, me l'hanno portato via quando ci hanno mandato via dal negozio, loro...
Vianno mandato via dal negozio? chiese lui, mentre guardava incredulo le facce stanche, malconce.
S gli rispose Franklin.  stata Missy a portare tutti qui. Li ha condotti al sicuro.
Ma che diavolo...
Da fuori giunsero delle grida.
Un ragazzo con i capelli rossi e lo sguardo eccitato apparve sulla porta. Quando si tolse il berretto di John Deere per asciugarsi la faccia, Missy lo riconobbe. Era il giovane che Henry aveva preso in ostaggio quando era fuggito al nord. Henry disse adesso, devi venire subito, ci sono un sacco di uomini che non sono ancora saliti sul treno. Ken sta dando fuori di matto.
Missy era confusa. Il ragazzo sembrava in buoni rapporti con Henry. Com'era possibile? In effetti, c'era qualcosa di pi: la sua espressione era la stessa che aveva visto sui volti degli uomini di Henry, quando le avevano parlato di lui.
Che cosa vuoi che faccia?
Falli salire, Jimmy. E di' a Ken che sto arrivando.
Oh, ma non metterci troppo, sai com'... Jimmy si interruppe, e scrut tra la pioggia in direzione della citt. E quello che diavolo ?
Missy segu il suo sguardo.
Riusc a distinguere una miriade di sagome pallide nel buio, di dimensioni diverse, che venivano veloci verso di loro. Sent urla di dolore e di paura. Avvicinandosi, le sagome si rivelarono dei corpi. Una marea di bianchi, nudi, stavano correndo per mettersi in salvo, i vestiti strappati via dal vento. Correvano come se avessero il demonio stesso alle calcagna. Con l'ulteriore abbassamento della pressione, le poche strutture ancora in piedi esplodevano al loro passaggio.
Una cisterna per l'acqua prese il volo e and a schiantarsi in mezzo alla massa di corpi in fuga. Atterr un uomo al margine della massa, un uomo con un quadrato bianco sul viso, che fin a terra con un fortissimo scricchiolio, che il vento port fino a Missy. Una donna robusta si gett in ginocchio, accanto a lui, e si mise a urlare: Ronnie, non mi lasciare! C'era Cyril, riconoscibile grazie alla mano di metallo, con un fagottino floscio tra le braccia. Via via che si avvicinavano, Missy cominci a riconoscere altri volti. Le persone che stavano correndo verso di loro, nude e scalze sui coralli aguzzi, sui vetri rotti e sul cemento, meno di un'ora prima erano nel rifugio, al sicuro. Che cosa accidenti le aveva spinte ad andare via?
Ma prima ancora di aver aperto la bocca per formulare quella domanda, vide il motivo per cui stavano scappando. Alle loro spalle si innalzava un enorme muro d'acqua, alto almeno sei metri, la cui cresta sembrava sfiorare le nuvole.
Henry inspir, Oh, Ges Santo. Salt gi dal vagone, e corse incontro alla folla. Jimmy grid da sopra la spalla, entra e resta con Missy!
Non ci penso nemmeno! gli rispose il ragazzo, correndogli dietro.
I corpi nudi continuarono a correre verso la protezione dei vagoni, inseguiti dalla formidabile onda dalla cresta bianca. Missy fece spostare la gente dalla porta. Preparatevi disse. Fate spazio! Avanti, fate spazio!
Davanti alla massa che si avvicinava c'era una donna con un bambino tra le braccia, il cui pianto familiare riusc a fendere il fragore e il caos che turbinano intorno a Missy. Prima ancora di rendersene conto, salt gi anche lei e si mise a correre verso di loro. Nathan! grid. Sto arrivando!
E lui la sent! Gir la testa, i suoi occhi cercarono il suo viso. Marilee Henderson si ferm barcollando, e glielo mise tra le braccia. Il suo corpo era coperto di ferite e lividi, al punto che non le era rimasto nemmeno un centimetro di pelle sana.
Dov'Tim? chiese, guardandosi intorno, frenetica. Era accanto a me! Qualcuno l'ha visto? Devo trovarlo! Si volt per correre nella direzione dell'onda, che stava divorando il terreno che la separava da loro con delle boccate feroci. Gli altri le passarono accanto, gli occhi infiammati solo dalla determinazione di continuare a correre.
No! le url Henry. Non c' tempo, devi... L'afferr per un braccio.
Lasciami andare! gemette lei, divincolandosi. Tim! Tim, dove sei? La mamma sta arrivando, Tim! E corse verso l'onda.
Missy! grid poi Henry. Torna sul vagone! Prese una ragazzina che si era seduta a terra, in lacrime, i piedi ridotti a due ammassi di carne rossi. Ehi! Da questa parte! Seguitemi, tutti!
Missy corse come non aveva mai fatto in vita sua. Il vento le strappava i vestiti di dosso, ma non le importava. Nathan non pesava niente, sul suo petto. Le sue gambe pompavano, quasi fossero alimentate da carburante per jet. Avrebbe potuto correre tutta la notte. I suoi piedi andavano cos veloci che si sorprese di essere ancora a terra, anzich in alto, nel cielo della notte, come un aeroplano. L'onda avanzava con un rimbombo impressionante, alle sue spalle, ora vicina. Ma lei era pi veloce. Henry era al suo fianco, teneva in braccio la bambina che si era abbandonata mollemente a lui. Missy lo sentiva ansimare, ma forse era il suo stesso respiro a risuonarle nelle orecchie.
Violet e Franklin erano davanti a loro, sull'entrata del vagone, le braccia tese per afferrarla.
Vieni, Missy! le url Violet.
Ancora pochi passi e sarebbero stati in salvo, tutti quanti. Ci siamo quasi, ci siamo quasi. Un'ultima spinta, poteva farcela.
Missy! url Henry, senza fiato.
E un attimo dopo lei non c'era pi.
In cima all'argine, Trent stava dando fondo a tutte le sue energie per far salire gli uomini sul treno. Aveva la voce rauca per il tanto urlare, eppure loro continuavano a girare disordinatamente come se avessero tutto il tempo del mondo. Le stelle erano scomparse, soffocate da una nuvola spessa. Trent pens a quello che gli aveva detto Missy, a proposito della coda dell'uragano. Il vento aveva ripreso a soffiare, e arrivava quasi a coprire la sua voce. E sul marciapiede c'era ancora un'enorme massa di uomini che aspettavano di salire sul treno, alcuni feriti gravemente. Dovevano accelerare.
Si avvicin alla carrozza e chiese all'uomo sulla porta di dare una mano alla gente. Chi  il capo, qui?
Ken. Andate avanti! url a chi era gi salito. Spostatevi verso la coda del treno!
In quell'istante dalla sala macchine arriv un tizio dall'espressione accigliata, con un berretto da conducente.
Non mi piace, Moses disse al compagno sulla porta. Non mi piace neanche un po'. Siamo qui da troppo tempo. Perch non sono ancora a bordo? Saremmo dovuti partire gi da quindici minuti. Pi in fretta, Clarence aggiunse, rivolto a un altro. Devono sbrigarsi, pensaci tu.
Clarence stava aiutando un veterano il cui viso era nascosto da un lembo di cuoio capelluto. Hai l'aria di uno che  stato in guerra gli disse.
 cos, cazzo gli rispose l'altro, sollevando una mano per tener ferma la pelle. La peggior carneficina a cui abbia mai assistito. Non vedo l'ora di andarmene. Qualunque posto andr bene.
Dov' quel bastardo di Roberts? grid Ken. Dovrebbe aiutarci a ripulire questo disastro.
Henry aveva delle questioni personali da sbrigare spieg Moses, mentre faceva salire un uomo dal cui avambraccio fuoriuscivano schegge bianche d'osso.
Henry Roberts? chiese Trent.  lui che state cercando?
Tu chi sei? volle sapere Ken.
Trent Watts, sovrintendente di questo campo. Roberts  uno dei miei uomini. Stando alle ultime notizie che aveva ricevuto, Henry era fuggito al Nord, e invece rieccolo, come un'irritazione cutanea che non se ne vuole andare. Perch, in nome di Dio, sarebbe dovuto tornare in questo inferno? E poi pens alla donna dal viso dolce che aveva portato la sua gente - quasi annegata e malridotta - al vagone merci, in cerca di riparo. L'aveva avvertito dell'occhio dell'uragano. Che cosa ne vuoi sapere, tu?
Strinse la mano a Ken. In vita mia, non credo di essere mai stato cos felice di vedere qualcuno, Ken. Grazie, io...
Mi ringrazierai quando arriveremo a Miami brontol Ken, lanciando un'occhiata esasperata agli uomini che dovevano ancora salire. Cosa che non succeder, a meno che non fai accelerare il passo a quelli l fuori.
Uno dei tuoi potrebbe darmi una mano?
Ci penso io si offr Clarence, che subito dopo salt gi, in mezzo a quella marea umana.
Avvisami, non appena  salito anche l'ultimo ordin Ken a Moses. Io mi preparo alla partenza. E si volt per tornare in sala macchine.
Trent si mise a gridare con tutto il fiato che gli era rimasto nei polmoni: Muovetevi, cocciuti figli di puttana, portate i vostri culi sul treno, o vi lasceremo qui! Ho impiegato meno tempo a spostare cinquecento capi di bestiame!
Ma all'improvviso si rese conto che non lo stava ascoltando nessuno. La loro attenzione era altrove, rivolta verso
lo scalo merci. Si ud un gemito collettivo, che in un attimo crebbe fino a trasformarsi in un urlo orribile e ossessionante. Un urlo che trafisse il cuore di Trent come un pugnale fatto di paura. Conosceva quel suono, perch l'aveva gi sentito. Era il verso che emettevano gli uomini quando si rendevano conto che la morte era vicina.
D'un tratto la massa cominci a correre verso il treno, arrivando davanti alle porte in modo disordinato, al punto da non riuscire a entrare.
Trent sent la voce di Clarence: Oh, merda, guardate l...
L'onda falci i veterani ancora sui binari come una lama in un campo d'orzo. In un istante, ne port via a dozzine.
Trent afferr la rotaia con entrambe le mani. Con gli occhi chiusi, la testa china, rimase aggrappato e aspett che passasse. Ma l'acqua continuava ad arrivare. Gli strappava i vestiti. Gli tirava le braccia come se volesse staccargliele, ma lui non cedette, neanche quando fu investito da pezzi di macerie e dai corpi degli uomini che avevano mollato la presa.
I suoi polmoni chiedevano a gran voce aria, ma lui tenne la bocca serrata. Era come stare sul fondo del mare, sotto tonnellate d'acqua. E l'acqua lo colpiva con forza sempre maggiore. Altri corpi gli finirono addosso. Le mani lo sfioravano, in un ultimo tentativo di aggrapparsi alla vita. E poi se ne andavano. Ma l'acqua no, quella continuava ad arrivare.
La sua presa si indebol. Non poteva pi ignorare la pressione nei polmoni. Quando le sue mani persero anche l'ultimo briciolo di energia, and a unirsi ai suoi uomini. Ilpeso dell'acqua si abbatt sul treno con una violenza tale che tutte le carrozze furono trascinate gi dai binari, e dall'argine. Il convoglio intero si capovolse quasi fosse fatto di cartone. Solo la massiccia locomotiva rimase immobile. Jeb ud le urla di sorpresa e di dolore dalle carrozze che si ribaltavano, insieme allo schianto esplosivo dei finestrini che andavano in frantumi.
All'interno, il treno fu attraversato da parte a parte da un fiume impetuoso. Le carrozze oscillavano descrivendo archi impazziti, finendo sottosopra. Ken si aggrapp al telaio di un finestrino rotto, le gambe che si agitavano nella corrente. Aiuto! url. Qualcuno mi aiuti!
Moses tent di raggiungerlo, ma ogni volta l'acqua lo spingeva indietro. Con un ultimo sforzo, salt verso la finestra e afferr Ken per un braccio. Vi si appese, la testa bassa contro la corrente, e lentamente riusc a riportarlo all'interno della carrozza.
Jeb cadde e ruzzol, ancora e ancora, and a sbattere contro le pareti, i sedili, raggomitolato su se stesso. Dunque  questo che si prova a morire... in una lavatrice. E l'acqua spumosa continuava a entrare, agitata dal vento feroce. Lott per trovare un po' d'aria in quel mondo d'acqua nera, completamente disorientato. Impossibile dire che cosa stesse sopra e cosa sotto. Fu scaraventato ancora e ancora contro le pareti, contro il soffitto, contro il pavimento.
E proprio quando esaur la volont di combattere, l'acqua si ritir. E lui si ritrov in fondo a un intrico di membra, ansimante e sputacchiante. Solo il suo viso era al di fuori dell'acqua. Ehi! grid. Levatevi!
Un istante di trambusto e fu di nuovo libero. Alz gli occhi e vide il volto familiare di Lemuel. Grazie, amico gli disse senza fiato. Il vento rimbombava per la carrozza, rendendogli difficile udire la sua stessa voce. Dov' Sonny?
Lemuel accost le labbra al suo orecchio. Non lo so. Quando l'ho visto l'ultima volta stava aspettando di salire. Jeb, e adesso? Che cosa facciamo?
Jeb prov a guardare fuori dal finestrino, ma la pioggia gli bagn il viso e una noce di cocco gli pass proprio accanto. Era buio pesto. Impossibile capire dove l'onda li avesse portati. Potevano essere a pochi metri dall'argine, o in mare aperto. Nella carrozza, il vento urlava come un demone.
Non si vede un accidenti di niente, l fuori. Jeb si guard intorno. Gli uomini cominciarono a rialzarsi, a verificare l'eventuale presenza di ferite. Sembrava un autentico miracolo il fatto che fossero ancora vivi, solo ammaccati e scampati all'annegamento. Aspettiamo la luce disse. Aspettiamo la luce, e basta.
Amen rispose Lemuel.

...

25.
Henry vomit acqua di mare. Ancora prima di aprire gli occhi, cap che qualcosa non andava. Tutto il suo corpo provava un dolore acuto e lancinante, ma d'istinto si aggrapp con tutte le sue forze all'origine di quelle ftte. Era l'unica cosa solida, in quel mondo di vento. Il suo ruggito stridente gli riempiva le orecchie. Flagellava il suo corpo nudo, provava a strapparlo via, ma lui resisteva. Persino le gocce di pioggia erano aghi sulla sua carne.
Apr appena gli occhi. Sopra di lui non c'erano che nuvole; sotto, il buio. Si rese conto che c'era il vuoto, e guard gi. C'era qualcosa che si muoveva, che si sollevava e si abbassava delicatamente; riusc a distinguere solo dei vaghi confini. Era acqua; acqua che tornava nel luogo in cui doveva stare, e portava con s cadaveri, alberi, macchine e pezzi di legname.
Le sue mani scoprirono la causa del dolore. Nelle gambe, nel torace e nella schiena aveva delle spine grosse e aguzze. Cap: il sostegno a cui si era aggrappato con l'ardore di un amante appassionato era uno spinoso albero di Key lime. L'onda l'aveva scaraventato lass, a cinque o sei metri dal suolo.
Una raffica di vento fece oscillare l'albero. Henry si strinse pi forte, le mascelle serrate per non sentire il dolore. C' qualcuno? grid. Nessuna risposta. Pi su, sul tronco, distinse la massa immobile di un altro corpo. Impossibile capire se appartenesse a un uomo o a una donna. In ogni caso, non rispose al suo appello.
Tutt'intorno era il buio, la rovina. Nessun segno di vita. Forse sono morto anch'io. Forse il dolore era un miraggio, un'eco dei suoi ultimi istanti di vita, un ricordo che in qualche modo la sua carne aveva conservato. Ma no, era reale. Non poteva avere certezze riguardo a nient'altro, ma il dolore era assolutamente reale.
Il vento lo tirava per gambe e braccia, cercando di staccarlo dal tronco. Sarebbe stato cos facile lasciarsi andare, lasciarsi trasportare cos da riunirsi a Missy. Voleva stare con lei, ovunque fosse. Era arrivata vicinissima al vagone merci, a pochi passi dalla salvezza. E lui era convinto che ce l'avrebbe fatta. Ma poi il vento aveva afferrato lei e Nathan, e Henry aveva visto le sue gambe correre ancora, mentre la raffica la portava via. Dentro di lui, la consapevolezza di quella perdita tremenda si spalanc come un abisso, che prese a chiamarlo con la voce del vento. Lasciati andare, sibilava. Tutto quello a cui tenevi se n andato.
Sarebbe stato cos facile. Lasciati andare.
Qualcosa si mosse, non lontano da lui. Dall'albero accanto gli giunse un gemito sommesso. Chi  l? grid. Sono Henry. Henry Roberts! aggiunse, la voce rotta per il sollievo. Aveva cominciato a temere di essere l'unico superstite nella terra dei morti.
Henry? Jimmy. La voce era debole, ma riconoscibile. Sei tu?
Sembrava vicino, ma Henry non vedeva niente attraverso la gabbia di rami spinosi attorno a lui. Stai bene, Jimmy?
Non credo... ho qualcosa nel... Oddio, Henry, mi ha trapassato! Devo tirarlo...
No, non muoverlo, Jimmy! Devi lasciarlo dov'. Una raffica di vento quasi lo fece cadere dal punto in cui si era posato. Dovette fare appello a tutte le sue forze, per non cadere.
Un urlo dalla direzione di Jimmy.
Jimmy, ci sei ancora?
S. La voce era ridotta a un sussurro. Non credo di poter restare aggrappato ancora a lungo, Henry. Fa male. Molto male.
Henry lo ud appena, a causa del vento. Jimmy! chiam. Tuo zio Dwayne  orgoglioso di te, in questo momento. Doveva continuare a parlargli, se voleva salvare tutti e due.
Tu pensi... disse il ragazzo, con un colpo di tosse pensi che sia ancora vivo... da qualche parte l sotto?
Ma certo! lo rassicur Henry, quando in realt non poteva saperlo. Aveva gi visto tanti cadaveri corpulenti. Ci vuole ben pi di un venticello per abbatterlo.
 vero. Una pausa. Ma lui mi tratta come un ragazzino.
Voglio dirti una cosa disse, convinto. Tu non sei pi un ragazzino. Prov a togliersi le spine, ma riusc solo a provare pi dolore. Quello che hai fatto in questi ultimi giorni... be',  pi di quanto farebbero tanti adulti.
Un'altra pausa. Lo pensi davvero?
Non solo lo penso, ma lo dir a chiunque sia disposto ad ascoltarmi, incluso tuo zio Dwayne.
Ammesso che non ti spari appena ti vede.
S, giusto. La voce di Jimmy gli parve pi robusta.
Io ci ho provato gli disse adesso, tossendo di nuovo. Ho provato ad afferrare la ragazza con il bambino in braccio. Ma il vento era troppo forte. Li ha presi tutti e due.
Lo so, Jimmy. Lo so. Non l'avrebbe mai abbandonato, quell'ultima immagine di Missy che volava via. E appunto di questo che sto parlando.
Un altro silenzio. Le hai sentite anche tu? fece Jimmy.
Pietose grida d'aiuto si levavano dall'oscurit sotto di loro, dalle persone intrappolate sotto le macerie degli edifici, sotto il legname, gli alberi, le auto. Non poteva fare niente per aiutarle, ma le urla continuavano. Prov a coprirsi le orecchie per chiuderle fuori, ma quelle voci sembravano dentro la sua testa.
Non ascoltare, Jimmy. Starai bene. Scenderemo da qui e ci rimetteremo in sesto, vedrai.
E poi, una dopo l'altra, le voci tacquero.
Jimmy?
Nessun suono, al di l del sssshhhhhhh del vento tra i rami.
Jimmy, stai bene?
E poi Henry si rese conto di essere solo. Veramente solo. Oh, Jimmy disse, con un sospiro che sembr portarsi via anche l'ultima speranza a cui era rimasto aggrappato.
Era cos stanco. Il suo corpo era un collage di dolori, alcuni acuti, altri sordi. Non c'era una sola parte di lui che non gli facesse male. Aveva la sensazione di essere aggrappato a quell'albero da giorni, ma potevano essere passate solo poche ore. Presto avrebbe fatto mattina, ragion, anche se non sarebbe rimasto sorpreso di scoprire che il mondo era sprofondato nel buio eterno, e che non avrebbe mai pi rivisto il sole.
Aveva lottato tanto, per tanto tempo: aveva lottato per diventare un ufficiale dell'esercito, per avere il rispetto dei suoi compagni, aveva lottato contro il governo quando erano tornati a casa, e poi per migliorare le condizioni del campo. Aveva lottato per salvare le persone che amava... e aveva fallito. Quand'e stata l'ultima volta che mi sono sentito in pace con me stesso? Doveva tornare indietro, molto indietro.
Chiuse gli occhi.
Henry aveva di nuovo otto anni, era sulla spiaggia con Selma e Grace. Il sole rovente di mezzogiorno gli bruciava le spalle nude. I gamberi che avevano catturato lui e Selma bollivano in una pentola sul fuoco. Grace usava il machete per aprire delle noci di cocco. Lui e Selma bevevano il liquido dolce dai gusci.
Nella sabbia, Henry disegnava una mappa del mondo per Selma, e riempiva i continenti con conchiglie diverse. La sua preferita la riservava al Nordamerica; linee nette di telline, come ali di farfalle a strisce nei toni tenui del rosa, del verde e del blu. C'erano cappesante per l'Europa, gusci di molluschi bianchi e increspati per l'Asia, e patelle chiazzate per il Sudamerica. L'Australia era un'unica, grande conchiglia grande quasi quanto la sua testa, perch gli piaceva l'interno liscio e roseo. Non si poteva dire che Selma non fosse davvero interessata, ma non era un problema. Grace gli passava un piatto di gamberi con uno dei suoi rari sorrisi. Lasciali raffreddare gli diceva, o ti brucerai le dita. Ma lui ne prendeva subito uno, non vedeva l'ora di assaggiarne la polpa dolce. Grace rideva, guardandolo soffiarsi sulle mani.
Sent i crampi allo stomaco. Moriva di fame, ma a tormentarlo era soprattutto la sete. Il pensiero del latte di cocco gli caus un bruciore alla gola.
Alla fine, si concesse di pensare a Selma. Fino a quel momento, aveva avuto la certezza che si sarebbe salvata. Qualunque altro esito era inconcepibile. Semplicemente, lei non l'avrebbe permesso. Era pi probabile che le nuvole precipitassero al suolo, o che l'acqua scorresse verso monte.
E lui aveva sempre pensato che l'avrebbe sentito, quando lei fosse morta; che avrebbe ricevuto un segno, che ci sarebbe stata un'alterazione nella rotazione terrestre. Ma adesso non ne era pi sicuro, non era pi sicuro di niente. Non provava niente, niente di niente. E poi comprese: era quello il segno. Dentro di lui c'era il vuoto.
Allora prendimi, se ci tieni cos tanto. Ho finito di lottare.
Poi, probabilmente si addorment, perch gli parve di udire la voce di Jimmy che diceva: Henry, svegliati! Ma l'unico suono era quello del vento, ora pi debole, abbastanza da permettergli di allentare la presa. Pioveva ancora, ma guardando verso l'orizzonte lo vide: un fazzoletto di luce. E, davanti ai suoi occhi, si allarg sempre di pi, tingendosi di pesca e di turchese. Nella quiete subentrata alle raffiche violente, not la totale assenza di uccelli. Niente gabbiani, niente pellicani, niente aironi, niente egrette. Ma a stupirlo fu soprattutto l'assenza di poiane, nonostante quel tappeto di morte sotto di lui.
Finalmente riusc a distinguere la figura di Jimmy, un paio di alberi pi in l. Sembrava dormire, sostenuto da una culla di rami.
E guardandosi intorno, alla luce crescente dell'alba, Henry vide anche gli altri. Tutt'intorno a lui, gli alberi erano carichi di corpi. Alcuni erano in pose quasi rilassate, elegantemente appesi ai rami. Altri erano attorcigliati, in agonia.
A un ramo accanto alla sua testa era appesa una scarpina da bimbo. A un altro, un cappello da donna. Lo riconobbe: blu e grigiastro, con dei fiori rossi. Ora floscio e sporco.
E il resto dei rami erano decorati da quelle che sembravano stelle filanti, che fluttuavano nel vento. Ne afferr una e la strofin tra le dita. Era un brandello di stoffa, strappato da una camicia. I suoi occhi andavano di albero in albero. E per tutti si ripeteva la stessa scena: non ce nera uno che non fosse coperto di vestiti a pezzi.
Il sole perfor le nuvole da cui ancora cadeva pioggia. Come un riflettore, illuminava una distesa completamente devastata, da cui era stata strappata via persino la terra, a rivelare il nudo scheletro di corallo. Persino le palme, superstiti ostinate, erano state sradicate. A quanto potesse vedere, in qualunque direzione c'erano soltanto mucchi di legno spezzato, quasi fosse esplosa una segheria. Non c'era pi la citt, non c'era pi il campo dei veterani, non c'era nulla che ricordasse l'una o l'altro. Non si muoveva nulla, eccetto il mare in lontananza, dove onde grigie e furiose - gravate da corpi e detriti - si abbattevano sulla costa.
Il calore cominci a cuocere i cadaveri appesi agli alberi. Il tanfo acre della carne in putrefazione lo prese in fondo alla gola. Era un odore che conosceva bene, ma che aveva sperato di non dover sentire mai pi. Con il caldo arrivarono le mosche. Le scacci dalla sua faccia. Non ancora. Non puoi avermi, ancora.
La luce debole del mattino rivel i danni fatti dalle spine dell'albero. Le estrasse tutte, una dopo l'altra, fino a quando non fu libero.
Delle figure apparvero sotto di lui. Lentamente, cominciavano ad attraversare quella distesa desolata. Qualcuno aveva ancora indosso i vestiti, ma i pi erano nudi. Si tenevano ferite sanguinanti, i pi forti sorreggevano i pi deboli. Il vento portava grida di dolore, mescolate a voci che chiedevano aiuto. Vide la testa di una donna, sul terreno, la bocca aperta ma silenziosa. Il resto del corpo giaceva sotto le rovine del muro di una casa. Tre uomini stavano tentando di liberarla. Uno aveva cominciato a segare le travi che la bloccavano a terra.
Con un'ultima occhiata a quel che restava di Heron Key, prese il cappello con i fiori rossi, e cominci la lenta, dolorosa discesa.

...

Epilogo 
Due anni dopo
Dwayne spazzol i pantaloni di Roy, sporchi di sabbia. Era appena riuscito a vestirlo, e lui si era gi sporcato per dare la caccia a una lucertola nel cortile, correndo su quelle gambette velocissime.
Il bimbo lo guard, con gli occhi sgranati. Gli occhi di Noreen. Sembrava percepire l'importanza di quell'evento, anche se era troppo piccolo per comprenderla. Nel suo visetto, Dwayne vedeva il ritratto della moglie: l'arco delle sopracciglia, la forma della bocca. Pi cresceva, e pi tratti di lei venivano in superfcie.
La tua mamma sarebbe cos orgogliosa di te.
Non era sicuro che Roy la ricordasse. A volte la chiamava, nel sonno, quando aveva un incubo, ma perlopi sembrava che Dwayne fosse l'unico genitore che avesse mai conosciuto. Naturalmente, in un certo senso apparteneva anche lui ai superstiti di Heron Key. Avevano perso tanti di quei bambini che i pochi sopravvissuti alla catastrofe erano divenuti propriet della comunit intera. Ogni volta che andavano a fare la spesa o a spedire una lettera, impiegavano secoli, perch la gente riempiva Roy di premure e di dolcetti. Il bimbo era diventato bello paffuto, e a Dwayne andava bene cos. Non voleva pi vederlo magro com'era stato dopo l'uragano. Il suo stesso pancione non aveva pi recuperato la gloria di un tempo. Per giorni e giorni non avevano avuto niente, fino a quando non era arrivata la Croce Rossa. Se non fosse stato per le tartarughe catturate da Zeke, e per la cisterna d'acqua rimasta sui binari, per loro sarebbe potuta finire molto diversamente.
Voglio giocare con Nathan.
Dwayne gli accarezz i riccioli. La capacit di recupero dei bambini non avrebbe mai smesso di stupirlo. Avevano trovato Nathan dove il vento l'aveva lasciato cadere, a circa sessanta chilometri da Heron Key, ancora circondato dalle braccia di Missy. Era irriconoscibile a causa dei lividi, aveva entrambe le gambe fratturate ed era quasi morto disidratato. Il suo cuore si era fermato due volte, sull'aereo di salvataggio della Guardia Costiera. Nessuno l'avrebbe mai indovinato, adesso, vedendolo correre in giro. Gli unici danni permanenti, apparentemente, erano le gambe arcuate, una cicatrice che tagliava il sopracciglio sinistro, e la paura dell'acqua. Lui e Roy erano diventati inseparabili.
Ci sar anche lui, te l'ho detto. Dopo potrete andare a giocare, ma c' una cosa che dobbiamo fare, prima. C'erano voluti due anni frustranti, ma finalmente il monumento era stato completato, e pronto a essere mostrato al pubblico. Era stato eretto al posto del negozio di Jenson.
Erano pronti. Dwayne si caric Roy sulle spalle. Il bambino si aggrapp ai suoi capelli con le manine, e ridacchi, felice.
Sei pronta? chiese Doc. Faremo tardi.
Come sto? Hilda indossava un vestito di cotone blu, come i suoi occhi. Era la prima cosa che si era comprata, dopo aver vissuto per mesi con i vestiti donati dalla Croce Rossa. Diede uno strattone al vestito, che tirava sopra il ventre sporgente. Al quarto mese, non poteva pi nascondere la gravidanza. Questo non mi sta pi disse. Devo farlo allargare. Vorrei tanto trovare una sarta brava come Nettie.
Sei bellissima le disse Doc, dandole un bacio sulla fronte. Bellissima. Hilda aveva tentato di coprire le cicatrici con uno spesso stato di fondotinta. Il trucco sembrava evidenziare le linee e le pieghe lasciate dalle suture, ma la faceva sentire meglio, e per Doc era questa la cosa pi importante. A causarle imbarazzo era anche la bocca che pendeva lievemente da un lato, ricordo dell'ultimo attacco.
Adesso andiamo le disse lui.  ora.
Non lo so. Hilda giocherell con la gonna. Credo di piacermi di pi con quella rosa...
Doc sussult, quando Nathan lo tir per la mano. Piano, Nathan gli disse lei, pap ha mal di schiena, oggi.
Per Doc era giunto il momento di tornare a Miami per subire un'altra operazione, per rimuovere altri frammenti di legno dalla schiena. Alcuni erano inoperabili, perch troppo vicini alla spina dorsale per essere estratti. Sarebbero rimasti con lui fino alla fine, dolorosi souvenir di quella notte. Quando, finalmente, era spuntata l'alba, dopo l'uragano, aveva sentito le persone scavare tra le macerie, urlando i nomi dei propri cari. Lui non era riuscito a emettere alcun suono, intrappolato com'era sotto il peso del tetto crollato. Doc sapeva che nessuno si sarebbe aspettato di trovare dei superstiti sotto quel massiccio ammasso di legname. Se lui e Hilda erano sopravvissuti era soltanto perch le macerie avevano impedito all'onda, che era passata a una velocit misericordiosa, di portarli via. Ma non era riuscito a fare niente per attirare l'attenzione, nella posizione in cui si trovava, bloccato sul corpo di Hilda dalle travi crollate. Lei era rimasta priva di conoscenza per ore, ma l'aveva sentita respirare debolmente sotto di lui. Se Henry non li avesse trovati, deliranti a causa del dolore e della sete... be', avrebbero raggiunto amici e vicini sulle enormi pire crematorie che ardevano giorno e notte.
Diede un'occhiata alla casa che aveva cominciato a prender forma. C'erano ancora momenti in cui sembrava tutto irreale. Ogni tanto temeva che fossero solo dei fantasmi che fluttuavano nella vita di altre persone, legati per sempre al luogo in cui erano morti. Ma no, pensava, i fantasmi non usano chiodi e martello; non fanno colate di cemento. Hilda aveva voluto far demolire i resti della vecchia casa dei Kincaid. E cos ne avevano costruita una nuova, solida, con un rifugio antiuragano di cemento. Dopo due anni cerano ancora moltissime cose da fare, ma era un inizio. Doc aveva immaginato che avrebbero provato il desiderio di lasciare Heron Key per sempre, di trasferirsi al Nord, o all'Ovest... ovunque, purch lontano di l. Ma lei non si sarebbe mai sentita a suo agio in mezzo a degli estranei; si sarebbe sentita al sicuro solo tra persone che, come lei, erano sopravvissute a quella notte.
Va tutto bene, Nathan disse Doc al bambino. Non si sarebbe mai stancato di sentirsi chiamare pap. Nathan sembrava averlo accettato, e aveva cancellato qualunque ricordo di Nelson. Metti il guinzaglio a Sam.
Nathan lo agganci al collare. Il cane era stato ritrovato da una delle barche dei soccorritori, alla deriva in una cassa di frutta in scatola, l'artiglio di Cyril ancora attaccato.
Hilda si infil un paio di eleganti sandali color oro.
Sono molto belli comment Doc, ma poco pratici...
Lei gli mise una mano sul petto. S gli rispose con un sorriso, gli occhi blu che brillavano. Lo so.
Henry si diede una rinfrescata al viso e indoss una camicia pulita. La mattina si annunciava gi calda, e il pomeriggio prometteva afa. Era gi stato al memoriale, per assicurarsi che fosse tutto a posto. C'era voluto uno sforzo collettivo notevole perch fosse approvato, commissionato e consegnato, e tutto questo era stato reso possibile dai fondi della Legione Americana, dopo il rifiuto di contribuire da parte del Governo.
Puoi darmi una mano, Henry?
Henry pass nell'altra stanza, dove Missy era seduta sul letto, e cercava di allacciarsi la collana. Era una catenina d'oro con san Cristoforo, un regalo di Hilda e Doc come ringraziamento per quello che aveva fatto per Nathan. Henry agganci la chiusura e si chin a baciarla.
Missy gli mise le braccia intorno al collo, e lui la sollev e la mise sulla carrozzina, senza alcuno sforzo. Gli ci era voluto un po' per abituarsi - una volta l'aveva addirittura lasciata cadere, dimenticandosi di mettere il freno - ma adesso avevano stabilito una routine senza intoppi. E i progetti della nuova scuola per neri di Heron Key includevano tutte le rampe e le attrezzature necessarie per consentirle di girare, e persino un bagno speciale. Henry se nera assicurato personalmente. E aveva anche tormentato il consiglio scolastico affinch donasse all'istituto una nuova Enciclopedia Britannica. Era sorprendente quello che si poteva ottenere, pens, con i giusti ricatti morali.
Il primo semestre sarebbe cominciato di l a pochi mesi. L'edifcio non sarebbe stato pronto, naturalmente, e all'inizio le lezioni si sarebbero dovute svolgere sulla spiaggia, ma andava bene cos. Era praticamente impossibile strappare Missy dai suoi programmi, che erano sparsi sulla scrivania sotto la finestra. Quel mobile era stato una delle prime cose che aveva costruito per lei, con il legno recuperato dalla vecchia casetta di Mamma.
C'erano momenti in cui si sentiva quasi sopraffatto dall'orgoglio che provava per lei. Questo era uno di quei momenti. Missy era cos bella nel nuovo vestito verde, un altro regalo di Hilda. Voleva soltanto restare l a guardarla.
Lo stai facendo di nuovo gli disse, affettuosa.
Non posso farne a meno. A volte gli riusciva diffcile credere che gli fosse stata restituita. Gli uomini della Guardia Costiera che avevano trovato lei e Nathan continuavano a inviare loro gli auguri, a Natale. Avevano provato una felicit immensa nel trovare delle persone ancora vive su quel lido sabbioso, figurarsi quando si erano accorti che si trattava di una donna e di un bambino. Ma, a causa delle condizioni precarie di Nathan durante il volo di ritorno, nessuno si era reso conto della gravit delle ferite di Missy. Durante i primi mesi in ospedale, Henry non aveva potuto fare altro che restare seduto accanto al suo letto e vegliare su di lei, leggendole storie, portandole cibo fresco. E poi, finalmente, l'aveva portata a casa, nella casa che aveva costruito per loro.
Adesso, il dolore scese come un'ombra sul viso di Missy. Lei dovrebbe essere qui disse, spostando gli occhi sulla finestra affacciata sulla spiaggia. Le onde scintillavano alla luce limpida del mattino. Non  giusto che non sia con noi.
S fece lui. Non c'era nient'altro da dire. Non c'erano parole che non le avesse gi detto negli ultimi due anni.
Un altro lungo silenzio, durante il quale fissarono entrambi il mare che in quella giornata cos calda appariva calmo e invitante. Poi, Missy chiuse la mano nella sua. Forza, Mr Roberts. Andiamo.
Lui tolse il freno dalla carrozzina. S, Mrs Roberts.
Si radunarono nel centro della citt, nel luogo che per tanti anni era stato occupato dal negozio di Jenson. Il monumento era uno splendido obelisco di pietra giallo crema, in cui erano incise delle palme stilizzate piegate dal vento. Era coperto da un drappo chiaro, il cui orlo era sollevato da una brezza leggera che non faceva niente per rinfrescare l'aria.
Il sole era proprio sopra le loro teste, a quell'ora del giorno in cui le ombre spariscono.
Henry si asciug il sudore dal viso. Era felice del risultato finale. Lui, Doc e Dwayne avrebbero voluto includere una lista di nomi, sul monumento, ma non era stato possibile. Non avrebbero mai avuto la sicurezza riguardo al numero delle vittime, poich tanti corpi erano stati portati via dal vento e dal mare, e molti di quelli ritrovati non erano identificabili, dopo che il caldo intenso e gli enormi sciami di mosche avevano fatto il loro lavoro. Non gli avvoltoi, per. Le mosche avevano banchettato anche con le loro carcasse.
Per giorni e giorni Henry e gli altri superstiti avevano raccolto i cadaveri in decomposizione, la cui carne si staccava e rimaneva loro in mano come formaggio molle. Aveva pregato di trovare Missy, e al tempo stesso di non trovarla, mentre guardava quelle facce cos gonfie da non essere pi riconoscibili. Il tanfo era insopportabile, e resisteva persino al disinfettante con cui si lavavano continuamente. Aveva creduto che non potesse esserci niente di pi orribile del periodo che aveva trascorso in trincea, ma questo era stato molto, molto peggio. Quei cadaveri putrefatti erano stati privati della loro stessa identit.
All'inizio avevano provato a costruire delle bare per ciascuno di loro, ma presto si erano resi conto che il numero delle vittime richiedeva misure pi rapide. Cos avevano cominciato a bruciarli su enormi pire, senza pause e senza cerimonie, neri e bianchi insieme, vecchi e bambini, cittadini di Heron Key e veterani del campo. Alcuni erano masse di carne mutilate non pi identificabili, altri erano completamente intatti. Il cielo si era tinto di nero per il fumo, il mare era diventato grigio per la cenere.
E, mentre le pire ardevano, lui aveva continuato a cercare lei, dentro ogni edificio diroccato, sotto ogni mucchio di legno o metallo, in ogni auto schiacciata. Aveva trovato solo cadaveri, e solo raramente persone che ancora respiravano, come Doc e Hilda. E cinque giorni dopo l'uragano era crollato, per la mancanza di sonno, di cibo e di acqua, e a causa delle ferite infette. Appena si era svegliato, in ospedale, il suo unico pensiero era stato riprendere le ricerche, ma non era stato nemmeno in grado di alzarsi dal letto. Quando, finalmente, si era ripreso abbastanza da poter camminare, aveva percorso avanti e indietro i corridoi per rimettersi in forze, e proprio durante uno dei suoi giri aveva sentito un'infermiera fare un nome a lui familiare.
Adesso, mentre era l a godersi la brezza gentile, con il sole che brillava sull'acqua calma e il fruscio sommesso delle palme, gli parve quasi impossibile che quello stesso luogo fosse stato simile al peggior campo di battaglia, in cui il tanfo di morte aveva pervaso l'aria per settimane, mentre la citt si era lentamente rimessa in piedi. Guard le persone che, come lui, avevano superato quella notte e ci che ne era seguito, e vide i loro volti segnati da quell'esperienza.
Violet e Franklin erano l'una accanto all'altro, e inconsciamente avevano lasciato un posticino per Abe. Ancora adesso la donna aveva le spalle incurvate dal dolore, quasi avesse preso un pugno che le aveva tolto il fiato. Il bambino era morto a causa dell'infezione sviluppata dalla ferita al braccio, mentre aspettava di essere evacuato.
Zeke era in disparte. Sembrava minuscolo, molto pi piccolo, senza Poncho. Era la prima volta che Henry gli vedeva indossare una camicia.
Arriv la banda della Legione Americana, che cominci a tirar fuori gli strumenti, che splendevano sotto il sole come le divise bianche. Henry si port una mano agli occhi, per via del riverbero, e vide il comandante, Lonard Goodchild. And a stringergli la mano. Lieto di rivederti, Lonard.  un po' diverso, dall'ultima volta.
Puoi dirlo forte, Henry. Gli uomini di Goodchild erano stati tra i primi ad arrivare per prestare soccorso, dopo l'uragano. Alcuni non si erano pi ripresi da quello che avevano visto in quei giorni.
Auto e autobus accostavano e scaricavano una moltitudine di persone che Henry non aveva mai visto. C'erano tante targhe della Florida, ma anche alcune che venivano da altri Stati. E continuavano ad arrivarne.
Chi  questa gente? chiese a Goodchild.
Sono persone che vogliono porgere i loro rispetti. Questa catastrofe ha avuto un rilievo eccezionale, Henry. Chin la testa da un lato, e si copr gli occhi con la mano. Sembri sorpreso.
Si era aspettato pochi visitatori, immaginando che l'inaugurazione non rivestisse un grande interesse al di l dei confini delle Keys, nonostante i numerosi servizi della stampa. Era stupefacente: un posto cos piccolo, perlopi sconosciuto al resto del Paese, aveva scatenato l'indignazione nazionale, a causa della cattiva organizzazione dell'evacuazione dei veterani. Aveva sentito dire che i giornali, al Nord, avevano continuato a scrivere dell'argomento per mesi, dopo l'uragano, arrivando quasi ad accusare il presidente Roosevelt di strage. Finalmente, sembrava essersi scatenato un dibattito pubblico sul trattamento che avevano ricevuto dopo la guerra. Dopo la morte, avevano ricevuto ci che in vita non erano riusciti a ottenere.
Per tanto tempo Henry aveva seguito le indagini, per capire perch erano stati abbandonati, perch tante persone erano dovute morire inutilmente. Ma era come tentare di afferrare del fumo. Ogni volta che sembravano vicini a una risposta, i responsabili dell'inchiesta venivano distratti da qualche altro impegno fittizio. E, con il passare del tempo, lo sdegno si affievol, e il mondo and avanti per la sua strada.
Henry raddrizz le spalle. Alla fine, si era reso conto che il fatto di avere qualcuno da incolpare non avrebbe aiutato nessuno. Non avrebbe riportato indietro i morti. Adesso, l'unica cosa che contasse erano quelle persone che erano l, in silenzio, e che si facevano aria per il gran caldo. Avevano ancora cos tanto lavoro da fare, per ricostruire e rimettere in sesto la comunit. E certe cose non sarebbero mai state le stesse; sarebbe stato impossibile riportarle in vita.
Arrivarono Ken e Moses. Henry and loro incontro. Grazie di essere venuti, amici.
Non mi sarei perso questa cerimonia per nulla al mondo fece Moses.
Vi presento lo zio di Jimmy, Dwayne. Dwayne, questi sono Ken e Moses, del treno sussidiario.
Era un bravo ragazzo comment Ken, stringendo la mano al vicesceriffo. Sarei stato felice di averlo nella mia squadra.
Grazie di essere qui disse Dwayne. E grazie di... Jimmy adorava i treni, da sempre. Ecco aggiunse, porgendogli qualcosa lui vorrebbe che l'avessi tu. Era un berretto di John Deere, sbiadito e macchiato. Una volta lui... ehi, Roy... vieni gi!
Roy e Nathan erano saliti sui gradini del monumento, e a turno saltavano gi. Doc prese in braccio Nathan, che rideva. Dall'espressione sul suo volto, Henry cap che il mal di schiena era tornato.
Ci sono tutti? chiese Lonard, spiegando i fogli su cui aveva scritto il discorso.
Si fece avanti Jeb, con uno spesso sigaro tra i denti. Le persone importanti ci sono. Ehi, capo. Teneva a braccetto una ragazza nuova. Aveva trovato lavoro in una fabbrica di sigari, a Miami, e presto sarebbe diventato supervisore. Stando al suo racconto Lemuel, che pure era sopravvissuto all'uragano, si era smarrito nella confusione e nel caos che erano seguiti. N lui n Henry l'avevano pi rivisto.
Era giunto il momento.
Dwayne fece un passo avanti per depositare una sciarpa sui gradini, una sciarpa con un disegno di fiori di caprifoglio. Zeke vi pos un'unica piuma di un blu vivace, fece un rigido saluto e scomparve tra la folla. Doc vi lasci il barometro di Jenson, con il pannello di vetro rotto, lo strumento di misurazione fermo per sempre sul valore impossibile di ventisei pollici.
Henry aspett il suo turno. Di Selma non era stata trovata traccia. Eppure c'erano momenti, di solito al tramonto e all'alba, in cui lui avvertiva la sua presenza in modo cos forte, quasi fosse accanto a lui, che pi di una volta si era girato a parlarle. Missy non lo trovava affatto strano, gli diceva che lei stessa faceva lunghe conversazioni con Selma. Quando vengono prese tante anime insieme,  destino che una o due cadano fuori dal secchio gli aveva detto.E Selma non passer oltre fino a quando non sar pronta.
Il suo tavolo da pranzo era stato portato a riva dalle onde: aveva le gambe rotte, ma il piano era ancora intatto. Le iniziali di Selma erano ancora visibili, sotto, accanto a quelle di Henry. Lui e Missy vi cenavano ogni sera.
Henry si inginocchi davanti ai gradini del monumento, e pos una mano sulla pietra. Era calda, aveva quasi la temperatura della sua pelle. Ci vediamo, Sunny disse sottovoce.
Lentamente, cominciarono ad arrivare i superstiti. Ognuno lasciava un oggetto significativo dei defunti. Presto la pila di ricordi arriv a coprire interamente i gradini, e scese fino a terra. E ne arrivavano altri.
Henry guard Jeb e Franklin, e ripens ai suoi ragazzi durante la parata lungo la Fifth Avenue, al ritorno dalla guerra. Erano cos fieri, cos pieni di speranza e di promesse. Sonny. Lemuel. Sammy. Tyrone. Li'l Joe. Tutti morti. E se n'erano andati anche Infermeria, Two-Step e Cari, Stan e Tee. E Trent Watts, il cui corpo non era mai stato ritrovato. E centinaia di altri. Lontani da casa, in un posto in cui non sarebbero mai voluti stare.
Dalla tasca tir fuori la fotografia sbiadita e spiegazzata di un bambino con un cappello da cowboy, e la studi per un lungo momento. Poi, la mise accanto agli altri oggetti. Riposa in pace, Max Hoffman.
Missy si spinse sulla carrozzina. Si chin per depositare il cappello di Mamma, quello blu e grigio con i fiori rossi. E rimase l a lungo, con il capo chino, gli occhi chiusi. Strano: da quando lei e Nathan erano stati portati via dal vento, aveva la sensazione di volare ogni volta che abbassava le palpebre. Per quanto fosse stato terrificante vedersi portare al largo, aveva provato un senso di libert che non era paragonabile a nessun'altra emozione.
E, quando il vento alla fine li aveva depositati su quella lingua spoglia di sabbia dove, distrutta, era rimasta raggomitolata accanto a Nathan, troppo stanco persino per piangere, la paura l'aveva abbandonata del tutto. Aveva esaurito le forze per trascinare entrambi fuori dall'acqua. Non ne aveva pi. Aveva fatto il possibile, e questo in parte la confortava. Il dolore era diminuito. Era stata una benedizione avvertire ancora di nuovo il calore del sole, e sentire soltanto lo sciabordio quieto delle onde. Aveva appoggiato la guancia sulla sabbia calda e aveva chiuso gli occhi, e si era sentita in pace... al punto che il rombo degli aerei da ricognizione della Guardia Costiera, prima debole e poi fragoroso, quando i mezzi erano giunti sopra le loro teste, l'aveva indotta a credere che l'uragano fosse tornato per finirla. Nathan aveva strillato di terrore. Solo dopo, quando uno degli aerei era atterrato, Missy aveva compreso.
Da allora, ogni volta che aveva bisogno di avvertire ancora quel senso di pace - ed era successo spesso, dopo che aveva riaperto gli occhi in ospedale e aveva trovato Henry accanto a lei - tornava con la mente a quel minuscolo atollo.
Nathan si arrampic sulle sue ginocchia. Stava diventando un bimbetto robusto, con le gambe arcuate. Il legame tra loro, gi forte, era diventato indissolubile durante quella notte terribile. Adesso, quando faceva un brutto sogno, Nathan chiamava lei, non sua madre. Hilda soffriva, per questo, ma capiva che nessuno, a parte Missy, condivideva con lui quei ricordi.
Missy lo vedeva ancora ogni giorno, e le visite finivano sempre nello stesso modo. Nathan voleva sentire una sola storia: la storia di loro due volati in cielo come uccelli, lontano. Quando Missy arrivava alla conclusione, recitava l'ultima frase con lei, che non cambiava mai: E poi Missy e Nathan tornarono a casa, insieme, sani e salvi.
Si mise a fare cavalluccio sulle gambe di lei, ormai inutili. Voglio giocare alle macchine! Gli piaceva andare in carrozzina con Missy, fingendo di guidare un'auto. Aveva ancora qualche difficolt a capire che lei non poteva alzarsi per rincorrerlo. Ogni tanto Missy lo sorprendeva a fissare la
sedia a rotelle con occhi colmi di rabbia, quasi la incolpasse di rovinare loro il divertimento.
Henry fece per prenderlo, ma Missy gli disse: Lascialo giocare. Appoggi la testa al collo del piccolo, fino a quando lui non si stanc e non corse a cercare Roy.
Henry si chin per sussurrarle all'orecchio: Presto sar troppo grande per sedersi in braccio a te.
Lo so gli disse, accarezzandogli la mano che le aveva messo sulla spalla. Stando a Doc, i danni che aveva riportato agli organi interni, e il successivo intervento chirurgico, le avrebbero impedito per sempre di avere dei figli. Non aveva afferrato subito che cosa ci avrebbe significato per lei, sopraffatta dalla necessit di accettare il modo in cui era cambiata la sua vita. Era stata solo una delle tante perdite che aveva subito. Dopo il matrimonio con Henry, per, quella dura e fredda verit le era atterrata sul cuore come un macigno. Sebbene dovesse essere grata per tante cose, tra le quali il fatto di avere Henry al suo fianco, era stato quello il dolore peggiore. Peggiore anche della perdita dell'uso delle gambe.
Solo quando Henry aveva accennato all'idea di una scuola, la sofferenza che l'aveva avvolta come una nebbia aveva cominciato a diradarsi. L'istituto sarebbe stato pieno di bambini, aveva detto; di bambini che avevano bisogno di ci che lei poteva dare loro. All'inizio, la sua mente era stata chiusa, inchiodata dalla sua triste condizione, ma con il tempo Henry aveva cominciato a dipingerle un quadro: dei bambini che studiavano sui libri, in un'aula vera, e che un giorno sarebbero andati addirittura al college. Quando aveva spiegato le cartine sulla sua scrivania, accanto alla finestra, con il viso tutto eccitato, la sua voce era stata come una corda gettata nella fossa in cui lei era precipitata. Le sarebbe bastato afferrarla, per tirarsi fuori. E l'aveva fatto, mettendo una mano davanti all'altra, un centimetro agonizzante dopo l'altro.
Sembrava che fosse successo una vita prima, e al tempo stesso che non fossero trascorsi nemmeno cinque minuti. Quella notte, era successo qualcosa di strano alla sua percezione del tempo. Prima dell'uragano, non aveva mai avuto problemi a distinguere il presente dal passato, quasi ci fosse stato un muro solido a dividerli. Adesso non era pi cos. Quel muro era diventato una rete da pesca, che consentiva a presente e a passato di mescolarsi costantemente. Un minuto prima Missy era seduta alla sua scrivania, a lavorare a una lezione, e quello dopo era di nuovo immersa nell'acqua fino alle ascelle, e stava trascinando Violet e Abe verso la stazione. Oppure era a cena con Henry, e vedeva apparire Mamma, che sbaccellava piselli e si lamentava del prezzo della farina al negozio di Jenson Mitchell. C'erano momenti in cui si sentiva andare alla deriva, trascinata dalla corrente del tempo, al punto che doveva aggrapparsi alla carrozzina per non perdere completamente il senso dell'orientamento. L'unica costante, l'unica sua ncora, era Henry.
Adesso sollev lo sguardo verso di lui, socchiudendo gli occhi a causa del sole abbagliante, e cap che stava leggendo nella sua mente. Siamo arrivati da qualche parte, adesso.
Il sole era caldo sulle sue spalle. Henry si spost, cos da farle ombra con il suo corpo. Sulla folla scese il silenzio.
Siete pronti? chiese Lonard, con un paio di occhiali da lettura sul naso, pronto a rimuovere il telo. Il direttore della banda aveva sollevato la bacchetta, la fronte sotto il berretto imperlata di sudore.
Missy studi la gente del posto e i visitatori, l in piedi, pazienti sotto il sole umido. In mezzo a loro brillavano le persone scomparse. Le sentiva sussurrare nella brezza. Adesso si fecero pi vicine, nell'attesa di essere ricordate.
Doc e Dwayne rivolsero un cenno a Henry.
S fece lui, rivolgendo uno sguardo al cielo azzurro, vasto e indifferente.  ora di cominciare.
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FINE.
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Nota dell'autrice.
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Nonostante io sia cresciuta in Florida, non avevo mai sentito parlare degli eventi su cui si basa questo libro, prima di cominciare a condurre delle ricerche al riguardo. La prima cosa che lessi fu un articolo del St Petersburg Time, sul linciaggio raccapricciante di Claude Neal, nel 1935, a Green-wood, per il quale nessuno fu mai perseguito a termini di legge. Indagini ulteriori mi condussero a uno degli episodi pi scandalosi del periodo, non solo della Florida, ma di tutti gli Stati Uniti.
Non  difficile capire perch un gruppo di poveri veterani, segnati dall'esperienza della guerra e privati del bonus promesso loro dal governo, si fossero lasciati attrarre da un progetto di lavoro nelle Keys. In tanti vivevano di stenti da anni. Via via che andavo scoprendo nuovi dettagli sulla loro storia, cominciai a pensare che era importante che la gente sapesse che cos'avevano passato; che sapesse che avevano vissuto in condizioni terribili, e che furono abbandonati a loro stessi, a causa di una combinazione di apatia e di incompetenza, quando un violentissimo uragano si abbatt su quella zona. L'amministrazione federale era gi nei guai, per il modo in cui aveva affrontato la marcia di protesta dei veterani su Washington, e la politica gioc un ruolo fondamentale nel coprire le pecche dell'indagine che segu.
La tragedia che colp la popolazione locale non fu meno scioccante, in termini di vittime, ma nel loro caso si tratt di un disastro puramente naturale, senza manovre umane. Quella gente era preparata a uragani, che tante volte in passato avevano spazzato le Keys. Quello del Labor Day si distinse solo per la potenza e per l'intensit. La storia di quelle persone  stata ben documentata. Mentre non si pu dire altrettanto di quella dei veterani.
Anche se la scienza meteorologica era primitiva, in base ai nostri standard - non avevano a disposizione nessuno dei sistemi di localizzazione a cui ci affidiamo oggi - i rischi della stagione degli uragani erano ben noti. Ernest Hemingway all'epoca viveva a Key West e fu uno dei primi a presentarsi sulla scena, dopo il disastro, per dare una mano con le operazioni di sgombero. La sua conclusione, pubblicata nell'articolo Who Murdered th Vets {TheNewMasses, 17 settembre 1935) fu chiara:
Chi mand un migliaio di veterani della prima guerra mondiale - molti erano robusti e abituati a spaccarsi la schiena, anche se sfortunati, ma molti erano quasi dei casi patologici - a vivere in baracche dalla struttura in legno nelle isole Keys, durante la stagione degli uragani? Li trovammo fra le mangrovie, chi a faccia in su, chi a faccia in gi. Si erano rifugiati l, e vi si erano aggrappati fino a quando il vento e l'acqua che continuava a salire non li avevano portati via. Non si erano lasciati andare subito... solo quando avevano esaurito le forze... Li trovammo in alto, sugli alberi, dove li aveva depositati l'oceano... e, sotto il sole, cominciavano a sembrare tutti troppo grandi per quei blue jeans e quelle giacche che non erano mai riusciti a riempire, da vagabondi affamati... Adesso sei morto, fratello, ma chi  che ti abbandon l, durante la stagione degli uragani, nelle Keys, dove mille uomini erano morti prima di te durante quegli stessi mesi, mentre costruivano una strada che adesso  finita sott'acqua? Chi? E qual  la punizione per una strage?
Nessuno fu perseguito per quanto accadde ai veterani. Quell'episodio  soltanto una nota a pie' di pagina nei libri di storia. Una cosa simile non potrebbe mai accadere, oggi, dice la gente. Gli abitanti di New Orleans potrebbero avere qualcosa da ridire, al riguardo. Anche con gli ultra sofisticati sistemi di avvertimento di cui disponiamo oggi, un uragano pu causare un'enorme quantit di vittime, se la gente  impreparata.
E, naturalmente, anche oggi abbiamo migliaia di persone che tornano traumatizzate da zone di guerra, che come allora si trovano ad affrontare un diffcile reinserimento nella vita normale, durante un'altra grave crisi economica globale.
Heron Key non esiste, e i personaggi di questo libro non si ispirano a persone realmente vissute. Il vero uragano colp Islamorada e le Isole Keys il giorno della festa del La-bor Day, e non il 4 luglio. La zona riservata ai neri sarebbe stata ben distante dalla spiaggia frequentata dai bianchi. Licenza narrativa, come si dice. Molti degli eventi descritti non avvennero realmente, ma molti s, e furono raccontati dai superstiti. George Patton, allora semplice tenente, ebbe l'incarico di mettere fine alla marcia di protesta su Washington, per il bonus promesso all'esercito, per ordine del generale Douglas McArthur, venerato come un eroe da quegli stessi uomini che cacci via con baionette e gas. Alcuni dei cittadini di colore si videro negare l'accesso a uno dei rifugi antiuragano, che poi fu distrutto, tant' che
i bianchi furono costretti a cercare riparo nei vagoni merci vuoti, assieme ai neri. Il treno sussidiario, inviato tragicamente in ritardo, fu spazzato via dai binari dall'uragano, prima di aver evacuato i veterani. Questi ultimi morirono quasi tutti, insieme con molti abitanti delle isole. I cadaveri furono ritrovati tra i rami degli alberi di lime, anche a sessanta chilometri di distanza, lasciati cadere dal vento. A differenza di Missy e Nathan, chi fu ritrovato vivo non sopravvisse a lungo.
Alcuni tra i superstiti hanno voluto registrare i ricordi di quella catastrofe in un video affascinante, visibile sul sito dedicato alla storia delle Keys - http://www.keyshistory. org/shelf!935hurrpagel5.html - in cui sono presenti anche alcune fotografie del monumento eretto dalla Legione Americana. I resti della magnifica East Coast Railway di Flagler, mai ricostruita, sono ancora visibili nelle acque turchesi delle Keys. Segnano il punto in cui, nel Labor Day del 1935, la Natura dimostr il proprio potere prodigioso su noi umani.
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Letture di approfondimento.
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Willie Drye, Storm of th Century (National Geographic, Washington, D.C., 2002). Una descrizione dell'uragano, frutto di una ricerca meticolosa, e dell'indagine che segu. La conclusione dell'autore  che i veterani furono dimenticati dai vari livelli di governo che avrebbero dovuto pensare a proteggerli. Anche per chi non condividesse il parere dell'autore, questo libro  una cronaca basata su fatti reali, che si legge come un thriller.
Per un resoconto diretto della vita nelle Keys isolate e rurali, negli anni Trenta, potete leggere il memoir di una donna che sopravvisse all'uragano, Charlotte's Story: A Florida Keys Diary, di Charlotte Arpin Niedhauk (Laurei & Herbert, Sugarloaf Key, FL, 1973) che dipinge ogni singolo aspetto della vita durante un anno straordinario.
E, per sapere qualcosa di pi sulla violenza in quegli anni, vi rimando a Lynchings: Extralegal Violence in Florida in th 1930s (W. Howard, Universe, Lincoln, NE, 2005).
Infine, chiunque fosse interessato a questo periodo della storia del Sud dovrebbe leggere Con gli occhi rivolti al cielo, di Zora Neal Hurston (Bompiani, Milano, 1998), che i-clude una descrizione magnifica di quel che si prova nel trovarsi ad affrontare un uragano.
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FINE.